alba a pierino

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domenica 13 novembre 2011

cronaca della prima domenica del tartufo 2011 a San Miniato


Già era stato un bel sabato di tanta gente a San Miniato, ma oggi è stata una domenica davvero affollata.
Con il privilegiato ruolo di fotografo dell'ufficio stampa della manifestazione, ho avuto l'onore di accompagnare l'onorevole Ermete Realacci nella sua visita tra stand, eventi e mostre che hanno caratterizzato questa giornata.
La visita è iniziata nel padiglione del tartufai di San Miniato, con gli espositori che hanno conversato con Realacci, spiegando il tartufo, dove lo si trova, come si riproduce, come lo si gusta.


Poi la visita ai vignaioli sanminiatesi, gustando lo spumante della mia cugina Ivana Cupelli, il vin santo che l'amico Guido Bianco produce qui a Bucciano nella sua fattoria di Sassuolo, e appassionandosi alla storia del vitigno autoctono di San Miniato selezionato ed impiantato dall'azienda vitivinicola Beconcini.





Più tardi in municipio, per presenziare all'assegnazione del premio giornalistico intitolato a Roberto Ghinetti, organizzato dal quotidiano Il Tirreno e dal Comune di San Miniato, quest'anno alla 18a. edizione.
Il premio è stato conferito al noto giornalista televisivo Luca Telese, attualmente è impegnato su La 7 con “In onda”.





Dopo il premio, passeggiate lungo le strade cittadine, per sostare ai banchi del Mercatale di San Miniato, con i prodotti locali a filiera corta.


Il tour finisce con la visita di Realacci alla mostra fotografica collettiva dei ragazzi del BuccianoFotoDiarioFestival, quindi davanti alle mie foto.



Nel pomeriggio, nella ressa e nella calca di migliaia di persone mangianti e beventi, al passo di musica scandito dalla banda musicale.



Ma di tanto in tanto qualche angolo nascosto.
Il laboratorio dell'amico appassionato di fossili.
L'amico Ezio che scalda l'ugola provando sulle note di "Granada".
La cucina del punto di ristoro organizzato dagli amici de La Ruga.




O il tavolo della segreteria organizzativa della nostra "estemporanea di fotografia immediata".

sabato 12 novembre 2011

inizia la festa del tartufo


Oggi è iniziata la 41a. edizione dell'annuale Mostra Mercato del Tartufo Bianco di San Miniato.
Il Sindaco e Maria Grazia Messerini hanno provveduto al cerimoniale del taglio del nastro per l'apertura ufficiale della manifestazione.




Mentre il Sindaco ha fatto visita a tutti gli espositori, magari annusando anche qualche tartufo, con gli amici del BuccianoFotoDiarioFestival abbiamo terminato l'allestimento della nostra mostra fotografica collettiva, all'interno delle sale dell'ex frantoio di San Domenico.





Dopo una visita al tavolo della segreteria organizzativa dell'estemporanea fotografica che abbiamo organizzato per questo fine settimana di festa, il Sindaco e gli altri amministratori sono scesi a presenziare all'apertura della nostra mostra fotografica.
Dove ho fatto da cerimoniere.


venerdì 11 novembre 2011

finestra su piazza S. Trinita, Firenze


Dopo aver collezionato le viste da già molte finestre dei sindaci dei nostri comuni, oggi rimango estasiato dalla vista dalla finestra di uno studio di un geologo fiorentino.


Dalle porte finestre, con tanto di balconcino e parapetto in ferro, ammiro davanti a me, la statua in porfido della Giustizia, opera di Francesco del Tadda (1581), posta sulla sommità di una colonna monolitica di granito orientale, proveniente dalle Terme di Caracalla, dono del Papa Pio IV a Cosimo I, collocata sulla piazza nel 1560.


Il ponte, la piazza e la chiesa di Santa Trinita insieme a via Tornabuoni, è ancora considerato il cuore ed il salotto buono di Firenze. In questo angolo, un po' nascosto, di Firenze, vi è una particolare concentrazione di monumenti e palazzi.
Sulla piazza si affaccia la basilica di Santa Trinita, che qui a Firenze si scrive e si legge senza accento finale.
Essa è una delle più antiche ed importanti della città. La costruzione risale all' XI secolo da parte dei Monaci Vallombrosani.

Affacciandomi al balconcino, allungo la vista verso il Ponte di S. Trinita.
Il primo ponte fu costruito nel 1252 con un lascito della Famiglia Frescobaldi ma ebbe vita breve. Durante uno spettacolo sul fiume il peso della calca ti persone accorse per vederlo lo fece crollare. Firenze aveva bisogno di quel ponte e fu ricostruito in pietra ma una delle ricorrenti alluvioni del fiume, se lo portò via nel 1333. Nel 1557 altra alluvione ed il ponte fu di nuovo portato via dall'Arno.
La ricostruzione fu affidata a Bartolomeo Ammannati ed al Buonarroti. Il primo fece materialmente il progetto, il secondo gli suggerì molto probabilmente un'evoluzione delle linee di corda già usate nella costruzione delle Cappelle dei Principi. Il ponte si appoggia su dei pilastri appuntiti che evitano sapientemente che i tronchi portati dalle alluvioni si ammassino e ne provochino il crollo. L'eleganza delle corde danno al ponte una linea leggera ed inusuale per un ponte di pietra.



Si dice che, a seguito della sua distruzione durante la seconda guerra mondiale, sia stato ricostruito nelle sue forme originarie in cemento armato e rivestito in pietra nel suo originario aspetto, perché il calcolo della corda degli archi realizzati in pietra con era stato ancora capito.

Sulla piazza si affacciano, tra gli altri, il palazzo Spini Feroni, oggi noto come il palazzo di Ferragamo, iniziato a costruire nel 1289. Imponente, merlato e tutto a pietra forte.
Il Palazzo Buondelmonti, che segue una tipologia diffusa nell'edilizia abitativa toscana della fine del Quattrocento, inizio del Cinquecento, di cui Palazzo Grifoni in San Miniato sembra essere una copia in leggera scala minore.


Ma soprattutto c'è la facciata del Palazzo Bartolini Salimbeni, che suscitò critiche e polemiche nella Firenze di primo Cinquecento, ma che poi si pose come un modello per molti edifici fiorentini e non. Tra le sue caratteristiche c'è la varietà delle pietre impiegate per il rivestimento, tra cui la pietra forte, la pietra bigia e la pietra serena. La varietà delle pietra, unita ad una complessa articolazione degli elementi architettonici dà luogo ad una superficie animata dai forti contrasti chiaroscurali.
Originale, e significativa, è l'iscrizione latina "carpere promptius quam imitari" (è più facile criticare che imitare), che sormonta il portone d'ingresso, sicuramente allusiva alle polemiche suscitate dall'edificio.

giovedì 10 novembre 2011

ecomondo 2011, Rimini


Quella di quest'anno è l'edizione numero 15 di Ecomondo, la Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile.
Si svolge alla Fiera di Rimini, è iniziata ieri e terminerà sabato 12 novembre.



Nata come fiera del settore gestione rifiuti, è oggi una delle principali fiere europee dedicate alla green economy.
Quest'anno raccoglie circa 1.200 imprese, protagoniste dell’intero ciclo della gestione e del riutilizzo di rifiuti, della tutela dell'aria, della depurazione dell'acqua.
Vi sono poi le sezioni dedicate alle demolizioni, alle bonifiche dei siti contaminati e riqualificazione di aree dismesse.



Per completare il quadro di una green economy che abbraccia tematiche a 360°, da 5 anni è presente Key Energy, la Fiera internazionale per l’energia e la mobilità sostenibili.


Tra le novità del 2011, spicca La Città Sostenibile, panoramica planetaria sulle innovative esperienze delle città integrate, luoghi in cui sono stati applicati concretamente i parametri della sostenibilità.



Questa è la mia settima presenza consecutiva, e negli anni, girando per i padiglioni, ho visto maturare questa manifestazione, vedendola uscire dal recinto del trattamento rifiuti, per sviluppare la propria vocazione all'innovazione, che l'ha portata ad essere il momento in cui le migliori realtà imprenditoriali del paese presentano le proprie novità di materiali, di tecnologie e di processi per un'economia conservativa dell'ambiente.
Dando visibilità alle innovazioni di prodotto e di processo promosse e validate grazie al contributo dei più autorevoli e referenziati centri di ricerca, atenei, istituzioni locali e nazionali. Con l'obiettivo di consentire al sistema delle imprese nazionali, di raggiungere una posizione di primato nell'uso efficiente delle risorse e nel riciclo.



Per me è diventata un'occasione in cui, senza la necessità di darsi un preciso appuntamento, ho la possibilità di incontrare molti personaggi con i quali ci confrontiamo sullo stato dell'arte delle nostre attività e dei nostri interessi.


Come lo scorso anno, anche quest'anno lo stand degli amici della Waste Recycling di Castelfranco di Sotto, è senz'altro il più "originalmente artistico", con la loro "Home Scart", la casa costruita al 100% con materiali di scarto.
Bravi!


mercoledì 9 novembre 2011

la stella di Metzler, a Pontedera


Dall'inizio di ottobre, nello spazio all'interno della rotonda che innesta l'uscita di Pontedera sulla Fi-Pi-Li, con il viale Europa ed il viale Asia, è presente un'istallazione realizzata dall'artista svizzero Kurt Laurenz Metzler, dal titolo "Stella".
Un simbolo di speranza e luce. Ognuno ne riceve una piccola parte.—, così l'ha presentata l'autore.


L'installazione è stata concessa dal Teatro del Silenzio di Lajatico e dall'artista svizzero al Comune di Pontedera per un anno. Intorno all'opera sono disposte otto figure di ferro colorate, che appartengono all'installazione "teatrale" dal titolo "I nevrotici metropolitani nella commedia metzleriana degli ominidi", composta da ben 34 elementi realizzati in ferro, bronzo, marmo, alluminio e resine colorate, che avevo già avuto occasione di vedere nel settembre del 2007 nella piazza antistante la stazione centrale di Milano.

martedì 8 novembre 2011

emozioni da collezione


L'idea dell'eterno ritorno è misteriosa.


Voler pensare che un giorno, prima o poi, ogni cosa potrà ripetersi così come già avvenuta, così come l'abbiamo già vissuta.
E' un mito, forse folle, di cui mi sfugge il significato.

Un mito, quello dell'eterno ritorno, che è forse una chimera, una lucida, folle bugia che ci raccontiamo, che raccontiamo.

Che sia stato terribile, bello o splendido, oppure privo di senso, quel terrore, quello splendore come quella bellezza o il vuoto del nulla del più anonimo dei giorni, non significano niente.

Sappiamo che quel giorno scompare una volta per sempre, che può tornare solo in qualcosa di simile, nel tempo e nella forma.
Come nella luce e nei suoni. Simile, ma non uguale.


Ed allora, solo fermando, raccogliendo qualche frammento, qualche istante, se ne fissa il ricordo, se ne colleziona l'emozione.

lunedì 7 novembre 2011

le sculture di Simon Benetton a Pontedera


Pontedera, pomeriggio corto di novembre, con il cielo cupo.



Di nuvole scure, basse e minacciose.
Di voli d'uccelli diretti verso il mare.


In piazza dei Martiri, che io conoscevo come piazza Garibaldi, alcune opere dello scultore trevigiano Simon Benetton, arredano un angolo della piazza.





Di Simon Benetton si era tenuta una mostra antologica nella sede della Fondazione Piaggio, dal 10 luglio al 9 ottobre dello scorso anno.