alba a pierino

alba a pierino

giovedì 31 dicembre 2015

l'ultimo tramonto del duemilaquindici



Ho scrutato per un po' l'orizzonte,
confuso in un cielo informe,
che chiude la vista verso ponente, 
aspettando di capire 
se si sarebbe manifestato 
l'ultimo tramonto di questo anno.

Ho atteso, misurato, e sperato. 

Come fosse lo specchio 
di questo mio anno 
che va chiudendosi.

Poi un bagliore è apparso, 
il cielo ha dato spettacolo, 
ma il rossore è smorto velocemente.

Vedremo cosa sarà...

martedì 29 dicembre 2015

ci ricorderemo di questa nebbia



Sì, 
penso proprio 
che ci ricorderemo 
della nebbia di questi giorni, 
così anomala per quanto fitta, 
ma soprattutto per quanto persistente.


Giorni e giorni, 
con il sole che, 
come ieri, 
non si è mai visto 
in tutto il giorno.



sabato 26 dicembre 2015

a Ferrara per vedere De Chirico



Giorgio De Chirico, per la mia formazione che ho come radici le lezioni di educazione artistica, alle scuole medie, lo conoscevo come il geniale inventore della pittura Metafisica, da me studiata come una delle più importanti correnti artistiche della modernità, e che eserciterà uno straordinario ascendente sull’arte del Novecento. 


Oggi sono a Ferrara, dove la città rende gli omaggio con una grande mostra, ‘De Chirico a Ferrara: Metafisica e Avanguardie’, allestita a Palazzo dei Diamanti.


Nella presentazione della mostra leggo: “Sono passati cento anni da quando de Chirico arrivò nella città estense con suo fratello Alberto Savinio, nel 1915. Aveva già alle sue spalle un centinaio di opere tra le più innovative e importanti del secolo, realizzate a Milano, a Firenze e a Parigi, ma dato che era iniziata la prima guerra mondiale, fu costretto a lasciare la capitale francese e per tre anni e mezzo soggiornò nella città emiliana prestando servizio militare. Quella permanenza segnò un grande cambiamento nel suo lavoro, tanto da essere ispirato dalla bellezza e dai miti rinascimentali della città emiliana. Ricominciò a dipingere, circa una cinquantina di quadri, e suo fratello iniziò la sua attività di scrittore e saggista, abbandonando per sempre la musica”.


Approfondendo, sul mio web-in-tasca, poi confermato dall'ascolto di un filmato presente all'interno della mostra, Giorgio De Chirico ed il fratello Alberto, arruolati volontari nell'esercito italiano per combattere la Grande Guerra, giungono a Ferrara all'inizio del 1916, dopo diversi mesi trascorsi in trincea, per essere ricoverati a Villa del Seminario, trasformata in Ospedale Militare di riserva per malattie nervose, in periferia di Ferrara.


Già nel 1910, con un'opera realizzata durante un suo soggiorno a Firenze, l'enigma di un pomeriggio di autunno, De Chirico inizia a strutturare un suo nuovo modo di dipingere, creando un’immagine che, pur rispettando l’integrità della figura e la precisione della forma, colloca quella figura e quella forma in un’atmosfera sospesa, straniante, stupefatta, bloccata dal tempo.


Ma sarà proprio a Ferrara, anche per l'incontro con Carlo Carrà, anche lui ricoverato nel sanatorio di Villa del Seminario, e con il quale trascorrerà lungo tempo, dipingendo e discutendo di pittura, che comincerà a chiamare la sua pittura "Metafisica". 
Qui si troverà ad affondare il suo sguardo nell’illogicità del mondo, sviluppando un suo linguaggio attraverso la composizione del microcosmo degli oggetti comuni intrecciandoli alle antiche magie delle civiltà mediterranee che hanno disegnato la città.



Il grande metafisico del 1917 e Le Muse inquietanti del 1918, sono i suoi dipinti più famosi, nei quali il Castello Estense o le grandi piazze deserte e senza tempo svolgono un ruolo di magica trasfigurazione. 
Affascinanti le sue piazze fuori dal tempo immerse in tramonti fantastici o quelle stanze segrete dalle prospettive vertiginose che fanno da sfondo agli oggetti enigmatici, “capaci di diventare il palcoscenico su cui recitano manichini da sartoria e personaggi muti e senza volto”.


martedì 22 dicembre 2015

dalla finestra del sindaco di Chiusdino (28)


Chiusdino è un comune italiano di 2.012 abitanti della provincia di Siena in Toscana.


Nel territorio di Chiusdino si trova la famosa abbazia cistercense di San Galgano.



Il sito di San Galgano è costituito dall'eremo, detto "Rotonda di Montesiepi", e dalla grande abbazia, ora completamente in rovina e ridotta alle sole mura, ed è meta di un grande flusso turistico.


domenica 20 dicembre 2015

è nebbia anche di giorno


Un cercatore di tartufi
cammina per la valle di Pierino.


Sono le undici del mattino 
di questa insolita domenica, 
di un autunno che sta per chiudersi 
senza una pioggia, 
senza un alito di vento, 
di tanta umidità che si raccoglie 
in nebbie che avvolgono anche il giorno, 
nascondendoci i raggi del sole.

sabato 19 dicembre 2015

le fiaccole di Abbadia San Salvatore



Mancano pochi giorni al Natale, e questo sabato mattina trovo le strade di Abbadia San Salvatore in grande fermento.
Quasi ad ogni angolo, incrocio o slargo vedo tronchi e gruppi di persone intenti ad accatastarli.


Il 24 dicembre, la sera della Vigilia di Natale, ad Abbadia San Salvatore è il momento più bello e suggestivo dell’anno. 


Le Fiaccole, in un evento unico al mondo, bruceranno nella notte di Natale tra canti e musiche, in una tradizione che si trasmette da oltre mille anni e concilia tradizione e spiritualità.


Le Fiaccole di Natale sono gigantesche cataste di legna a forma piramidale, che vengono costruite da gruppi di persone che si riuniscono, scelgono il posto dove costruire la propria fiaccola, e ne fanno richiesta al Comune, il quale mette a disposizione la sabbia da stendere sotto alla catasta, e la legna per costruirla. 





Così un intero paese si ritrova nelle strade a vegliare le cataste di legna che bruceranno fino all’alba, tra musiche, canti attorno a piccoli chioschi organizzati accanto alle Fiaccole che offrono carne alla brace, dolci tipici e vin brulé.


La cerimonia si svolge ogni anno con una liturgia tradizionale. 
La Cerimonia di accensione prende il via dopo il tramonto, con la “Benedizione del Fuoco”, e la fiaccola ad essere accesa è quella davanti al Municipio. 




Da questo primo fuoco, i capi fiaccola accendono le proprie torce e vanno a dare fuoco alle altre circa quaranta fiaccole disseminate nel centro storico.




venerdì 18 dicembre 2015

dalla finestra del sindaco di Montieri (27)


Montieri è un comune italiano di 1.216 abitanti della provincia di Grosseto in Toscana.


La principale ricchezza del comune è sempre stata, fin dal periodo etrusco, l'attività estrattiva di pirite, piombo ed argento. Attività che si è conclusa negli anni '90 secolo scorso, con la chiusura della miniera di Campiano presso la frazione di Boccheggiano. 



Il Palazzo Comunale di Montieri è un'imponente struttura progettata e realizzata da Lorenzo Porciatti nel 1901, nello stile neogotico tipico dell'architetto grossetano. 
Il palazzo ha notevoli somiglianze con il Palazzo Aldobrandeschi di Grosseto, sede della Provincia. Nel luogo in cui venne costruito sorgeva il più antico Palazzo di Giustizia di Montieri, abbattuto nel 1898 per permettere la costruzione del nuovo edificio. 
Il Palazzo Comunale sorge affiancato al seicentesco Palazzo Papi Mattii, che per l'occasione fu ristrutturato in stile neorinascimentale. 
Nel 1921 l'edificio fu modificato con l'eliminazione dei merli.

giovedì 17 dicembre 2015

il presepe artistico di Cigoli



La storia del presepe di Cigoli prende le mosse in tempi remoti.


Ma è con il nuovo millennio, e la spinta di Don Giampiero, che a Cigoli, nel 2001, si forma il gruppo parrocchiale dei  "Giovani Presepisti", costituito da 7 volontari fondatori, e diretto dal dott. Andrea Ferreri Andrea, che costruiscono il primo "Presepe Artistico di Cigoli", coprendo una area di circa 30 metri quadrati con un ruscello d'acqua e i primi effetti luminosi gestiti con centraline elettroniche molto semplici, definite "domestiche".



Nell'anno successivo la superficie raddoppia di circa 60 metri quadrati, e compaiono i primi personaggi in movimento.


Nel 2004, il "Presepe Artistico" divenne occasione per un mercatino di solidarietà con articoli natalizi di ogni genere, il cui ricavato servì a finanziare una scuola in Bolivia e una nel Benin.



Con l'edizione 2006 il presepe arriva a coprire un'area di circa 80 metri quadrati, inserendo la tecnologia computerizzata per la gestione degli effetti luminosi. Mentre il Gruppo Giovani Presepisti, raggiunge il numero di 20 volontari, 


Nel 2008 il "Presepe Artistico di Cigoli" adotta il progetto "Un fondo di Solidarietà", istituito dalla Diocesi di San Miniato in collaborazione con la Cassa di Risparmio di San Miniato, diretto e coordinato dalla Caritas Diocesana, riguardante un fondo di sostegno alle famiglie del comprensorio del cuoio colpite dalla crisi economica.



Le dimensioni del presepe continuano a crescere negli anni, fino a raggiungere nell'edizione 2011, la superficie di 100 metri quadrati, occupando tutto lo spazio disponibile nei suggestivi locali adiacenti al Santuario della Madre dei Bimbi.


Quella di quest'anno, è l'edizione numero 15.