alba a pierino

alba a pierino

martedì 11 marzo 2014

la potatura degli olivi


Questo inverno, molto piovoso ma mite come temperature, sta portando con sé una primavera anticipata.


Profumi, fiori e luce della stagione del risveglio avvolgono Pierino già da diversi giorni.
Così, anche l'amico Nazareno è arrivato ed ha iniziato la potatura degli olivi.


Ha iniziato ieri, ed oggi quasi sicuramente finirà.
Gli ho chiesto di lasciare qualche pianta da potare insieme domani mattina, che ho qualche ora di tempo da dedicargli, così per farmi un po' insegnare questa bellissima pratica colturale.

lunedì 10 marzo 2014

il lampredotto a San Miniato



Il lampredotto è un piatto fiorentino preparato con l'abomaso, uno dei quattro stomaci dei bovini, che a Firenze chiamano, per l'appunto, lampredotto.


Il lampredotto è un tipico piatto povero della cucina fiorentina, tutt'oggi molto diffuso in città, e apprezzato anche in diverse zone della provincia.



L'amico Marco Micheli, oste della "Prosciutteria", locale in stile "pizzicheria fiorentina" che ha aperto a San Miniato da pochi mesi, mi spiega, a me che non ho mai mangiato il lampredotto, che l'abomaso, non è la trippa vera e propria, ma l'ultimo degli stomachi, quello più prossimo all'intestino, del rumine bovino, ed è formato da una parte magra, la gala, e da una parte più grassa, la spannocchia.


La gala è caratterizzata da piccole creste, le gale, di colore viola e dal sapore forte e deciso.
La spannocchia invece ha un colore più tenue ed un gusto più morbido.
Il lampredotto, secondo la tradizione, deve il suo nome alla lampreda, un vertebrato primitivo vagamente simile all'anguilla un tempo molto diffusa nelle acque dell'Arno, perché la sua forma ricorda quella della bocca della lampreda.


Viene cotto a lungo in acqua con pomodoro, cipolla, prezzemolo e sedano.
È possibile gustarlo sia come un normale bollito condito con salsa verde sia alla maniera più amata dai fiorentini, ovvero tagliato a pezzetti come ripieno di un panino toscano salato, la cui parte superiore viene generalmente imbevuta nel brodo di cottura del lampredotto.

domenica 9 marzo 2014

donne che intraprendono a San Miniato



Per la giornata della donna di questo anno, ho pensato di prendere parte alle manifestazioni che l'amministrazione comunale ha promosso per festeggiare questa ricorrenza, con la presentazione di una mostra fotografica dedicata alle donne che a San Miniato cercano traguardi, e lavorano, con impegno e passione per raggiungerli.



Nella seconda metà di febbraio ho ritratto le donne che a San Miniato hanno un negozio o lavorano in un esercizio aperto al pubblico.
E' stata una bellissima esperienza, che mi ha portato a condividere con le donne ritratte, ma anche con una buona parte del paese, questa voglia di fare che appartiene ad una buona fetta dell'universo femminile.



La collezione fotografica è stata esposta sotto la Loggetta del Fondo. La presentazione è avvenuta ieri pomeriggio, alla presenza del Sindaco di San Miniato, e ci resterà fino a sabato 22 marzo.



La presentazione è stata arricchita da letture di Ilaria Gozzini e da canti popolari di Pamela Larese.


sabato 8 marzo 2014

giovedì 6 marzo 2014

storia a fumetti della città di San Miniato



Domenica scorsa, sotto la Loggetta del Fondo di San Miniato, gli amici dell'associazione Moti Carbonari, hanno organizzato un evento storico-pittorico-teatrale nel quale hanno presentato un'opera pittorica di Sauro Mori, che, attraverso un percorso composto da scene illustrative che riproducono i vari episodi della storia di San Miniato.


L'iniziativa, promossa divulgata e condivisa con i modi un po' corsari che da qualche anno pervade le attività di volontariato, spontanee e trasversali, animando il centro storico.


L'evento ha avuto luogo dopo che, come ogni domenica mattina, ormai da diversi anni, gli amici dell’associazione Moti Carbonari, si sono occupati del recupero e della manutenzione del tratto di vicolo carbonaio dalla Nunziatina alle Scuole Elementari.
Un percorso tutto al sole che guarda le colline che si rincorrono verso Siena e Volterra, piede delle antiche fortificazioni, dove negli ultimi anni sono stati fatti numerosi spettacoli e organizzate iniziative per aiutare la gente, cittadini e turisti, a scoprirlo dopo anni di abbandono.


L'amico Andrea Mancini, nelle vesti di cantastorie, ha illustrato, seguendo le 16 formelle composte in sequenza a spirale, l'opera di Sauro Mori, il pittore più sociale e partecipativo della nostra città, gli eventi in essa rappresentati, dalla fondazione della città fino alle opere ora necessarie per il recupero e alla manutenzione dei versanti, avvalendosi della sintesi storica di Manuela Parentini.



domenica 2 marzo 2014

operette morali alla Pergola



(…) La metafora della vita come commedia, degli uomini come attori, che raccoglie anche il pensiero e l’opera di Giacomo Leopardi, la si potrebbe trovare, forse, nella frase “le parole son fatte per le cose”, che lui scrive autografo a nota del passo 641 dello Zibaldone, “a quella tal cosa corrisponde quella tal parola”. Tra le presentazioni che ho trovato sul web su “Operette Morali”, lo spettacolo tratto da una delle più famose opere leopardiane, sotto la regia di Mario Martone, in programma al Teatro della Pergola di Firenze, è senz'altro quella che mi ha incuriosito di più.
Non avrei certo pensato che si potesse giustificare un nesso tra Leopardi ed il teatro trovandolo in una nota autografa.
A me piace il teatro, e mi piace Leopardi. Quindi non avrei dovuto cercare nessi di nessun tipo.

Giove, storia del genere umano

Le Operette morali sono una raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, dialoghi e novelle, che Giacomo Leopardi scrive tra il 1824 ed il 1832. Rappresentano una perfetta orchestrazione di toni sulla vita e sulla morte.
Nella visione leopardiana, l’uomo si muove all’interno di una natura cieca, dalla quale non può ottenere nulla.
Nelle Operette troviamo l’anima più profonda dell’autore, come il rapporto dell’uomo con la storia, con i suoi simili e in particolare con la natura, attraverso un raffronto serrato tra i valori del passato e la situazione statica e decaduta del presente, alla luce della potenza delle illusioni e della gloria.

dialogo d'Ercole e di Atlante

dialogo della Terra e della Luna 

dialogo di Timandro e di Eleandro

Lo spettacolo si muove su di un testo che anche se non si può definire teatrale in senso classico, ha i tempi e la struttura di una commedia, recitato in una lingua viva e moderna che si avvicina alle esperienze fondamentali del teatro del Novecento.

 dialogo di Torquato Tasso e del suo genio familiare 

dialogo della natura e di un islandese

dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie



Nell'intervallo, in platea, un gruppo di studenti discutono dello spettacolo con il proprio professore.



la scommessa di Prometeo 


L'ironia, intensa e dal sapore socratico, come riso mai fine a se stesso, soprattutto con il dialogo della moda e della morte, ci mostra come tutto sia così presente, giocando su di un dialogo che ha i tempi del prillare di una moneta.

dialogo della moda e della morte


Alcuni di questi dialoghi hanno una struttura narrativa più articolata, che meglio svela la vacuità della condizione umana, come nel "cantico del gallo silvestre".

cantico del gallo silvestre

"Mortali, destatevi. Non siete ancora liberi dalla vita. Verrà tempo, che niuna forza di fuori, niuno intrinseco movimento, vi riscoterà dalla quiete del sonno; ma in quella sempre e insaziabilmente riposerete. Per ora non vi è concessa la morte: solo di tratto in tratto vi è consentita per qualche spazio di tempo una somiglianza di quella."



dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere

dialogo di Plotino e Porfirio

dialogo di Tristano e di un amico


dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez

La messinscena è stata affascinate, poetica ed intensa, a volte imponete, anche per luci e suoni.
Chissà… forse per la posizione, sul balconcino, ma un certo senso di vertigine, davanti alla bellezza vivissima, data dalla poesia trasformata in visioni, l'ho provato. Forte.