alba a pierino

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martedì 18 marzo 2014

il pranzo del "carnevale"



Domenica scorsa gli amici del Comitato del Carnevale di San Miniato Basso hanno organizzato il pranzo dei saluti e dei ringraziamenti, per, e con coloro, che hanno dato una mano per la realizzazione delle sfilate che si sono concluse la domenica precedente con il lancio del Pinocchio, che non è stato ancora ritrovato.


Io sono stato invitato perché presto loro il mio trattarono per le sfilate, e perché fotografo il loro carnevale.





Alla fine del pranzo, grande lotteria, con 14 premi in palio. Io ne ho vinti 3.


lunedì 17 marzo 2014

plenilunio a Pierino



Amici, 
lo confesso, 
certe sere, 
qui a Pierino, 
la luna mi toglie il respiro, 
se la guardo,
e io non riesco 
neppure a raccontarla, 
specie 
quando mi capita vederla 
volteggiare sull'altalena.

domenica 16 marzo 2014

il tempio di Minerva Medica a Montefoscoli



Il Tempio di Minerva Medica è un edificio storico situato su un colle all'interno di un piccolo boschetto di lecci nei pressi del paese di Montefoscoli, in provincia di Pisa.
Fu eretto tra il 1822 e il 1823, terminata da poco l'era napoleonica, per volontà di Andrea Vaccà Berlinghieri, medico e luminare dell'Università di Pisa. L'intenzione era di dedicare un monumento al padre Francesco, anch'egli medico, celebrandone anche la professione con una dedica alla dea della medicina Minerva.



Si tratta di un luogo particolare, originale per il significato pagano vista l'epoca, suggestivo per l'architettura, in quanto monumento particolarmente raro, in quanto pressoché unico del suo genere costruito in Italia nel periodo neoclassico, presentando tutti i principali elementi caratteristici degli antichi templi greci e romani.


Oggi il tempio era chiuso. Ieri sera, qui, organizzato da un gruppo culturale, c'è stato un evento particolarissimo, che si ripete da qualche anno, con cadenze non costanti. Si tratta della visita guidata al tempio nelle notti di luna piena.


Apro il mio web-in-tasca e trovo tantissime informazioni. C'è anche un sito dedicato che mi permette di conoscere cosa c'è all'interno.
Dove vi sono le camere delle sacerdotesse e al piano superiore l'orchestra. In fondo, di fronte all'ingresso, l'ara sacra della dea.
Sopra la porta principale c'è un'iscrizione, ai cui lati è posta la bellissima effigie di Minerva con la civetta e l'ulivo, due simboli a lei sacri.

Se da un lato possono apparire poco comprensibili motivi, e i significati rappresentati, che sono stati alla base della decisione di realizzare questo monumento, alla luce odierna anche il fatto che una famigli adì medici possa avere avuto le risorse, oltre che la cultura, per realizzarlo, potrebbe essere un ulteriore motivo di mistero.


Basta però pensare che tra l'inizio del '700, e per tutto l'800, la proprietà della terra, la cui coltivazione era organizzata con il sistema della mezzadria, generava un'estrema opulenza economica, che, se ben gestita, si trasformava in conoscenza culturale e creazione di un paesaggio senza eguali.

sabato 15 marzo 2014

i colori di Cigoli



In occasione dell'annuale Mostra Mercato del Tartufo Marzuolo di Cigoli, giunta quest'anno alla sedicesima edizione, si è svolta, organizzata dall'associazione artistica Egol´Art, animata dall'amico pittore Lorenzo Terreni, con la collaborazione dell'Associazione "G. Gori", il Comitato Eventi Cigolesi e la Parrocchia di Cigoli, con il patrocinio del Comune di San Miniato la sesta edizione dell'estemporanea di pittura, aperta ai ragazzi delle scuole primarie del territorio comunale di San Miniato, che ha per titolo: "Cigoli a Colori".




Per tutto il mattino, per le strade e le piazze di questo piccolo borgo, e attorno ad esso, circa un centinaio di bambini ha realizzato le proprie opere.






Tra i bimbi che hanno consegnato i loro lavori per primi, molti hanno potuto prendere parte da protagonisti all'inaugurale taglio del nastro della mostra Mercato del Tartufo Marzuolo, assieme al Sindaco.



venerdì 14 marzo 2014

una piccola impresa meridionale, Rocco Papaleo a Castelfiorentino



Vivere a Pierino, questo blog, non ha mai voluto avere la pretesa di affrontare i temi, gli argomenti, gli eventi che raccoglie e narra, con gli schemi della pubblicistica giornalistica, né tanto meno con la prosopopea della critica.


Se mai ho avuto, e forse ho davvero, una pretesa, è quella di provare a tracciare un diario del mondo che vivo, che ho la fortuna di vivere, grazie ad amici, relazioni, ma soprattutto voglia di vedere e fare.
Così mi provo a raccontare, a volte con più dettaglio, altre volte forse con un po' troppa superficialità, più che altro in relazione al tempo che ho da dedicare ogni sera a questa finestra sul mondo, tutta una serie di eventi che mi capita, o mi è possibile, attraversare.


Stasera sono stato a Castelfiorentino, al Teatro del Popolo, per vedere Rocco Papaleo in "una piccola impresa meridionale", sotto la regia di Valter Lupo, accompagnato da una piccola orchestra-impresa composta da Arturo Valiante che suona il piano, Francesco Accardo che suona la chitarra, Jerry Accardo alle percussioni, e Guerrino Rondolone che suona il contrabbasso.


L'amica Vania Pucci presenta lo spettacolo, marcando sul nome del teatro che dirige, "teatro del popolo", e questo coinvolge Rocco in un prologo sull'importanza di andare a teatro.


Il palco è collegato alla platea con una scaletta, dalla quale scende e sale più volte, per intessere un dialogo tra lui, la sua orchestra ed il pubblico fatto di canzoni che si alternano alla presentazione di se stesso, della sua impresa, dei suoi colleghi-compagni di viaggio. 


Una presentazione che non è altro che un lungo, coordinato, racconto di vite, che si intrecciano tra storie buffe, alcune probabilmente romantiche, ma che poi si scoprono appartenere a semplici diari di vita quotidiana.



Tra le recensioni leggo che si tratta di un esperimento di teatro-canzone, come un diario che raccoglie pensieri di giorni differenti, per dare il un senso al ritmo senza soluzione di continuità tra canzoni e narrazione.



Tanto che a volte non si capisce bene dove finisce la canzone ed inizia la narrazione, il racconto dell'aneddoto, e della storia personale di uno dei soci dell'impresa.


Non è che qualsiasi diario di bordo è capace di racchiudere una vita intera, ma di certo, ascoltandolo, sempre trovi cose che ti appartengono.
Ed io, ascoltando il racconto della prima volta, consumata nella tenda in un campeggio, con dentro più gente di quella che avrebbe dovuto contenere, di gemiti nel silenzio della notte, mi sono ritrovato a ridere, con la stessa intensità, del racconto esilarante di Rocco, ma anche dei miei ricordi.



Ad un certo punto dello spettacolo, durante quello che poteva essere considerato come un intervallo, il momento in cui Arturo Vialante è rimasto solo, a suonare, sulla scena, mi sono reso conto che tra questo spettacolo e il film di Rocco Papaleo, che porta lo stesso titolo, c'è ben poco in comune.


Perché a rendere meridionale la piccola impresa, il quintetto che non è un sestetto perché sono solo in cinque, che alla fine suona come una banda di paese, rivisitando con sonorità jazz e blues anche le note di una fanfara che suona il giorno della festa del patrono, ci pensa l’anagrafe, solo quella, dei suoi soci-componenti.



Non c'è nulla dei personaggi, né tanto meno della trama che si svolge all'interno del filmico faro.
Ci si accorge che è un concerto che ha i tempi della commedia, e gioca sulle sorprese, e sul coinvolgimento del pubblico, con tanto di scenetta costruita con qualcuno del pubblico preso a caso.



Lo spettacolo scorre divertente, pieno di sorprese, fino ad un ballo collettivo che coinvolge tutto il teatro, chiamato in piedi a fare la mossa del pinguino.




A fine spettacolo Rocco scende in platea e si presta a qualche foto.
Conversiamo qualche minuto. Gli chiedo se la scena dei briganti in "Basilicata coast to coast" è stata girata vicino a Pisticci, in una delle gallerie della ferrovia abbandonata. Mi spiega di no...






giovedì 13 marzo 2014