alba a pierino

alba a pierino

domenica 7 aprile 2013

la festa degli aquiloni a San Miniato



Questo sarà il primo di alcuni post, viste le tante foto, e le tante storie raccolte questo pomeriggio girando per San Miniato mentre si svolgeva la festa degli Aquiloni.



La prima domenica dopo Pasqua, qui a San Miniato, è tradizionalmente dedicata al lancio degli Aquiloni. La festa nasce nel 1968, su idea di Dilvo Lotti. Così, da oltre quarant'anni, sul prato della torre di Federico II, sin dal mattino si levano in volo decine di aquiloni, in gran parte costruiti secondo la vecchia tradizione toscana: canne di fiume essiccate all'aria aperta, spago naturale, colla fatta con acqua e farina, carta oleata o velina o la carte stessa che rivestiva le uova di cioccolato rotte per la Pasqua.


Il vento di nordest che oggi soffiava teso fin dal primo mattino, ha fatto un po' di selezione tra i maestri aquilonari, e qualcuno un po' più improvvisato.



Sull'ora di pranzo si sono levati gli aquiloni più grandi e colorati, e già alle prime ore del pomeriggio il prato della torre era così gremito che aquiloni e corde andavano intrecciandosi spere più.




I più smalizziati si sono collocati lungo il muretto a nordest del prato per prendere indisturbati, la folata giusta per far prendere il volo al loro aquilone, per poi spostarsi verso il lato ad ovest del prato, vicino alla torre, per continuare, altissimo, ed indisturbato, il proprio volo.


Dalla sommità della Rocca, nell'aria sufficientemente tenuta pulita dal vento, che teneva ben lontano l'orizzonte, si poteva godere di un panorama eccezionale.







Gli aquiloni hanno continuato a volare fino a pomeriggio inoltrato.




La festa si è conclusa sul Prato del Duomo, con il lancio delle mongolfiere, ma di questo racconterò in un altro post....

sabato 6 aprile 2013

il tempo che non cambia


Contavo che oggi fosse stato il primo vero giorno di primavera, visto il bel cielo azzurro di questa mattina.


Ma a Pierino, prima di cena, ha piovuto di nuovo.

venerdì 5 aprile 2013

a Fratta Polesine


Giornata di cielo basso e pioggia, oggi, nel Polesine.
Tra un impegno è l'altro, al solito, decido di dedicare l'ora del pranzo al turismo.


Lasciando Rovigo, diretto a Lusia, devio per fare tappa a Fratta Polesine, curioso di vedere come, e se, viene ricordata la figura di Giacomo Matteotti.




Fratta Polesine è un piccolo comune per territorio e per numero di abitanti, poco meno di 3.000, della provincia di Rovigo. Ma nonostante ciò esso è un centro abitato di antichissima origine e ricco di spunti storici e culturali.
Nota per lo più per essere il paese natale di Giacomo Matteotti, e grazie a Villa Badoer, opera di Andrea Palladio e patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, Fratta è conosciuta anche per la vicenda dei Carbonari della Fratta, e per vantare la più grande necropoli d'Europa dell'Età del Bronzo.




Lungo il corso del fiume Scortico, di fronte al palazzo comunale che si trova sull'altra sponda, si trova il Palazzetto dei Villa, ora Fanan, detta la Villa della Carboneria.
In quanto noto che agli inizi del XIX secolo, la villa è più volte stata teatro di riunioni Carbonare, tanto che il 12 dicembre 1818 vi viene arrestato Antonio Villa, nipote di Francesco, notaio locale che aveva costruire l'edificio nel secolo precedente, carbonaro polesano, morto allo Spielberg con il suo concittadino e amico Antonio Oroboni.
Ci sono altre quattro ville di Fratta che sono conosciute come ville della Carboneria, anch'esse coinvolte nei moti dei Carbonari della Fratta, primo esempio di repressione da parte austriaca delle aspirazioni alla libertà e all'emancipazione nazionale.



Poco distante, di fronte al ponte che conduce a Villa Badoer, sita sull'altra sponda del fiume, a ricordare il sacrificio dei Carbonari, nel 1867, venne eretto un monumento, opera dello scultore veronese Grazioso Spazzi, e primo nel Veneto liberato alla conclusione della terza guerra d'indipendenza.


Da molti anni, all'inizio di novembre, si svolge una rappresentazione storica dei "Carbonari della Fratta".


Purtroppo, vista l'ora, trovo le ville e la casa museo di Matteotti, chiuse.
Riesco a mala pena ad entrare nel municipio, fotografare la sala consiliare, e salutare gli ultimi dipendenti che chiudono il portone.


giovedì 4 aprile 2013

il terzo ed il quarto aprilante, di quest'anno


Terzo aprilante 
quaranta dì durante, 
ma se il quarto ’un acconsente 
il terzo ’un conta niente.


Stamani, all'alba, guardo fuori, e mi sembra un po' primavera.

Scrivendo questo post, sono andato a ricercare quello che avevo dedicato al terzo aprilante lo scorso anno.
Mi sono sorpreso, e quasi spaventato, quando ho visto la foto del mio orto.


L'inverno dello scorso anno era stato, nonostante la neve, un inverno siccitoso, e così anche l'inizio della primavera, e si scrutava il cielo in attesa di pioggia.
Il mio orto era curato, e pronto a ricevere un po' di sperata pioggia.

Ecco come si presenta oggi il mio orto.


I carciofi sono quasi spariti, l'erba sta pian piano vincendo spinta dai primi tepori, mentre la terra è intoccabile perché marcia d'acqua.

Ieri, terzo aprilante il tempo è stato buono, con il cielo azzurro e l'aria calda.
Stamani c'è ancora il sole, ma all'orizzonte, verso il mare, il cielo è scuro, e le previsioni mettono pioggia.

mercoledì 3 aprile 2013

con Sereno Variabile all'Osteria del Grillo



Sereno Variabile è un programma televisivo che dal 1977, da sempre condotto da Osvaldo Bevilacqua, va in onda al sabato pomeriggio su Rai Due.



Da più di trent'anni, ogni settimana, presenta itinerari da percorrere per scoprire il ricco patrimonio artistico e paesaggistico del territorio italiano. Raccontandone storia e tradizioni, mostrandone i prodotti tipici enogastronomici ed artigianali, valorizzandone l'arte e citando curiosità.
Mentre gli inviati di Sereno Variabile presentano soprattutto proposte di soggiorni e weekend che avranno per tema le città, i parchi naturali, i monumenti e i siti archeologici, i grandi musei, gli eventi più importanti e le mostre più prestigiose, Osvaldo Bevilacqua si dedica all'approfondimento della conoscenza di ogni specifico territorio, raccontando quando una città quando una provincia, andando alla scoperta di siti, attività e tipicità.





Oggi Osvaldo Bevilacqua, e la troupe di Sereno Variabile, girando da qualche giorno per il territorio di San Miniato, si è fermata all'Osteria del Grillo dell'amico Fabio Panchetti.





E' stata anche l'occasione per mettere insieme un po' di amici e personaggi.
Il pittore sanminiatese Gianfranco Giannoni, il musicista Marzio Matteoli e, soprattutto, il cantautore Riccardo Marasco, menestrello vernacolare fiorentino.




martedì 2 aprile 2013

mercato dei fiori, Viareggio



Arrivo al mercato dei fiori di Viareggio che sono le nove del mattino. Le contrattazioni sono finite da un po', molti sono già andati via, e sono davvero pochi i floricoltori rimasti a caricare quel poco che non sono riusciti a vendere.


Sul mio web-in-tasca leggo che a Viareggio la coltivazione dei fiori è nata nel lontano 1911, importata da un floricoltore di Livorno che era alla ricerca di terreni sabbiosi idonei per la coltivazione dei garofani mediterranei, che qui è stata coltura principe per numerosi decenni.
Cercando ancora trovo che in Versilia i garofani si coltivavano già nel 1906


Fino agli anni '30, i floricoltori erano poco più di una decina, e coltivavano a garofani e crisantemi nelle aree marginali dei loro poderi.
All'epoca il fiore era una coltura tipicamente estiva, in quanto i prodotti trovavano smercio durante la stagione balneare, e proprio nel 1930, come conseguenza dell'aumentato volume della produzione, viene istituito il mercato all'ingrosso dei fiori che aveva luogo nella piazza antistante la Stazione ferroviaria.


Da allora la floricoltura andò sempre di più estendendosi ed affermandosi tanto che nasce l'Associazione Floricoltori della Versilia per l'organizzazione della categoria. Ma con l'inizio del conflitto bellico, a partire dal 1940 la floricoltura decade rapidamente a favore delle necessarie coltivazioni tradizionali, e nel 1944 risulta completamente abbandonata.
Dopo il 1945 la ripresa è rapidissima, e già nel 1947ad opera dei vecchi floricoltori si trovano in coltivazione garofani, gladioli, dalie, lilium, rose, gypsofila, ester, gerbera ed altre. L'attuale mercato dei fiori di Viareggio, ha iniziato la sua attività nel lontano 2 novembre del 1955. La costruzione dell'attuale struttura fu necessaria per rispondere in maniera appropriata al crescente insediamento di aziende floricole avvenuto nel nostro territorio nell'immediato dopo guerra e per razionalizzare le vendite dei prodotti floricoli locali che avvenivano nelle più svariate parti della città, come sotto il loggiato di piazza Cavour o di fronte alla stazione nuova vicino al luogo dove venivano costruiti i carri del Carnevale.


Anche se attualmente il settore produttivo floricolo versiliese, e quello nazionale in generale, stanno attraversando uno dei momenti forse più difficili della loro storia, leggo che la città, ha deciso di scommettere ancora su questo settore, con la costruzione un nuovo mercato dei fiori che sta sorgendo nella periferia sud, vicino alla frazione di Torre del Lago Puccini.


lunedì 1 aprile 2013

pasquetta a Lerici



Certe sere, come questa ad esempio, non mi vien proprio di scrivere.
Vorrei, eccome, raccontare ancora giornate come queste, passate senza preoccuparsi dell'orario, del tempo che manca per arrivare alla meta prefissata.
Continuare ad arricchire questo blog, con post interessanti, o perlomeno compiuti, leggibili.
Ma c'è qualcosa, o qualcuno, che, a quest'ora, si impone è dice:
No! Basta parole!—.
Così, spesso, molte sere, ho lasciato, qui, sul blog, solo immagini, solo emozioni senza parole.



Però oggi le immagini non mi possono venire in soccorso, per lasciare il segno delle emozioni raccolte tra i carrugi di Lerici, della visita al Castello e della vista che si godeva da esso.
Oggi la mia macchina fotografica non ha voluto funzionare. O meglio, ha smesso di farlo l'obiettivo.
Così sono riuscito a scattare solo pochissime foto, e peraltro di qualità non eccelsa.