alba a pierino

alba a pierino

sabato 31 gennaio 2015

ieri, un lungo venerdì


Ieri, una lunga, interminabile, serie di viaggi.


Con i fiocchi di neve che, 
al mattino, passando da Siena, 
si mischiavano alla pioggia.


La neve sottile, 
che copriva l'alta val tiberina umbra, 
di cui il tramonto andava spegnendo il candore


Il profilo di Monterchi, 
nella poesia di paesaggi 
tanto cari a Piero della Francesca.


L'ingresso nell'autostrada del sole, 
addentrandomi nella coda dopo lo sblocco 
a seguito dell'improvvisa e copiosa nevica dell'ora di pranzo. 


La notte, illuminata dalle prime stelle
che calava sulla FiPiLi
con le nuvole incolonnate lungo l'orizzonte

venerdì 30 gennaio 2015

il carico del legname



8:40 del mattino lungo la strada per Corazzano.

giovedì 29 gennaio 2015

gli sportivi di San Miniato


Domenica sera mi guardo in tv la partita Fiorentina-Roma. Giocano al Franchi. Partita vivace ma niente di eccezionale. L'attenzione mi viene presa dal nome dell'arbitro. Si chiama Banti, e penso: "Banti è un cognome toscano", prendo il mio web-in-tasca, cerco "arbitro Banti" e leggo che è di Livorno, e mi sorprende che gli facciano arbitrare la Fiorentina.


Qualche giorno dopo, questa sera, ecco che, negli uffici del Sindaco, in attesa dell'annuale premiazione degli sportivi sanminiatesi dell'anno, mi trovo difronte proprio Luca Banti.






Stasera, tra i premiati, c'è anche il mio nipote Alberto, con i suoi amici della squadra di Bowling, con la quale ha ben figurato al campionato italiano di La Spezia


lunedì 26 gennaio 2015

paracarri e antichi ponti



Muretti in pietra, 
antichi ponti d'epoca romana, 
paracarri in cemento, 
che disegnano il percorso, 
le curve di una strada leggendaria, 
la via Flaminia.



domenica 25 gennaio 2015

la città ferita


Il settantesimo anniversario del passaggio della guerra a San Miniato è stato ricordato, solamente per iniziativa di Associazioni del territorio. Questo purtroppo è un dato di fatto, e non può che essere polemico.


Nel luglio dello scorso anno, l'amico Enzo Cintelli ha dato alle stampe "San Miniato - settant'anni dalla Liberazione" raccontando la storia dolorosa e travagliata di quei giorni del luglio 1944.
Per quell'occasione, con l'aiuto di alcuni amici, avevo realizzato un set per lo scatto per un 6x3 esposto alla festa regionale dell'Unità tenutasi a San Miniato Basso.


A partire dal 15 dicembre scorso, come a completamento di una sorta di quadro didattico di "quei giorni" e dei " tempi" venuti dopo, cioè della rinascita e del lento processo di ricostruzione, ci ha pensato un'Associazione di cittadini sanminiatesi, l'Associazione dei Moti Carbonari, ritrovare la strada, che ha allestito sotto i Loggiati di San Domenico una mostra fotografica e documentaria che descrive San Miniato prima della guerra, durante il passaggio del fronte e com'è oggi ricostruita dalle macerie e sulle macerie dei suoi edifici abbattuti dalle mine assieme allo stesso suo simbolo: la Torre federiciana.


mercoledì 21 gennaio 2015

la proda arata


Falstaff, atto quinto, scena prima. 


(...)
Già, perbacco, signore: 
è proprio così: 
quei vostri ordini non si posson proprio eseguire… 
e il frumento, signore, lo dobbiam seminare 
su quella proda non ancora arata?

sabato 17 gennaio 2015

che lampredotto!



Non me ne voglia il mio amico Marco Micheli che fa il suo panino al Lampredotto a San Miniato, ma lo scorso mercoledì ne ho mangiato uno più buono del suo.
Dal 12 al 15 gennaio, a Firenze si è svolto l'87° Pitti Immagine Uomo.
La città, ogni sera, chiusi i cancelli della Fortezza da Basso, si animava di tantissimi eventi.
Tra questi, mi sono imbattuto in uno molto originale.




Passando per via de' Vecchietti, c'era un negozio che presentava la propria nuova collezione. Si trattava di FLOW, un ambiente da grande loft newyorchese che appariva come uno store dall'aria molto "cool".



Per gli ospiti e gli avventori, non il solito buffet pasticcini e bollicine, ma lampredotto e vino rosso.



Il lampredotto lo cucinavano e lo servivano sul marciapiede, magistralmente preparato al momento da un ambulante con la sua cucina allestita sul cassone di un'Ape.


Il lampredotto era squisito.


lunedì 12 gennaio 2015

i formaggi del Carai



Giuseppe Carai è il personaggio più caratteristico del mercato di Campagna Amica che ogni sabato si svolge all'interno dell'area del Consorzio Agrario di Pisa, lungo l'Aurelia.

domenica 11 gennaio 2015

di Modigliani a Palazzo Blu



Inizia l'anno, ed ormai, come quasi fosse diventata una consuetudine, vado a visitare la Mostra a Palazzo Blu, sui lungarni pisani.
Dalla sua apertura, nel 2009, con la grande mostra su Chagall, con cadenza annuale, a preso corpo un itinerario di mostre sulla pittura del Novecento.
E finalmente, dopo i grandi maestri spagnoli, francesi, russi e americani, per la prima volta il protagonista in mostra è un artista italiano: Amedeo Modigliani.


Conosciuto come la figura più leggendaria della bohème parigina degli anni dieci, e per essere considerato l’artista maledetto per antonomasia, è divenuto celebre per l’inconfondibile stile longilineo dei suoi soggetti dai volti stilizzati, per i colli affusolati e gli occhi scuri senza pupille.


La sua breve ed intensa storia, lo rende sospeso tra genialità e trasgressione, tanto da essere considerato l'incarnazione del mito romantico del genio incompreso dalla vita dissoluta.


L’uomo e la sua sofferenza sono sempre stati al centro della sua poetica pittorica, probabilmente come risposta a una vita difficile contrassegnata dalla povertà e dalla salute cagionevole che lo condusse alle morte per tubercolosi a soli 35 anni.


Chissà se è un caso, oppure la scelta di mettere in mostra le sue opere proprio quest'anno è stata un ascella ragionata dei curatori, ma l’esposizione cade a 30 anni dalla beffa di Livorno, quando tre studenti realizzarono con un trapano tre false teste di Modì raffiguranti volti di donna per poi gettarle nel Fosso Reale dove furono ritrovate e attribuite all’artista livornese.


Comunque, le tre pietre scolpite e scambiate per vere, dopo essere state in mostra in Fortezza Vecchia a Livorno, sono state portate a Pisa in occasione della mostra su Modigliani, vengono tenute esposte in concomitanza con la mostra palazzo Blu, all'interno del Museo Nazionale di San Matteo.


Ero venuto a Pisa la scorsa domenica, il 4 gennaio, ma una lunga fila all'ingresso mi dissuase dall'entrare. Ci sono tornato il martedì, per la festa dell'Epifania, ed ho potuto visitare le sale con tranquillità.



A differenza delle opere degli altri pittori appartenenti alla Scuola di Parigi, i dipinti di Modigliani non raffiguravano nulla del contesto circostante alla persona che veniva raffigurata. Così i suoi personaggi appaiono autonomi e rivelavano poco del loro tempo e del loro ambiente, se non per i dettagli che si potevano dedurre dalle acconciature e dall’abbigliamento.


Termino la visita tornando alla sala dedicata alle sue sculture.


Ne vengo via entusiasta, completamente rapito dalla sua genialità, affascinato dal suo modo di trasfigurare la realtà così capace di sollecitare forti emozioni.