alba a pierino

alba a pierino

domenica 7 giugno 2015

la sagra del pesce povero di Albinia


E' la sera di un sabato d'inizio giugno, così calda da sembrare agosto.
Alla radio riecheggiano i cori degli spettatori dell'Olimpia Stadium di Berlino, che stanno assistendo ad una delle più belle finali di Champions League, mentre io mi trovo ad attraversare parte della Maremma toscana dopo aver ammirato il tramonto sopra la sagoma di tufo del borgo di Pitigliano.


Superato lo Sgrillozzo, si apre la pianura dell'Albegna, e la strada si immerge in un mare piatto di erba e frumento, che le ultime, lunghe ombre del tramonto, lo rendono di un ancestrale color verde cupo.
In fondo al rettilineo si vedono le luci di Albinia, e dietro si scorge ancora la sagoma dell'Argentario.

Mentre sono sulla rampa che immette sull'Aurelia, vedo le luci colorate di una pista da ballo all'aperto. Negli spazi attorno al campo sportivo del paese si balla e si mangia.
C'è la Sagra del pesce povero, manifestazione gastronomica organizzata dall'Unione Sportiva dilettantistica di Albinia.


Ci fermiamo proprio mentre alla radio finisce la cronaca del primo tempo.




In cucina e al banco sono simpaticissimi, e davanti alla mia macchina fotografica si mettono in posa, spontaneamente.



Prendiamo un Cacciucco e un'Orata.


Finito di mangiare facciamo un breve giro attorno alla pista da ballo, illuminata da bellissime lampadine colorate, e poi riprendiamo la strada per casa, e l'ascolto della radiocronaca.




sabato 6 giugno 2015

la soddisfazione dell'appartenenza


Questa mattina, qui a San Miniato, si è svolta una particolare cerimonia.
Per il secondo anno consecutivo l'Amministrazione Comunale, per idea del suo Sindaco, premia le coppie che festeggiano i cinquanta anni di matrimonio.


Già lo scorso anno, alla sua nascita, l'amica Francesca, allora addetto stampa del Comune, mi chiese di darle una mano fotografando ciascuna premiazione.

Quest'anno mi hanno di nuovo chiesto di farlo.

Mi piace sottolineare che si tratta di una partecipazione ancor più che gratuita.
Che faccio con molto piacere, appagato dalla soddisfazione di appartenere alla mia comunità, in modo attivo.
Mi ripaga la soddisfazione di partecipare alla festa di persone che molte delle quali conosco, e che mi conoscono.

venerdì 5 giugno 2015

un campo d'Orzo



Me ne sono stato ritto,
in un campo 
tra spighe d'orzo, 
immobile come uno spaventapasseri 
in attesa 
che un refolo di vento
giungesse a muovere 
me e queste spighe.

giovedì 4 giugno 2015

la coltivazione del Coriandolo



Le lunghe e calde giornate di questa primavera inoltrata, stanno cambiando il colore della campagna.
I campi verdi di metà maggio, hanno già preso il bruno delle spighe di grano di vanno maturando.


Ma viaggiando lungo la Cassia, sono diversi i colori che si susseguono nell'ammantare le dolci colline di creta.


Ad un certo punto vedo una valle che è divisa in due dai colori che la coprono. Un versante è di un color verde schiarito dal lento maturare delle spighe, mentre l'altro è di un verde molto più intenso, ma punteggiato da una fittissima trama di fiori bianchi.
Mi fermo, scendo, percorro a piedi la strada anche corre lungo il campo. I fiori sono avvolti da migliaia di api, mentre una brezza leggera che muove quel mare di fiori, trascina un forte odore, simile a quello che emana il cinipide, la cimice, quando è toccato.


Non riconosco subito questa pianta, dal portamento ombrellifero. Chiamo l'amico Nunzio, e mi scioglie subito il dubbio.
Sono davanti ad un campo coltivato a Coriandolo. Mi spiega che c'è una società di Ravenna che è scesa fin qui in Toscana a fare contratti di coltivazione per poi vendere i semi come spezia per gli arabi.


Cerco notizie sul mio web-in-tasca, e trovo che iI coriandolo è una pianta erbacea annuale, alta 30-70 cm, appartenente alla famiglia delle Apiaceae. Che la sua radice è fittonante. Il fusto è diritto, eretto, cilindrico, glabro e molto ramificato di colore verde, spesso rossastro.
Le foglie basali sono appena incise e provviste di gambo, mentre le superiori, divise in lacinie molto sottili e sessili, assomigliano tanto a quelle del prezzemolo.
I fiori sono minuscoli, raggruppati in ombrelle di 3 - 9 raggi.
La corolla ha 5 petali bilobati, bianchi o rosati.
Il calice ha 5 denti ineguali, ovali lanceolati.


Leggo che la fioritura avviene in giugno-luglio.
Quindi qui siamo un po' in anticipo.


I semi di coriandolo sono usati nel settore alimentare come spezia per migliorare il gusto dei cibi, per aromatizzare liquori e prodotti a base di carne e nella medicina popolare come infuso per le proprietà carminative e antispasmodiche.
Dai semi di coriandolo si estrae un olio essenziale usato come aromatizzante nell’industria cosmetica per saponi, creme e profumi e nell’industria farmaceutica nelle preparazioni farmaceutiche.
I semi macinati entrano nella preparazione delle polveri di curry nella quantità del 25-40%.


La semina si esegue per semina diretta nei mesi di marzo-aprile. Mentre la raccolta, in genere, avviene tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, ma dipende dalla destinazione della coltura.
Se si vuol produrre seme, le piante sono falciate intere quando almeno il 50% delle piante tende al giallo. Se interessa la produzione di foglie, le piante vanno falciate in pre-fioritura. Se invece sono destinati alla produzione di olio essenziale, le piante intere sono falciate quando i frutti hanno raggiunto la maturazione "cerosa", cioè quando sono pienamente formati ed iniziano il cambio del colore.


Spero di avere l'occasione di vedere la raccolta. Mi incuriosisce vedere con quale macchinario la faranno.

mercoledì 3 giugno 2015

la festa della Repubblica e la memoria di un paese



Tra gli abitanti del Molino d'Egola, complice la particolare iniziativa di cui avevo già lasciato traccia qui sul mio blog, è in corso un vero e proprio laboratorio di memoria collettiva, che, oltre alla stesura di un libro che raccoglierà la storia di questo piccolo paese, ha prodotto e sta producendo una serie di "frutti".




Tra le manifestazioni che caratterizzano il territorio di San Miniato, nel giorno della ricorrenza della Festa della Repubblica, quest'anno si è inserita l'inaugurazione di "un luogo della memoria" costituito da una lapide commemorativa, posizionata sul muro che delimita il giardino sulla piazza del paese, su cui Giacomo Montanelli ha realizzato un murales sul tema della liberazione. Lapide su cui sono raccolti i nomi degli abitanti di questo paese, che hanno perso la vita a causa degli eventi bellici della seconda guerra mondiale.





Sulla lapide sono elencati dodici nomi, che raccontano altrettante storie tragiche.




E' stata una Festa della Repubblica molto particolare per questa piccola frazione abitata da poche centinaia di persone, che ieri mattina erano quasi tutte in quella piazza, attorno a quei nomi, ad ascoltare le loro storie raccontate dai loro parenti e conoscenti.




La partecipazione è stata così sentita, emotiva, che durante tutto lo svolgimento della cerimonia, i discorsi celebrativi e gli interventi, tutti i presenti sono rimasti in assoluto, rispettoso silenzio.



lunedì 1 giugno 2015

una serata, girando...



Metti una serata, un sabato sera, in cui, girando, dopo aver cenato, ti trovi in un luogo che non avevi neppure programmato.
E scopri che questo luogo, da cui manchi da un po' di tempo, ma non molto, racchiude delle sorprese, vecchie e nuove.


Il luogo è Lari. E' sera inoltrata. Il centro, le vie ai piedi del Castello, è semideserto.
In piazza ci sono i banchetti e il palco per la sagra delle ciliegie che inizia proprio il lunedì.
Camminiamo, parliamo, facciamo una visita al circolo del paese, si spende tempo insomma.




Poi, tornando alla macchina, vediamo gente davanti al piccolo teatro del paese.
Proprio mentre passiamo di lì, una voce da dentro avverte che lo spettacolo ricomincia.


Noi ci intrufoliamo, e non trovando altro posto ci sediamo in terra, tra la piccola tribuna e la scena.



La messa in scena è molto essenziale. Una violoncellista e cantante è seduta ad un lato, mentre luci raccolte illuminano un centro scena limitato, dove tre attori recitano, si muovo e muovono i pochi elementi di scena costituiti da bancali di legno, di varia forma.


Si intuisce una storia d'amore, una donna contesa da due uomini, fratelli. Che vedono il mondo in modo diverso, che sogni ed aspirazioni diversi, che partono per un viaggio in macchina con mete diverse, da percorrere con velocità diverse.
Un viaggio complicato, che si conclude con un litigio che finisce male.







Alla fine dello spettacolo la compagnia si presenta, racconta di se, e colloquia con il pubblico.
Così scopro il titolo della rappresentazione: In ogni caso nessun rimorso; e il nome della compagnia: Borgobonó.



I quattro attori professionisti, raccontandosi, ci dicono che la loro compagnia ha sede a Livorno, anche se provengono da diversi luoghi e da diverse esperienze, sia lavorative che di formazione, come le diverse scuole europee a cui hanno preso partecipato.
La compagnia si è costituita proprio attorno al progetto di questo spettacolo, con l’obiettivo di sperimentare nuovi linguaggi teatrali.
Ci raccontano di un testo work-in-progress, di cui questa sera avevano mesoni scena solo una parte tra quelle di cui è composto, tanto da avere, nella sua versione integrale, una durata indefinita.



A fine spettacolo, uscendo dal teatro, sul mio web-in-tasca leggo di loro.
Oltre a trovare i nomi dei componenti della compagnia: Elisa Proietti, Andrea Sorrentino, Annalisa Cima e Mauro Pasqualini, che si avvalgono della straordinaria collaborazione della violoncellista e cantante Adele Pardi, trovo anche un filmato dello spettacolo su di un sito-concorso.