alba a pierino

alba a pierino

martedì 12 febbraio 2013

eppure sono ancora capace



L'ultima volta che avevo messo gli sci la ricordo ancora, anche se faccio fatica a ricordarmi con esattezza che anno fosse. Credo il 1989, ma potrebbe essere anche di più.



Poi per mancanza di condivisione, ed un po' di pigrizia, la montagna innevata si era allontanata molto da me.


Dopo qualche giorno sulle piste, posso dire che sono ancora capace.
Naturalmente, Agnese, in soli tre giorni, sa già sciare meglio di me.




 Baita Gherdeccia, Belvedere - Canazei TN.



lunedì 11 febbraio 2013

pensieri sulla neve che cade



Ci troviamo in Val di Fassa, a cinque ore di macchina da Pierino, dove oggi ci dicono che ha nevicato.
Provo ad immaginare che, coma la solito, saranno bastati pochi centimetri di neve per mettere tutti in difficoltà.


Mi guardo attorno, vedo neve ovunque, cinquanta e più centimetri.
Da sabato la temperatura non sale sopra i -10. Ho la macchina ferma per il gasolio ghiacciato e l'elettronica un po' troppo sofisticata, nonostante mi sia rifornito con il diesel alpino. E come me molti altri.


Si è messo a nevicare, e per la strada è un continuo passare di messi spazzaneve e spargi sale, anche ui marciapiedi.





Questi saranno anche preparati, ma mi sembra ugualmente un delirio.

domenica 10 febbraio 2013

sabato 9 febbraio 2013

la fabbrica del tannino


Lo stabilimento per l'estrazione del tannino di San Michele di Mondovì nasce nel 1961 per volontà della famiglia Battaglia che allora vantava già una storia almeno 100 anni di estrazione del tannino dal legno di castagno nelle valli del Monregalese.
Nello stabilimento di San Michele Mondovì si concentrarono ben presto le attività di estrazione di tutto il cuneese, con la chiusura, in breve tempo, di tutte le piccole fabbriche di montagna.
Oggi lo stabilimento è il più grande al mondo per produzione.


Il termine tannino è stato per la prima volta utilizzato nel 1796 per indicare una sostanza presente negli estratti vegetali capace di combinarsi con le proteine della pelle animale in complessi insolubili, di prevenirne la putrefazione da parte degli enzimi proteolitici e trasformarla in cuoio.

L’estrazione avviene in cinque fasi che sono la triturazione del legno, l'estrazione con acqua calda, la concentrazione del tannino, la filtrazione del liquido concentrato per la separazione delle varie sostanze solubili e l'essiccazione per la produzione del tannino in polvere.


La triturazione risulta necessaria per uniformare le dimensioni dei frammenti di legno sia per permettere un agevole carico e scarico dai reattori utilizzati nelle fasi successive, sia per uniformare su superfici di contatto al passaggio dell'acqua calda.


Per l'estrazione si usano delle batterie di estrattori che vengono percorse da acqua calda in controcorrente. Gli estrattori sono chiusi, per lavorare sotto pressione e migliorarne l’efficacia del processo. Solitamente gli estrattori funzionano in batteria, con alcuni percorsi dall’acqua mentre alcuni in fase di scarico-carico. Si compiono generalmente tre estrazioni durante le quali l’acqua percorre in ordine i serbatoi per poi uscire arricchita in sostanze solubili estratte tra le quali anche il tannino. Lavorando sotto pressione si può arrivare a temperature di 120-130°C, ma la scelta della temperatura dell’acqua si fa in base al tipo di tannino che si deve estrarre nonché della quantità che si desidera estrarre.  


Terminata l’estrazione si ottiene una soluzione contenente circa 10 g/l di sostanze solubili a caldo, in quanto non tutto ciò che è stato trascinato dall’acqua è tannino ma solo una frazione. Con il raffreddamento fino a temperatura ambiente precipitano le sostanze colloidali non solubili. La soluzione viene poi separata per filtrazione e mandata alla concentrazione. La concentrazione avviene per evaporazione dell’acqua, ottenendo una soluzione al 20-30% di sostanze solubili. Durante questa fase precipiteranno anche altre sostanze che sono poco solubili a temperatura ambiente.



La soluzione concentrata, composta unicamente da sostanze solubili, viene sottoposta ad un processo di disidratazione, per giungere alla cristallizzazione.


Il legno macinato, da cui sono state tolte tutte le sostanze solubili, viene qui usato per vari scopi.


Tra questi c'è anche la produzione di pellet, di cui io mi approvvigiono per alimentare la mia stufa di Pierino.

giovedì 7 febbraio 2013

il cordone ombelicale che lega Pierino al mondo


A Pierino non arriva il metano (meno male) ed io mi scaldo con il pellet. Non arriva l'acquedotto, e mi uso l'acqua del pozzo, e quella piovana. Non arriva il filo del telefono, così per telefonare uso la telefonia mobile, e per collegarmi alla rete web uso la banda larga via satellite.


Da più di quattro anni sono abbonato a Tooway, e ne sono molto contento.
Adesso Tooway, con il nuovo Tooway 2 ha cambiato satellite, ha abbassato i prezzi ed ha aumentato il traffico disponibile.

Così io ne ho approfittato, ed ho cambiato parabola ed apparati.



A Pierino arriva la corrente elettrica, e da un po' di tempo sto aspettando che maturi qualcosa.

martedì 5 febbraio 2013

tramonto su Murlo



Castello di Murlo, lunedì 4 gennaio 2013, ore 17,49.
Il sole, al tramonto, infuoca l'orizzonte.



lunedì 4 febbraio 2013

via Tiberio Gazzei, a Radicondoli



Radicondoli è un paese di origini e d'aspetto medioevale, che si trova nella campagna senese, ai margini delle colline metallifere, sulla strada che da Siena porta al mare.
Il centro storico si sviluppa seguendo l'andamento naturale del colle ed è attraversato, in direzione Est-Ovest, da via Tiberio Gazzei, la principale via del paese.
Parallelamente ad essa, lungo il versante sud, a livelli decrescenti, altre strade intersecano una via ripida, via Sedice, in fondo alla quale si trova la Porta Olla, l'unica ancora esistente delle tre porte che si aprivano lungo le mura del castello, di cui restano ancora alcuni tratti.


Cerco sul mio web-in-tasca notizie su Tiberio Gazzei, incuriosito del fatto che gli hanno dedicato la via principale del paese.



Leggo che Tiberio Gazzei nacque a Radicondoli l’8 settembre 1874, e che fu un commerciante e possidente, penso di fortune accumulate con il commercio. Non mi dice però in cosa commerciasse. Chissà, forse in tessuti di lana, visto che Radicondoli, con la vicine Belforte, per secoli hanno rappresentato centri importantissimi per la lavorazione della lana. Ancora oggi a Radicondoli ci sono attività che lavorano lana per materassi.
Il motivo che però porta a legare il nome di Gazzei alla principale via cittadina è il suo impegno nell'attività politica come membro del nascente partito socialista unitario in cui si mette in particolare luce arrivando a scrivere sull' "Avanti!" negli anni tra il 1908 e il 1921.
Sarà sindaco di Radicondoli dal 1920 al 1922. Con l'avvento del fascismo sparì dalla scena politica, costretto a fuggire dopo numerose minacce e aggressioni. Si rifugiò nelle sue proprietà nella zona di Piombino, dove morì nel 1932.
Dopo la liberazione la popolazione di Radicondoli gli dedicò la via principale del paese.


Ma la curiosità più interessante che scopro, è che via Tiberio Gazzei è membro del primo gemellaggio tra strade europee.
E' gemellata, lo scambio è avvenuto tra il settembre 2010 e il giugno 2011, con la Klauprechtstrasse di Karlsruhe lunga quasi quanto via Gazzei, ed abitata da uomini e donne provenienti da 34 nazionalità diverse.
Il gemellaggio culturale della strada, tra una strada tedesca e una italiana dedicata ad un politico locale antifascista, menifesta un senso di “guarigione” della storia. In particolare della storia della Seconda Guerra Mondiale quando nei boschi intorno a Radicondoli c’erano forti battaglie tra i soldati tedeschi ed i partigiani italiani.

domenica 3 febbraio 2013

vernissage per Gente di Paese 2




Questo pomeriggio, nella sale de La Ruga, alla presenza del Sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, è stata presentata la seconda edizione di Gente di Paese, la mostra fotografica, dopo quella del 2011, che fa parte di un progetto importante quanto, forse, ambizioso, che mira a raccogliere i personaggi della vita di Ponte a Egola.


Io, che quest'anno sono stato chiamato da Filippo Lotti, per essere l'autore delle immagine dei 24 pontegolesi, ho presenziato raccontando l'esperienza.





Le foto, in cui sono ritratto, sono state realizzate dall'amico Francesco Sgherri.




sabato 2 febbraio 2013

del ponte di Santa Trìnita, Firenze


Anche il ponte di Santa Trìnita, come quella di tutti i ponti di Firenze, ha una storia travagliata, e ricca di aneddoti, che leggo sul mio web-in-tasca.

Fu costruito in legno nel 1252, con il patrocinio della famiglia Frescobaldi, prendendo il nome dalla vicina chiesa della Santa Trìnita, ma crollò dopo pochi anni, nel 1259 sotto il peso della folla che assisteva ad uno spettacolo sull'Arno.
Fu riedificato in pietra, ma cedette sotto la spinta della grande piena del 1333 che risparmiò solo il Ponte alle Grazie.
Finito di riedificare nel 1415, fu nuovamente distrutto da un'alluvione, quella del 1557.

Fu nuovamente ricostruito fra il 1567 e il 1571, in pietra forte di colore bruno giallognolo.


Nel 1608 furono collocate sugli angoli dei due ingressi al ponte, quattro statue allegoriche che raffigurano le quattro stagioni, e celebravano le nozze di Cosimo II con Maria Maddalena d'Austria.
Sul lato che prosegue con via de' Tornabuoni  le statue collocate rappresentavano la Primavera e l'Estate, ed erano opera di Giovanni Caccini.


Il ponte fu distrutto dai tedeschi in ritirata il 4 agosto del 1944.
Nel 1952 iniziarono i lavori di ricostruzione, con l'obiettivo di rifarlo "com'era". Il ponte ricostruito fu inaugurato il 16 maggio 1958. Le quattro statue vennero ripescate nell'Arno in quegli anni, ma in un primo momento non venne ritrovata la testa della Primavera. Negli anni sessanta l'antiquario Bellini promise una ricompensa di 5000 dollari per il ritrovamento della testa, che venne trovata dai "renaioli" nel 1961.
La testa scomparsa ha fornito lo spunto per il film Miracolo a Sant'Anna di Spike Lee.

venerdì 1 febbraio 2013

l'allestimento della mostra


Stasera si è avvicinato all'epilogo il lungo percorso di un progetto che mi ha appassionato molto.
Filippo Lotti, amico e animatore culturale, lo scorso anno, prima dell'estate, mi aveva proposto di essere il fotografo della seconda edizione di "Gente di Paese", una mostra fotografica in cui raccogliere le immagini di persone e personaggi di Ponte a Egola.


Con l'edizione del 2011 Filippo ha iniziato un percorso ricognitivo, un racconto per immagini, il racconto di un paese attraverso le persone che lo vivono e lo animano ogni giorno con i loro mestieri e le loro attività.


Lo scorso anno fu Paolo Garzella, fotografo professionista apprezzato nel mondo della moda, a raccogliere 24 immagini di 24 pontegolesi. Lo fece con la sua tecnica ed il suo punto di vista. Foto di vari formati, molte studiate e preparate come un set.
Io ho scelto di fare un reportage. Ho scelto di creare un racconto, attraverso il contributo di ciascuno dei soggetti, fotografandoli mentre parlano di se.
È stato un lavoro lungo, che ho iniziato ad ottobre dello scorso anno e l'ho finito i primi giorni di questo gennaio. Il mio proponimento è stato quello di aver cercato, sperando di esservi riuscito, di cogliere le singolari particolarità di ognuno dei soggetti fotografati valorizzando il loro lavoro, la loro quotidianità ma soprattutto loro stessi.
E' un'esperienza molto appagante, perché mi ha portato in luoghi mai visti e mi ha fatto conoscere persone e situazioni veramente interessanti che non avrei conosciuto se non grazie a questo progetto.


Stasera, anche con l'aiuto di Agnese, abbiamo montato le immagini sulle pareti dei locali dell'Associazione Culturale La Ruga di Ponte a Egola.


Domenica prossima, nel pomeriggio, ci sarà la presentazione.