alba a pierino

alba a pierino

domenica 15 gennaio 2012

Picasso a Palazzo Blu, Pisa


Eccomi a partecipare al terzo grande appuntamento che Pisa, dedica, per per il terzo anno consecutivo, ai maestri del ‘900, dopo le morbide magie di Chagall e i colori abbaglianti di Miró, Palazzo Blu mette in mostra Picasso, per molti il maggiore esponente dell’arte moderna.
Sono le tre del pomeriggio di questa freddissima domenica.
All'ingresso i biglietti si fanno velocemente, e la cosa mi disorienta un po'. Avevo letto di un grande afflusso.
Infatti, appena varcata la soglia della prima sala, il corridoio lungo il quale una serie di pannelli biografici e commemorativi introducono alla mostra, ecco la conferma.
Da quel momento la visita sarà una ginkana tra centinaia di persone in lento movimento, che riempiono tutte le sale.


Quando ero bambino, mia madre mi diceva: “Se diventi soldato, sarai generale. Se diventi monaco, finirai papa.” Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso.
La mostra si apre così.


L'esposizione è organizzata in modo da far seguire al visitatore un percorso ben definito, che ripercorre in maniera piuttosto rigorosa la biografia umana ed artistica del pittore spagnolo.

Si inizia con il "periodo blu", quello della vita misera che conduce i primi anni vissuti a Perigi.
Successivamente, seguendo il succedersi delle opere e delle sale, si ha modo di vedere come evolve nel tempo l'arte di Picasso. Dalla rappresentazione di paesaggi, oggetti e persone, con forme molto vicine alla realtà, lo si vede arrivare fino alla sua particolarissima forma di astrazione e trasfigurazione formale tipica del cubismo.
Ne è un esempio chiarissimo, la serie dei Toros, in cui l'animale, che per Picasso ha sempre rappresentato il modello da cui ha origine l'universo, viene dapprima raffigurato in una forma molto realistica, per poi trasformarsi, ad ogni passaggio, fino a sintetizzarsi nel notissimo, sintetico, graffito.

C'è una citazione che rafforza il senso del percorso che stiamo seguendo.
"dipingo come gli altri scrivono le loro autobiografie. Le mie opere finite o no, sono le pagine del mio diario"

La cosa che più mi ha colpito?
La serie dei ritratti di Jacqueline. Tanto numerosi, come diversi, quanto affascinanti oltre la bellezza della donna raffigurata.
"la natura e l'arte sono due cose differenti. Noi esprimiamo nell'arte la nostra idea di quello che la natura non è"


Poèmes et Lithographies, le grandi tavole in cui Picasso accompagna con immagini di grande drammaticità i suoi manoscritti contro la guerra, e le fantastiche tavole dello Chant des morts illustrate con segni di colore rosso sangue, mi fanno ricordare un lavoro che ho iniziato tempo fa, e devo decidermi di completare...


La folla che non avevo trovato all'ingresso, la trovo all'uscita.

Nessun commento:

Posta un commento