alba a pierino

alba a pierino

giovedì 21 marzo 2013

luna in pieno giorno



Ho alzato gli occhi al cielo, 
così, 
distrattamente.

Ed ho visto la luna. 

Vederla di giorno, 
specie a quest'ora, 
specie con il cielo azzurro, 
magari macchiato da qualche nuvola frastagliata, 
mi fa una certa impressione. 

Di notte la vedo come una stella, 
la più luminosa, 
e con quella luce mi da sicurezza, 
direzione. 

Ma di giorno 
la vedo lassù, 
come un corpo estraneo, 
fuori posto


mercoledì 20 marzo 2013

transito a Campo di Marte



C'è un'aria gelida, da notte d’inverno, che avvolge i binari. 
Un'aria gelida che s'intreccia con i fili elettrici e con le pensiline. 



C'è un silenzio irreale, la partenza di un treno e l'arrivo di un'altro. 
Lungo i marciapiedi, passeggeri in attesa.





martedì 19 marzo 2013

quando le immagini parlano da sole



Oggi, ore 18,26, sul treno da Verona a Bologna.

lunedì 18 marzo 2013

il bosco frana



Questo mese di marzo, la pioggia sembra non dare tregua.
Ma non è una novità. Mi ricordo il 17 marzo di due anni fa. Giorno festivo per la commemorazione dei 150 anni dall'unità d'Italia, che mentre ero nella capanna a preparare la serra per i pomodori, il bosco risuonava dei tonfi e del fragore di alberi abbattuti dal terreno che stava franando sotto, anche quel giorno, una pioggia incessante.


La pioggia di queste settimane ha innescato di nuovo quella vecchia frana, quella ferita non rimarginata, tenuta fresca ed infiammata da quest'inverno umido.
La frana si è ampliata, allargata lungo la pendice, arrivando a sfiorare la mia capanna degli attrezzi.



Il bosco, adesso è una massa informe, indistinguibile, di fango e alberi sradicati.

domenica 17 marzo 2013

la cucina de "I giorni del Tartufo"



A tavola con il tartufo marzuolo, il profumato tubero primaverile, a cui gli amici di Cigoli dedicano una delle tante manifestazioni con cui animano questo piccolo borgo.
Oggi, rovinata un po' dalla pioggia, si è chiusa la XVa Mostra Mercato del Tartufo Marzuolo, presenziata dal consigliere regionale Eugenio Giani, con il quale ho avuto l'onore ed il piacere di pranzare, assieme al coordinatore del Comitato eventi cigolesi Andrea Ferreri, e l'amico Cesare Andrisano con il quale adesso andremo a dividere gli impegni per la conduzione di San Miniato Promozione.
A tavola si è discusso dell'organizzazione del quattrocentesimo anniversario della morte di Lodovico Cardi detto il Cigoli, pittore, architetto e scultore, attivo a cavallo tra il periodo del manierismo e il barocco, nato qui nel Castelvecchio di Cigoli nel 1559 e morto a Roma  nel 1613.


















sabato 16 marzo 2013

la Galleria Vittorio Emanuele II, Milano

 

Lungo il mio brevissimo viaggio turistico in tram, nel centro di Milano, dello scorso venerdì 8, ho attraversato la Galleria Vittorio Emanuele II.







La galleria, realizzata per costituire la prima grande, ambiziosa, opera della città nell'immediato periodo postunitario, difatti fu intitolata al re Vittorio Emanuele II, fu aperta nel 1867 e completata nel 1878.
Essa costituisce un passaggio pedonale che collega Piazza del Duomo a Piazza della Scala. Soprannominata "il salotto dei milanesi" per l’ambiente sfarzoso, elegante e ricco di prestigiosi negozi, ristoranti, bar alla moda e librerie.
La Galleria è formata da un impianto a crociera al cui interno risalta la cupola centrale in ferro e vetro.

venerdì 15 marzo 2013

ancora un'alba a Pierino



Ancora un'alba, qui a Pierino,
ed io ancora a sorriderne.

Ancora un'alba ad illuminare il mondo,
ed io ancora ad emozionarmene.

Ancora un giorno da vivere,
ed io ancora a progettarne.

giovedì 14 marzo 2013

la valerianella



Oggi ho visitato la più grande serra che mi è capitato. Quindici ettari coperti con film plastico, per la produzione di valerianella ed altre insalate che la OrtoRomi commercializza nel settore della quarta gamma, il fresco tagliato, lavato ed imbustato.



Il primo impatto è davvero forte. Mi sono ritrovato, all'interno della serra, all'inizio di un viale lungo 500 metri, dove stava transitando un Challenger, un trattore da 240 cavalli, che aveva appena ultimato la lavorazione di una delle otre 80 semi campate in cui è suddiviso il terreno coperto.



La Valerianella è un ortaggio di cui si utilizzano le foglie fresche in insalata, ed è spesso conosciuta anche con il nome di Lattughella.
Spontanea nell'area mediterranea, negli ultimi anni il suo consumo è cresciuto molto anche per le sue caratteristiche nutrizionali, costituite da un basso valore energetico unito ad un buon contenuto in vitamine e sali minerali.



L'aspetto che maggiormente conosciamo è quello che la pianta assume inizialmente, con la produzione di una rosetta di foglie spatolate, asessili di colore verde lucido, lunghe 8-10 cm.
E' questo il momento in cui viene raccolta. Se la si lascia crescere la pianta emette uno stelo fiorale angoloso con ramificazioni dicotomiche terminanti con mazzetti di piccoli fiori imbutiformi bianco azzurri. Il frutto è un achenio liscio globuloso grigio chiaro o scuro, che viene impiegato per la semina.


E' considerata una specie rustica adattabile a diversi tipi di terreno, anche pesanti purché ben drenati e dotati di sostanza organica. Il clima più adatto è quello temperato. Durante l'inverno, nelle regioni del Nord deve essere protetta dal gelo. Le esigenze nutritive sono limitate, dato il breve ciclo colturale



Qui, l'impianto si fa con semina meccanica di precisione, su porche larghe circa 2 metri, in file distanti 10-15 cm, mentre la densità colturale varia con il tipo di pianta che si vuol ottenere. Con temperature del terreno di 15-20°C la germinazione avviene in una settimana circa. La semina può essere effettuata scalarmente dalla primavera all'autunno, ma nelle colture in serra industriali, come quella che ho visitato a Spinea (VE), da OrtoRomi, si fanno anche semine in inverno.
Il ciclo ha una durata variabile, dalle 2 settimane in estate ai 2 mesi in inverno. Qui arrivano a fare anche 10 cicli l'anno.



Quando le foglie hanno raggiunto la loro massima lunghezza si recidono le piantine sotto il colletto lasciando 0,5 cm di radice. La raccolta qui avviene con una macchina che permette, con l'ausilio di operatori, il diretto incassettaggio del prodotto. Qui la produzione ad ettaro è di circa 250 quintali.