alba a pierino

alba a pierino

mercoledì 23 novembre 2011

dalla finestra dei sindaci di Piansano e Canino


Ritorno nella Tuscia Viterbese, terra scura, rossastra di pietrisco vulcanico, di colline basse, come schiacciate dai boschi scuri che le coprono.
Attento con il naso, prima che gli occhi, cercando odori di zolfo e vapori d'acqua bollente.

Anche oggi mi muovo lungo i crinali, sul fianco occidentale, della caldera del lago di Bolsena.


Sono a far visita a Piansano, comune della provincia di Viterbo di poco più di 2.000 abitanti, terra di boschi, olivi e pascoli.
Come è anche terra d'energia, rinnovabile, come quella del vento e del sole.
Il territorio di Piansano è un unico grande latifondo che 1897 fu aggiudicato all'asta al Monte dei Paschi di Siena. La quale banca nel 1909 lo rivendette a più persone, alle quali però fu in gran parte espropriato dall'Opera nazionale combattenti dopo la Prima Guerra Mondiale, perché fosse assegnato ai reduci dalla Grande Guerra.
Già, ancora la storia della Grande Guerra che si incrocia con il mio "girar l'Italia".




Da Piansano a Canino, attraversando l'altopiano della valle di Ripa Alta, dove sui prati, tra i greggi di pecore, e i campi fotovoltaici sono spuntate altre pale eoliche dall'ultima volta che sono passato.


Canino è un comune della Tuscia Viterbese di 5.310 abitanti.




Il paese di Canino è famoso soprattutto per l'olio extra vergine di oliva, che ha ottenuto anche il riconoscimento della DOP, prodotto nei suoi numerosi frantoi.
Le campagne di Canino e dei comuni vicini sono coperte da circa 30.000 ettari di oliveti, ed è stata organizzata anche la strada dell'olio.

martedì 22 novembre 2011

una sottile lama di luna all'alba


Esco,
che il sole deve ancora sorgere.


Appena sopra gli alberi del bosco,
una sottile lama di luna,
taglia il cielo cupo
punteggiato di stelle.


Con la luce del giorno,
che cresce pian piano,
la sottile lama svela la sua origine.

lunedì 21 novembre 2011

cade la notte lungo la strada per Pierino



Di giorno il tempo corre,
così succede che la notte ti cade addosso,
senza preavviso.

Magari proprio a pochi passi da casa,
come a ricordarti
che la giornata è davvero finita.

domenica 20 novembre 2011

visite alla mostra fotografica


Secondo fine settimana di festa del tartufo, secondo fine settimana di apertura della mostra fotografica collettiva, con gli amici del comitato del BuccianoFotoDiarioFestival nei locali dell'ex frantoio di San Domenico.

Per l'occasione, espongo 12 scatti panoramici, che raccolgono i colori e le atmosfere della stagione autunnale, selezionati tra quelli realizzati la mattina di sabato 29 ottobre scorso, percorrendo la via d'Orlo, da Corazzano verso Castelfiorentino.


sabato 19 novembre 2011

istantanee di festa


Secondo fine settimana di festa del tartufo a San Miniato.
Oggi è stato un sabato di sole e temperatura mite.




La città, nel pomeriggio, è popolata di assaggiatori, fotografi estemporanei e piccoli spettacoli.





venerdì 18 novembre 2011

luci milanesi


Adesso il treno sfreccia in una campagna piatta, buia, illuminata di tante piccole luci, come una cometa che attraversa un cielo stellato, limpido e siderale.
Mi lascio alle spalle una la città, vissuta in realtà per pochi minuti, quelli del tratto a piedi dalla stazione all'ufficio, e ritorno.
La sera, in questo novembre di autunno asciutto ma freddo, è scesa presto, come al solito.
Con il buio, tutto acquista una dimensione più raccolta, meno confusa, con le poche cose rese chiare dalle luci.


I palazzi del complesso di Porta Nuova hanno smesso di crescere, e adesso le gru lavorano per muovere i materiali per le tamponature.



Su via Vittor Pisani, si muove un traffico lento, ritmato dal rosso dei semafori.




giovedì 17 novembre 2011

confettura di pomodori verdi


La stagione si è fatta fredda, ogni giorno di più.
L'altro ieri, sul fondo valle è comparsa la brina.
Mentre qui a Pierino, alle 7,30 del mattino, il termometro segnava 5 gradi, giù in paese c'erano 0 gradi, e la brina sui vetri della macchine.

Nell'orto ho qualche pianta di insalata che adesso cresce lenta, e finocchi trapiantati troppo tardi.


Ma ci sono, soprattutto, ancora le piante di pomodori trapiantate in marzo, dalle quali raccolgo ancora i pomodori con cui faccio colazione, strusciandoli sul pane, e condendoli con l'olio nuovo.

Presto, con l'arrivo di dicembre, la brina arriverà fin quassù, e le piante di pomodoro seccheranno.
Così, visto che ci sono ancora molti pomodori verdi, ho pensato di farne una confettura.





Ho raccolto i pomodori, ne ho lavati poco più di un kg.
Li ho fatti in piccoli pezzetti, e li ho messi a bollire per alcuni minuti.
Poi ho aggiunto circa 700 gr di zucchero, e ho fatto bollire lentamente per circa 25 minuti.

Quindi ho riempito 4 vasetti di vetro da 250 gr ciascuno.
Li messi capovolti per alcuni minuti, e poi ho anche fatto una veloce pastorizzazione.




mercoledì 16 novembre 2011

fior di novembre



L’aria è limpida e fredda,
al cospetto di un sole basso e luminoso,
da invogliarmi a ricercare,
con lo sguardo,
le piccole macchie colorate disperse nel prato.




Sono piccoli fiori,
di erbe stimolate dal tepore d'autunno.
La margherita, il tarassaco, il trifoglio,
e gli altri.
Chi giallo, chi bianco, chi violaceo,
e poi altri colori ancora.




Intorno c’è silenzio.

A colpi,
portato da leggere folate di vento,
si sente provenire da lontano,
dalla valle,
come dal bosco,
un fragile frusciare di foglie.



martedì 15 novembre 2011

un pezzo di luna sopra piazza Duomo a Pistoia


E' questa, una delle prime fredde notti di un autunno asciutto e tiepido.
Nel cielo limpido, di stelle luminose anche sopra i tetti della città, sta salendo un pezzo luna.
E' in fase calante, e questa notte raggiungerà la fase di mezza luna.
Piazza Duomo, a Pistoia, è silenziosa e deserta.






La luna si scorge tra il palazzo Comunale ed il campanile del Duomo. Appena sopra i tetti.

lunedì 14 novembre 2011

musica, e storie di triste allegria



La prima sensazione è la curiosità
spinta dal suono squillante di un brano melodico.
Una musica che assomiglia ad panno di velluto.
Morbido quando lo si accarezza, lievemente pungente, di piccole scariche,
quando si allontana la mano.
Come il manto di un gatto.



Pian piano l'emozione si allarga e quel telo melodico di musica vellutata,
ti accorgi che porta dei ricami.
E' una voce, che canta storie di triste allegria di vivere.
La musica ti conduce, alla voce, e la voce ti invita ad ascoltare.
Ti invita a fermarti, senza dirtelo, con altre parole, con latri motivi.



L'arco della cittadella non è altro che un bocca scena,
che, spostandomi lentamente, mi accorgo che fa da lancia alle note.
Come una cassa armonica dove i suoni esplodono,
per uscirne accompagnati dalla voce.


Una fisarmonica, in braccio ad una ragazza, una voce appassionata
e un muro di mattoni che hanno visto chissà quanto e cosa...