alba a pierino

alba a pierino

martedì 8 marzo 2011

8 marzo, festa della donna


Eccomi a pubblicare il biglietto per la festa della donna di quest'anno.
E quest'anno, per la donna è iniziato come un anno particolare.
L’Italia sembra ancora non essere un paese per donne, eppure serve che lo sia.
E allora, "se non ora quando?".



Una ragazza che conosco, oggi ha scritto:
non voglio gli auguri del giorno della donna... ma il rispetto e riconoscimento tutti giorni dell'anno quando nessuno valorizza i lavori domestici (che pensano sia d'obbligo femminile) oppure i soldi che porti a casa (siano pochi o tanti).

Questa ragazza, come tutte, spero che accetti il mio augurio, dando proprio il giusto valore all’8 marzo, giornata nata più di un secolo fa per onorare le lavoratrici di tutto il mondo, diventata nel tempo festa delle donne.

Per il biglietto di quest'anno ho scelto di raccontare le donne in movimento, quelle "che vogliono essere lì".
Le ho ritratte al mercato settimanale di Castelfranco di Sotto. Il mercato sembra un luogo creato per la donna, creato dalla donna. Qui si dimostra decisa e intraprendente.








lunedì 7 marzo 2011

ancora un pezzo d'orto

Nel primo pomeriggio di oggi ho potuto dedicare quasi due ore alla preparazione dell'orto.
Subito dopo pranzo è venuto a trovarmi il mio cognato, così ho colto l'occasione per iniziare il recinto.
Con la trivella a motore ho fatto i fori per i pali che sosterranno la rete.


Visto il gran numero di animali che girano per Pierino, ho pensato utile proteggere la verdura che metterò nell'orto.


A Pierino la tramontana non si sente molto, smorzata dagli alberi del bosco, ma il freddo era ugualmente pungente.

Questa sera, con il comitato del BuccianoFotoDiarioFestival abbiamo iniziato la seconda parte del corso di fotografia.
Il tema delle cinque lezioni in cui sarà articolato il corso, è la composizione dell'immagine fotografica.

domenica 6 marzo 2011

fiori

Non ho idea di come si chiami questo fiore.


Per radice ha un bulbo ramificato, che ho provato a trapiantare sopra al muretto del piazzalino di Pierino, chissà...


L'ho scoperto lungo la strada, scendendo da San Miniato, dopo la visita al cimitero.
La luce abbacinante del mezzogiorno di questa prima domenica di marzo, si abbatteva su di un campo tenuto a prato, lungo la strada che da Le Colline scende alla Borghigiana.


Alcuni pioppi ne coprivano la vista, ma il rosa violaceo dei petali di questi fiori spontanei, bucavano tra i rami ancora spogli.
Chiazze di colore vivo sul verde smorto dell'erba.


Mi sono fermato, ed oltre alle foto, ne ho colto un piccolo mazzetto, che stasera ancora profumavano, dentro un vaso, sul tavolo di cucina.

sabato 5 marzo 2011

i preparativi dell'orto

Finalmente ho terminato di smontare la porzione di serra che avevo deciso di dismettere.
Stamani Daniele ed il suo fratello sono venuti a portar via gli ultimi pezzi.
Prima di andarsene, mi hanno aiutato a posizionare la tamponatura di vetroresina sagomata sul retro della capanna.
Che nel pomeriggio ho finito di fissare con l'aiuto di Agnese.




Ho anche finito di pulire lo spazio liberato dalla serra, e ho dato una prima fresatura al terreno per spianarlo.


Quindi ho posizionato i picchetti in corrispondenza delle buche che dovrò fare per mettere i pali della recinzione.


Su Pierino stavano calando le prime ombre della sera, quando, mentre mi godevo la vista del terreno che ospiterà il mio nuovo orto, ha iniziato a cadere una sottilissima pioggia.

venerdì 4 marzo 2011

il tacchino


Accidenti quanto tempo era che non mi capitava di vedere un tacchino.


Mi sono ricordato di quando ero piccolo, che avevo 4-5 anni.
Erano tempi in cui gli animali da cortile, stavano nel cortile, non rinchiusi dietro la rete di un pollaio.
Il giorno gli animali giravano tra l'aia, la rete dell'orto, la concimaia dei conigli, la loggia della capanna, lo spiazzo davanti casa, lungo il ciglio della strada.


Io non capivo come facevano a non sperdersi, a non prendere la resola lungo la vigna e sparire.
Come facevano a mettersi a beccare i vermi lungo la fossa e non spingersi oltre, non avere la curiosità di vedere fin dove arrivava quella fossa.
Non capivo come facevano a trovarsi davanti la porta del pollaio proprio nel momento esatto in cui la mia mamma, o le mie zie, arrivano per aprirla e farli rientrare per la notte.


C'era la faraona, la nana muta, l'oca papalina, il tacchino e poi galline galli e capponi, e di tanto in tanto file di pulcini.

E da piccolo, quando avevo 4-5 anni, mi ricordo che avevo paura del tacchino, con quell'enorme testa rossa, del suo glu-glu. Avevo paura perché quando mi capitava di dovergli passare vicino, lui mi caricava. Ed allora io mi mettevo a correre, e le oche mi vedevano correre, ecco che subito si mettevano a starnire e a corrermi dietro anche loro, allungando a dismisura i loro già più che lungo collo, tenendo aperto il becco.

Che corse, e che batticuore.
Poi crescendo, avevo iniziato a giocare con il glu-glu e la voce stridula delle oche. Le facevo correre a dispetto.

giovedì 3 marzo 2011

prova d'autore

Mi era montata un'idea. C'era una porzione della parete, bianca e vuota da troppo tempo, e da troppo tempo ci pensavo su.
Poi è arrivata una foto, la solita che scappa di scattare quando meno te lo aspetti. Quella che non prepari, quella che trovi per strada, quando la strada non la guardo, ma mi perdo a guardare altrove.
Quella che per farla freno di colpo dando un occhio allo specchietto retrovisore.
Quella che magari torno qualche metro indietro, oppure mi fermo sul posto, quattrofrecce e scendo.

Poi ci penso su, comincio a fare un po' di conti a mente, magari la sera prima di prendere sonno, che poi, al mattino, metto a pulito su di un foglietto mentre faccio colazione.

Penso ad una foto incorniciata in rilievo, magari scomposta, a pezzi.
Allora prendo il foglietto con i calcoli, preparo il file e lo porto a Francesco. Stampiamo la foto con la macchina del Festival. Viene fuori una foto 40x116.
Poi ci mettiamo a ragionare sui materiali, prendo il metro, prendo misure e rifaccio i calcoli.
Ordino 21 pannelli di plastica di color nero cm 13,3x15,9 alti 1, ed un pannello bianco cm 50x125,5 alto 0,5.
L'altro giorno Francesco mi chiama, i pannelli sono arrivati.

Stamani mi sono alzato prima, ed ho caricato in macchina, oltre ai libri della bimba, i pannelli e la foto.



Dopo aver lasciato la bimba a scuola, mi sono fermato in mesticheria a prendere il biadesivo, e poi sono salito a San Miniato, e mi sono fermato da Franco Palagini, l'amico tipografo.


Ho tirato fuori la foto ed ho spiegato a Sauro come volevo che venisse tagliata. Abbiamo ripreso le misure e rifatto insieme i conti, ed abbiamo tagliato la foto in 21 pezzi.
Poi ho tirato fuori il mio materiale ed ho cominciato a montare "il quadro".


Mentre applicavo il biadesivo sui tocchetti di plastica, gli amici tipografi continuavano il loro lavoro.





Applicare i pezzi di foto, sui pezzi di plastica, non è stato un granché semplice, anzi. Come appoggiavo la carta fotografica al biadesivo, questi si attaccava subito, quindi dovevo fare molta attenzione.
Attaccati tutti i tocchetti, ho fatto una prima prova per vedere quale fosse la giusta distanza tra i pezzi per ottenere un buon effetto scomposto. Mi sono consigliato un po' con Franco, ed alla fine, tra i 10 e gli 8 mm, ho scelto la seconda misura.



Così sono passato alla fase del disegno della mappa. Ho tracciato, sul pannello bianco, un reticolo di linee che delimitavano la posizione di ciascun tocchetto, con il relativo spazio tra ciascuno di essi. Lapis e righello. Finito di tracciare il reticolo sono andato in cartoleria a prendere una buona gomma, ed ho cancellato tulle le linee che non sarebbero state coperte dai tocchetti.


Ultima fase, il fissaggio dei tocchetti sul pannello bianco. Ho provato ad utilizzare la colla a caldo, con la pistola della tipografia. I tocchetti si attaccavano molto saldi, ma dovevo essere anche qui molto preciso nel posare il tocchetto sul pannello. Questo perché la colla faceva presa molto velocemente e gli spostamenti possibili, per l'aggiustamento della posizione erano ridotti al millimetro o poco più, ed entro i primi 5-10 secondi.
Ho provato ad usare anche il vinavil, ma il tempo di essiccazione era troppo lungo, a dire il vero non so neppure quanto, visto che poi ho fatto tutto con la colla a caldo.

Il risultato ottenuto è stato strepitoso.


Ho già pronta l'idea per mettere a frutto questa prova.
La foto (scomposta/ricomposta) dell'ultimo tramonto dello scorso anno, sulla sagoma di Cigoli, andrà a coprire un po' della parete bianca.
Ma questo "sistema" lo utilizzerò per realizzare la mia prossima mostra. Lavorando sulle foto del "notturno sanminiatese".

Devo però rendere un po' più industriale la costruzione del quadro ricomposto, perché stamani ci ho impiegato tre ore!

mercoledì 2 marzo 2011

io e la tranvia


E' un tema ricorrente, quello della tranvia, qui nel mio blog, come del resto nei miei pensieri.
Da qualche mese sto ragionando attorno ad un progetto. Mi accingo a cimentarmi in una sfida.


Il tram fiorentino è un soggetto molto sfruttato, sono numerosissime le immagini che si trovano soprattutto sul web.
Sul sito di Repubblica è quasi un ospite fisso.


Cosa potrei dire di nuovo io, cosa potrei raccogliere di interessante, quale traccia seguire per riuscire a raccontare qualcosa, magari non nuovo, ma perlomeno interessante, non sufficientemente sfruttato.

Qualche idea ce l'ho già. Qualche tassello ho cominciato a disporlo sul tavolo.
Qualche altro tassello è lì, nella mia mente, che sta prendendo forma.


Presto comincerò a metterli insieme, e poi, al solito, sarà dopo aver raccolto le immagini, dopo aver vissuto da viaggiatore sulla tranvia, e non trasportato, che potrò dar forma concreta alla mia idea.

Intanto, ogni qual volta mi capita di passargli accanto, o di salirci sopra, scatto immagini, ci ragiono sopra, così da farci confidenza, conoscersi...


martedì 1 marzo 2011

dalle finestre dei sindaci di Murlo, Civitella Marittima e Sovicille (4)

Oggi intenso giro sopra il cuore caldo della Toscana, a parlare di ricerca di fluidi geotermici.
Sfrecciando sulla Siena-Grosseto, con ginkane tra i cantieri della Grosseto-Fano e slalom sui tornanti che avvolgono le colline di boschi e antichi castelli.

Prima tappa, la finestra del Sindaco di Murlo.


Murlo è un comune di circa 2.350 abitanti della provincia di Siena.
La maggior parte della popolazione comunale risiede a Vescovado e Casciano. Vescovado è anche sede della Casa Comunale.
Murlo è terra di gente etrusca. Analisi genetiche effettuate sulla popolazione di Murlo hanno evidenziato una presenza insolitamente alta di caratteristiche genetiche tipiche di popolazioni mediorentiali, in accordo con la teoria della origine anatolica degli Etruschi.

Seconda tappa, la finestra del Sindaco di Civitella Marittima.



Civitella Paganico, in provincia di Grosseto, è un comune sparso di circa 3.200 abitanti, costituito da diversi centri abitati, oggi frazioni comunali. La sede municipale, situata nella frazione di Civitella Marittima.
Il territorio comunale si estende lungo la Valle dell'Ombrone.

Terza tappa, la finestra del Sindaco di Sovicille.



Sovicille è un comune di circa 10.000 abitanti della provincia di Siena, nella Montagnola senese.
Nella piazzetta centrale del paese, davanti al palazzo comunale, si trova il Monumento alla Vittoria del 1915-1918. Il monumento in pietra, dedicato alle vittime della prima guerra mondiale, fu eretto negli anni venti e raffigura un milite con le insegne romane, asta con foglie di alloro e un'aquila, inerpicato sulla roccia.