alba a pierino

alba a pierino

lunedì 11 aprile 2011

la bietola dell'orto


Avevo trapiantato la bietola il 12 marzo.


Stasera, ad un mese esatto, ho raccolto le prime foglie.


Per trasportarle fino a casa ho usato uno dei cesti che Carmelo aveva fatto a Pinocchio Ciok.



Quindi lavate e messe in pentola, senz'acqua.
Appassite bene, sono finite nel piatto, coperte da un filo d'olio e un pizzico di sale, a fare da contorno ad un uovo al tegamino.


Nel frattempo, oggi mi è capitato di scoprire che c'è ancora chi crede che sia possibile investire in terreni da coltivare.


Sono stato sul lago di Chiusi, dove, nel giro di pochi anni, un signore ha messo insieme un'azienda di oltre 400 ettari di seminativo.
Grosse macchine, moderne, per colture sia estensive come i cereali e i foraggi, che intensive come le decine d'ettari a pomodoro.
Acqua in abbondanza, in un terreno di bonifica.




Con un pensiero alle bioenergie.

domenica 10 aprile 2011

il mio nipote al campionato italiano di bocce


Durante questo fine settimana, al bocciodromo di Montecatini Terme, si è svolto il campionato italiano di bocce per gli atleti della Fisdir, federazione affiliata al Comitato Paraolimpico Italiano.





Alberto, il mio nipote, che gareggia per la società ASHA Pisa, più volte campione italiano, campione europeo, e membro della squadra nazionale, anche quest'anno era tra i favoriti.



Ieri si sono svolte le qualificazioni, ed Alberto, che gareggia nella categoria elite, si è qualificato per la finale sia per il titolo di doppio, che singolo.



Nel torneo di doppio ha gareggiato in squadra con il suo amico Nico, ed in finale hanno incontrato Giovanni e Massimiliano, due ragazzi di Roma.


Nico ed Alberto hanno iniziato molto bene, segnando subito 4 punti, ma alla fine hanno dovuto cedere il titolo agli avversarsi, che si sono dimostrati più forti.


La finale del singolo, si è disputata con un girone a tre, da Alberto con gli avversari della finale del doppio, Giovanni e Massimiliano.
Il primo incontro è stato giocato da Giovanni e Massimiliano. Dove il primo ha prevalso facilmente.


Quindi Alberto ha affrontato Massimiliano, suo compagno di nazionale nelle gare di doppio.
Purtroppo, per Alberto, ha prevalso Massimiliano.


La partita decisiva si è quindi svolta tra Alberto e Giovanni.
Pur essendo Giovanni più forte, Alberto ha tenuto testa fino all'ultimo tiro di bocce, entusiasmando per la precisione del suo gioco a punto.


Alberto, quest'anno, ha conquistato così la medaglia d'argento al torneo di doppio, e quella di bronzo al torneo di singolo.

sabato 9 aprile 2011

che delusione!

Già giovedì mattina, che mi ero alzato qualche minuto prima per passare dall'orto a scoprire le serre, visto il particolare caldo di questi giorni, ed innaffiare le piantine nei vasetti, avevo notato che una pianta di insalata, di "romana", era vizza, appassita, morta.
Avevo visto che era stata mangiata da un qualche animale, tra le due terre, cioè all'altezza del colletto, tra le prime radici ed il fusticino.

Per come era stata mangiata, credevo che fosse stata la "nottua", o comunemente chiamato "baco nero". Un baco che si nutre di germogli molto teneri, e che tende a muoversi soprattutto di notte.

Ho sentito subito una grossa delusione.
Ma come- mi sono detto -Mica dovrò usare del clorpirifos anche qui a Pierino. E io che volevo mangiare qualcosa di non contaminato dalla chimica... —.

Il baco nero è stato un mio vecchio nemico. Quando coltivavo i peperoni da industria, mi trovano a dover fare dei trattamenti sistematici, nei primi 15-20 giorni dal trapianto per salvare le mie piantine.
Il clorpirifos è un insetticida a bassissima persistenza, ma pur sempre un insetticida.


Oggi pomeriggio, nel solito giro dell'orto, ecco che ho scoperto un'altra pianta di insalata mangiata.
Questa volta di "lattuga", vicino a dove aveva mangiato la "romana".


Mi metto a frugare nel terreno, proprio in corrispondenza dello stelo della pianta di insalata, e scopro il colpevole, cogliendolo in flagranza.



E' un coleottero tra i più comuni, è un Crisomeloide.
Sono in generale coleotteri fitofagi che si sviluppano sia da adulti sia allo stadio giovanile a spese di tessuti vegetali vari, quali steli erbacei, foglie, frutti, semi.
Molte specie sono di grande interesse agrario o forestale, perché dannose alle essenze forestali, alle coltivazioni, alle derrate alimentari. La maggior parte di queste specie rientrano nella famiglia dei Crisomelidi, che prevalentemente attaccano le parti verdi di piante erbacee o legnose, oppure i semi.

Lo catturo, lo tengo in custodia mentre studio come si è mosso e cosa ha provocato, quindi lo processo per direttissima e lo condanno.


E scusatemi, ma non avendo alternativa per salvaguardare la mia insalata, del quale peraltro si è già cibato, l'ho anche giustiziato.
Avendo trovato, e tolto di mezzo il colpevole, niente insetticida (per adesso...)

venerdì 8 aprile 2011

al Vinitaly


Secondo anno al Vinitaly, ospite al padiglione della Sicilia.
La Sicilia lo scoprii nel 1993, ci passai due settimane, attraversandola parte orientale e quella meridionale.
Passai qualche giorno anche alle Eolie.
Ci ritornai 10 anni dopo, nel 2003, iniziando la mia carriera di consulente nello sviluppo di progetti a biomasse.
Da anni la mia frequentazione dell'isola è piuttosto costante.
Ho così avuto modo anche di coltivare alcune amicizie, ed alcune conoscenze.


Leggo che il Vinitaly di quest'anno si è aperto con molte aspettative.
Dopo tre anni di grave crisi del settore, con una forte contrazione del consumo interno, ma anche delle esportazioni, questo si preannuncia come un anno di ripresa.
Molti dicono che potrà essere una cosa congiunturale, dovuta soprattutto alla scarsa produzione dell'Australia e ai problemi che stanno attraversando Argentina e Cile.
Comunque il primo presupposto per un imprenditore è avere fiducia nel futuro.


I padiglioni più belli?
Senz'altro mi ha colpito quello della Sicilia, per la raffinata scenografia che mischia colori della terra siciliana e le numerosissime immagini fotografiche che sono ovunque, che raccontano di storia, di feudi coperti di vigneti, ma anche di isole e sole.



E poi, e non solo per campanilismo, quello della Toscana.





Che raccoglie lo stile e la tradizione del vino, di paesaggio e di vigna, sì, ma anche, e soprattutto, di cantine e casali.

Bello anche il padiglione del Piemonte, ma qui la storia appare pesante, datata.

In fiera c'è anche una cantina che porta il mio cognome. E' la mia cugina Ivana...


Nel mezzo, anche fisicamente, visto che i padiglioni di Toscana e Sicilia stanno agli estremi della fiera, c'è tutto il resto del vino italiano.


In uno stand del padiglione della Sicilia mi fanno assaggiare del "Malvasia di Lipari". Mai sentito niente del genere, come spiegava agli altri signori lì con me: — ... un vino così non lo si trova neppure sulla ruota di Palermo.
Me ne sono riportato a casa una bottiglia, adesso occorre un'occasione per aprirla...

giovedì 7 aprile 2011

visita allo studiolo di una doratrice


Da settimane sto seguendo, per via telematica, il crescere di un'opera.
Una cornice in legno, lavorata per essere impreziosita.


E' stata la cronaca dell'evolversi, sopra quel legno, dell'argentatura, e poi l'invecchiatura col rosso sangue del solfuro di potassio, e quindi la lucidatura, e chissà cos'altro.



Sono i segreti del fare, di mani che si muovono da sole, andando a toccare ciò che serve, con naturalezza, consuetudine...
Mentre mi racconta la cornice continua toccarla, a levigarla, lucidarla, come a voler continuare a plasmarla.
Chissà, forse la considera ancora incompiuta, o più semplicemente ha la necessità di continuare a sentirla, maneggiarla, per capire di cosa ha ancora bisogno...



Oggi ho avuto la fortuna, e l'occasione, di visionare i progressi.
Tanto è stato vederla, luccicare sotto la luce trasversa e radente della finestra, che non ho esitato un attimo a confermare l'opzione.
Sarà la cornice di una specchiera per Pierino.


Lo studiolo è una sorta di archivio mi materiali d'opera, di sapere appoggiato sugli scaffali, di opere pronte, in corso d'opera, di opere di prova.
Di prove di colore, di forma, di tecniche.




Gli odori fanno coppia con i colori, le forme con le ombre, e le luci con i riflessi dei vetri.


mercoledì 6 aprile 2011

un tramonto a righe

Sono passate da poco le 19,00.

Impegnato nella revisione dei compiti di matematica della bimba, una luce strana sembra aver cambiato l'atmosfera in casa.
Alzo gli occhi, e mi accorgo che quella luce strana entra dalla finestra.
Nel suo angolo in basso, noto un alone rossastro.
Mi avvicino alla finestra, e un sorriso mi si allarga in volto.


Appoggio il quaderno sul piano della cucina, e sento che mi scappa.
Che mi scappa di fare una foto.

Prendo la macchina fotografica, che sta appoggiata sul divano, esco fuori e da sotto il pergolato, inquadro l'orizzonte, oltre il campanile di Montebicchieri, verso la gola prospettica tra il Monte Serra e le Apuane, invasa dalla luce di un tramonto che sta formando degli strati, delle righe parallele di colore.

Scatto...



Solo dopo mi accorgo che più in alto, una lama di luna sta tagliando il cielo che sta prendendo il colore del cobalto.