alba a pierino

alba a pierino

domenica 17 aprile 2011

ilpanoramapiùbellissimoassai

Seconda uscita domenicale con i ragazzi del corso di fotografia.


Oggi abbiamo macinato chilometri, attraversando il Chianti fino a spingersi a sud, fino ai confini della val d'orcia.
Al mattino i giardini di VignaMaggio, a Greve in Chianti, scenografia del film di Kenneth Branagh, "molto rumore per nulla", ringraziando l'amica Gaia, che ci ha ospitati.

Le acque del fiume Pesa e il Castello di Brolio, passando per le strade bianche dell'eroica.




Dopo il pranzo a Villa a Sesta, le Crete di Monte Sante Marie, tra Torre a Castello e Asciano.



Per finire a Chiusure, tra Asciano e Buonconvento, dove c'era la sagra del carciofo, la banda e il posto più bello che io conosca.



Qualche decina di anni fa, il germe da cui è nato Pierino, credo che si sia formato qui, il giorno di uno dei miei compleanni dei vent'anni. Immaginandomi che si poteva vivere anche altrove...
Qui, dove si può godere del "panoramailpiùbellissimoassai".





Tanto per non farsi mancare niente, epilogo lungo la Cassia, con il tramonto sui cipressi più famosi al mondo...

sabato 16 aprile 2011

il mondo in piazza, a Prato

A volte, certe cose si scoprono per caso, viaggiando...
Magari in una serata fredda, in questa primavera partita forte, e che poi le è venuto il singhiozzo.
Sole di giorno e tramontana di sera.
Così, navigando nella notte, sotto una luna luminosa e quasi piena, si finisce in piazza Mercatale a Prato.
Dalle vie che giungono dal centro, frotte di ragazzi tracimano nella piazza.
Andiamo controcorrente, addentrandoci nel centro cittadino, e giunti in piazza Duomo scopriamo delle bancarelle.
Si nota subito che sono particolari, per i colori e per la forma. Non è certo un mercato rionale.


Più ci addentriamo e più scorgiamo che qualche banco è aperto. Non si vendono merci, ma cibo.
Enormi padelle, ormai vuote, in cui hanno cucinato la paella, e poi il banco greco con il gyros e il moussaka.




E poi la birreria irlandese, e dietro i wurstel bavaresi. Il banco ebraico, gli olandesi con i formaggi e i polacchi con dei bomboloni mignon. Ma anche il banco di una signora austriaca che scalda dei profumatissimi strudel.



Questo fine settimana a Prato si svolge, per la prima volta, “Mondo in piazza”. Un mercato internazionale organizzato dalla FIVA Confcommercio.


Ci saranno sicuramente un centinaio di stand, di chissà quanti paesi, per lo più europei.
Ma c'è anche il banco con la gastronomia thailandese e quello con le specialità egiziane.
Con i gestori dei banchi, ciascuno del proprio paese.

La piazza, anche dell'ombra della notte, è uno sfavillio di colori ed un insieme di profumi, e certamente sapori, provenienti dai quattro angoli della terra: dalla paella spagnola ai wurstel bavaresi, dalla gastronomia tailandese alle specialità egiziane, per citarne alcuni. E per gli amanti della birra, il nero inconfondibile della stout irlandese Guinness. E poi arredi, giochi e curiosità da tutto il mondo.

Per poi finire, con la luna sempre più alta nel cielo, ad ascoltare un po' di musica dal vivo...


venerdì 15 aprile 2011

vivere a Vandellòs

Vandellòs i l'Hospitalet de l'Infant è un comune spagnolo di poco più di 4.000 abitanti situato nella comunità autonoma della Catalogna, in provincia di Tarragona.
Il comune comprende le località di Vandellòs, l'Hospitalet de l'Infant, l'Almadrava, Masboquera e Masriudoms.
Il territorio di Vandellòs si allontana dalla costa lungo la C-44, la strada che normalmente faccio per raggiungere Mora d'Ebre e la "fabbrica delle mandorle" dell'amico Pére.


Mercoledì scorso, tornando da Mora d'Ebre, mi sono fermato a Masboquera. Entrando nel piccolo paese, seguendo la C-44, su di una curva, un terrazzino con dei tavoli e degli ombrelloni, mi invogliano a fermarmi.


Entro e chiedo uno "zumo de naranja", poi, dopo essermi guardato in giro se magari lo trovavo da solo, chiedo: —Dónde está la toilette?—
In fondo a destra, scendendo le scale...—, mi risponde il ragazzo dietro al banco del bar.
Resto un attimo perplesso, e poi dico: —Ah... Allora ho capito...—.


Marco viene da Monza, è qui da 10 anni. Il bar, che è un circolo ricreativo comunale, lo ha in gestione da poco più di un anno.
Gli racconto che circa 3 anni fa avevo conosciuto un ligure, fuoriuscito dall'Italia per tangentopoli, che aveva un ristorante all'ingresso di Tivissà, un paese a circa 15 km da lì, verso Mora d'Ebre.
Era di Albenga.—, mi ricorda lui, e racconta che gli ha ceduto l'albergo che aveva, proprio un paio d'anni fa, prima di prendersi in gestione quel bar.


Masboquera conterà un centinaio di abitanti, o poco più. Vicino al bar, su di un piano più a valle c'è una sorta di centro sportivo. Il salone del bar ha un palco, come fosse un piccolo teatrino.
Marco ci racconta che la Spagna oggi è in braghe di tela. Da un paio d'anni i turisti sono calati tantissimo. —Troppo cara, ormai. Magari, adesso, con quello che sta accadendo in nord Africa, qualche inglese ricomincia a farsi vedere.—.
Due signori del posto che hanno preso una birra, lo prendono un po' in giro per la sua Inter, che avrebbe giocato proprio quella sera.


Salutato Marco, prima di ripartire, do un'occhiata al centro sportivo. C'è una piccola piscina, un campo sportivo polivalente e uno spazio che delle piste in serie. Mi viene in mente che vi ci si possa giocare con delle palle.



Con il mio web-in-tasca, scopro che ci giocano ad una sorta bowling.


Ma i birilli non cercano di colpirli strusciando la palla, ma al volo (http://videos.wittysparks.com/id/2610428333)


giovedì 14 aprile 2011

ritorno alla "fabbrica delle mandorle"

Era l'ottobre del 2006, quando, con la mia vecchia fotografica, mi feci un giro all'interno della fabbrica di sgusciatura per mandorle, dell'amico Pére a Mora d'Ebre, nella provincia di Tarragona.
Da quella visita alla sgusciatura, e dalla passeggiata fatta sempre quel giorno tra i mandorli lì attorno, nacque una delle mie opere, di cui ho parlato nel post "mandorle".


Ieri sono tornato alla fabbrica della mandorle.
Pére ha chiuso la sua sgusciatura due anni fa. E dentro ai suoi capannoni, le macchine che io avevo fotografato durante il lavoro, non ci sono più. Tutto smontato, tutto vuoto.
Adesso si limita, di stagione, a raccogliere nel suo magazzino le mandorle degli agricoltori della zona, per poi inviarle ad una sgusciatura altrove.


Pere conserva la mia raccolta sulla sua scrivania, e mi confessa, con lo sguardo velato da una certa nostalgia, che di tanto in tanto, l'apre, e sfoglia le foto.
E mi dice che gli torna in mente tutta quella polvere.


I mandorli, lungo la valle, almeno quelli, ci sono ancora...






mercoledì 13 aprile 2011

a tu per tu con il mostro nucleare


La centrale nucleare Ascó si trova nel territorio comunale di Ascò (provincia di Tarragona), sulla sponda destra del fiume Ebro.
L'impianto, di proprietà della società elettrica spagnola Endesa (acquisita da Enel nel 2009), è dotato di due gruppi, ciascuno dei quali opera per mezzo di un sistema nucleare di vapore tra cui un reattore ad acqua leggera pressurizzata (PWR) forniti dalla società statunitense Westinghouse.











Negli anni 2007 e 2008 le due unità hanno avuto alcuni eventi significativi, caratterizzati da piccoli rilasci di materiale radioattivo.



Ciò ha indotto i gestori ad alcune attività di manutenzione straordinaria.
Il miglioramento più significativo alla sicurezza effettuati presso l'impianto è stato il rafforzamento delle saldature che collegano il pressurizzatore a ciascuno dei tubi emergenti (overlay Weld). Lo scopo di questo intervento, che è stato effettuato ad entrambi i gruppi, è quello di prevenire la possibile comparsa di fessurazioni causate dalla differenza nei materiali e nelle tensioni residue durante il processo di saldatura.
Dati relativi al funzionamento dell'impianto, che sono costantemente aggiornati, possono essere consultati sulla pagina di stato operativo di questo sito web, che riporta gli incidenti negli 8 impianti spagnoli operativi, http://www.csn.

Ci arrivo nel tardo pomeriggio. Il fiume Ebro è una sorta di Nilo, che scorre verde e placido tra gole di roccia e pietrisco rossastro.


Dalla torre di raffreddamento, che si vede spuntare da dietro i tetti delle case del paese di Vinebre, non esce vapore. Si vede, sopra di essa, in controluce, un leggero riverbero, segno che del calore lo sta dissipando.
Ero passato di qui poco più di 2 anni fa, e la torre sbuffava vapore, da vederlo in lontananza.



Mi fermo lungo la strada, tra me e la centrale c'è un grande vigneto di viti allevate ad alberello, che arrivano fin sulla riva dell'Ebro. Dietro si innalza la torre di raffreddamento alimentata con l'acqua del fiume.
Oltre c'è la vecchia ferrovia Madrid-Barcellona, ad un solo binario, che divide in due il sito nucleare, con i rettori adagiati sulla pendice della collina.

Sul tetto di una delle due unità si vedono delle impalcature, segno che si stanno facendo delle manutenzioni. Infatti dal mio web-in-tasca riesco a sapere che l'U-I è ferma dal 19 di marzo scorso.



Sarà la luce vivida del tardo pomeriggio catalano, il riverbero delle rocce rossastre, il traffico molto scarso, il silenzio rotto dal ronzio modulato del vento, ma una strana sensazione l'avvertivo...

martedì 12 aprile 2011

la potatura degli olivi


Quest'anno, impegnato sul fronte ripristino frane, tempo per la potatura degli olivi ne avrò molto poco.
Così ho pensato di chiedere aiuto a Nazareno.


La potatura dell'olivo, come tutte le azioni che prevedono la manipolazione di una pianta, è un'arte particolare.

Va conosciuta la pianta, capire dove ha prodotto le olive l'anno prima.
Come era stata potata l'anno prima, che direzione era stata data ai suoi rami.

Vedere come stanno crescendo le piante che ci sono intorno.
Togliere i polloni interni, e i rami che tendono ad andare in verticale.




Nazareno riesce a vedere tutto questo, ed anche velocemente.
A lui piace salire sui rami, e non sa di cosa farsene della scala.



Stasera se ne è andato che aveva potato circa 40 piante!

Nel frattempo, con Giovannino, abbiamo lavorato agli scoli del ciglione consolidato.
Di cui racconterò prossimamente.