alba a pierino

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martedì 8 dicembre 2015

la mezza maratona di San Miniato



Si è corsa oggi la quinta edizione della Mezza Maratona di San Miniato, la prima con questa nuova collocazione di calendario, non più la terza domenica di settembre.






L'amico Ivano Leoni è il grande motore di quest'evento. Con l'aiuto dei tanti volontari che animano le iniziative che si muovo attorno al Circolo ARCI di San Miniato Basso, che per l'occasione hanno preparato ben 100 kg di risotto al tartufo.





Edizione che è stata rovinata un po' dal tempo, con la pioggia che, magari non forte, ha accompagnato gli atleti da poco dopo la loro partenza fino all'arrivo.

Pioggia che ha accompagnato, e disturbato anche me, che per quest'occasione mi sono fatto prestare lo scooter elettrico da mia figlia, per seguire da vicino la corsa.
Ma che non ha compromesso la grande festa che si è svolta attorno a questo evento.




Alle 9:00 ha preso il via la gara competitiva, alla quale hanno preso parte circa 700 atleti, mentre oltre mille hanno corso e camminato alla Mezza maratona di San Miniato. 









Il percorso, dopo aver attraversato le vie del paese di San Miniato Basso, ha condotto gli atleti lungo la Tosco Romagnola fino alla cappella di San Ginesio, dove, seguendo via Capocavallo sono giunti fino a Isola, quindi Roffia, per tornare a San Miniato Basso, per concludere i 21.097 metri della mezza maratona.







La gara maschile è stata vinta, dopo essere stato in testa dai primissimi metri, da Yuri Picchi, dell'Atletica Vinci con il tempo di 1h12'21''.
Prima tra le donne Claudia Dardini del Gs Lammari, con il tempo di 1h18'28'',


Una manifestazione che non ha deluso le aspettative e che, al di là della pioggia, ha ampiamente soddisfatto il comitato organizzatore.

lunedì 7 dicembre 2015

di quel che si trasforma in tempesta



Marco e Domenico, 
sono due amici, 
tra loro, e con me.


La Prosciutteria di Paolo 
è un luogo di merende, spuntini, 
ma anche, e a volte soprattutto, 
luogo di chiacchiere, 
serie e facete, sempre e al tempo stesso.


Si parte seri.


Ci si spiega. 


E poi si mettono le cose in chiaro.

domenica 6 dicembre 2015

la torre di Matilde



La Torre di Matilde è una torre campanaria in stile romanico a fianco della Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Genesio di San Miniato.


La torre è stata restaurata recentemente. Iniziati nel 2010, i lavori hanno contemplato anche il restauro delle campane che sono state tolte e riposizionare alla fine dei lavori che sono terminati nel 2014. Nel novembre dello scorso anno è stato deciso, per la prima volta nella sua storia, di aprirla al pubblico, offrendo ai visitatori uno sguardo unico sulla città.


Contribuito determinante per l'esecuzione del restauro è stato l'intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.


La data di costruzione dell'edificio è incerta, la si ritiene edificata nel XII secolo come fulcro delle fortificazioni di San Miniato al tempo di Federico II il Barbarossa, di cui la cittadina era importante vicariato del Sacro Romano Impero.
La torre ha pianta quadrangolare, ed una struttura di coronamento con edicole terminali, aggiunte nel XIII secolo.


La denominazione è dovuta ad una leggenda, da molti ritenuta infondata, secondo cui Matilde di Canossa sia nata nell'attiguo Palazzo dei Vicari. 
Nel 1438 venne costruito l'orologio e nel 1489 la Torre di Matilde, a seguito della ristrutturazione della Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Genesio, venne collegata alla chiesa.


Ad un anno di distanza dalla sua apertura, io ci salgo per la prima volta.
Lo faccio ai primi bagliori del tramonto, con il panorama che si stinge per l'imbrunire.


La visita è a pagamento, ed è regolamentata dal Museo Diocesano di Arte Sacra di San Miniato.



La salita è avventurosa e divertente, chiamati ad inerpicarsi su gradini di vario tipo.
Si inizia con quelli originali, medievali in pietra, ripidi sconnessi e di diverse altezze.
Poi, raggiunta una sala con un verricello, si sale su scale in ferro di recente installazione, che ci porta, sospesi, a raggiungere la loggia delle campane.
Man mano che si sale si vedono le campane.
Prima da sotto, e ci si possono interi minuti a guardarle dentro, toccarle, accarezzando il bronzo che risuona ad ogni piccolo colpo della mano.




Poi, salendo per la scala al centro della loggia, che porta sulla sommità della torre, si vedono le campane da sopra, e si notano tutti i meccanismi e le carrucole che le fanno muovere, e quindi suonare.




Prima delle ultime rampe, si attraversa una sala dove c'è il meccanismo, moderno, che muove e regola l'orologio.



Varcata, piegandoci con il corpo, la porticina che immette sulla sommità della torre, ecco che si apre una vista emozionante, insolita anche per chi è abituato a salire sulla Rocca.




 In città questo pomeriggio è in corso l'ultimo giorno dell'annuale Mostra Mercato del Tartufo Bianco di San Miniato, e si scorgono le piazze principali occupati dai padiglioni che ospitano i venditori di tartufi, vini e prodotti tipici locali.



La campana ed il campanile sono l’orologio della storia della comunità, il punto di riferimento per la collettività, un mezzo di chiamata a raccolta per scopi di culto o d’allarme. Quando le campane rintoccano la gente viene ancora informata se è il momento della sosta o quello della preghiera, il momento del pericolo o quello della pietà.
E se il campanile può  essere considerato il simbolo di collegamento tra la vita religiosa e quella civile di una comunità, allora la "torre di Matilde", ne è un emblema tra i più rappresentativi e significativi, in quanto nasce come postazione delle mura difensive della città per poi diventare in seguito, trasformandosi, torre campanaria, ma mantenendo anche il ruolo di torre civica di San Miniato.


Soffermandomi ad ammirare il paesaggio, ho trovato una forte similitudine, in termini di emozioni, vissute a Siena. La Rocca di Federico II, eterea, altissima, assoluta nel suo irraggiungibile isolamento, come la Torre del Mangia. Con la Torre di Matilde, terrena, a sfiorare i tetti della città di cui si possono udire i suoni ma anche capace di permettere di allungare lo sguardo verso paesi e luoghi più lontani, come dal Facciatone del Duomo di Siena.


sabato 5 dicembre 2015

il presepe vivente alla Mostra del Tartufo di San Miniato



Nel weekend conclusivo della quarantacinquesima Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato, il programma degli eventi è incentrato sul Natale che si avvicina.


Ospiti di questo sabato, gli amici della parrocchia di San Miniato Basso, che presentano in anteprima il loro presepe vivente.


Dopo aver attraversato la cittadina in corteo, si sono radunati nel Prato del Duomo, di fronte al Palazzo Vescovile, dove hanno allestito la rappresentazione vivente di alcune scene della Natività, preludio dell'evento che si terrà nella parrocchia dei Santi Martino e Stefano di San Miniato Basso nei giorni di Santo Stefano (26 dicembre 2015) e dell’Epifania (6 gennaio 2016) alle ore 16.30.




Iniziativa, nata in sordina ad opera di un piccolo gruppo di volontari, ha presto raccolto molto seguito e tanto entusiasmo, per giungere ad oggi con oltre duecento figuranti e un migliaio di persone coinvolte nell'organizzazione e nell'allestimento della settima edizione.