alba a pierino

alba a pierino

lunedì 13 gennaio 2014

a casa di Silvia/2



Altro appuntamento musicale nella casa di campagna di Silvia, dove, questa è la quarta sera, ma soltanto la seconda come mia presenza, invita gli amici ad ascoltar musica per stare un po' in compagnia.



Di solito l'amica Alessia è la cuoca che ogni sera delizia i presenti con qualche piatto del suo repertorio culinario.



Stasera Alessia Baldinotti, invece, non ha vestito il grembiule, ma ci ha deliziato della sua splendida voce da contralto, accompagnata da Marzio Matteoli con i suoi stupefacenti strumenti antichi a corde.



Alessia ha cantato l'amore, ripercorrendo una carrellata di testi dal medioevo ai giorni nostri.



La scaletta prevedeva intervalli musicati da Marzio ed illustrati da Silvia.



Non è mancato neppure il bis, doverosamente doppio, perché l'annosa discussione sul fatto che se l'amore è patimento o gioia, è rimasta irrisolta. 





Finito il concerto, tutti attorno al tavolo, e poi a conversar fino a tardi.




domenica 12 gennaio 2014

di isole e certe cose belle


Essere parte di qualcosa è una cosa molto importante, perché aiuta a vivere, perché ci da un motivo non solo per svegliarsi al mattino, ma soprattutto per farsi trovare pronti, lucidi.
Balconevisi è un paesetto sulle colline della valdegola sanminiatese, sull'orlo del mondo.
Lontano e vicino, allo stesso tempo e modo, da dove tutto si muove, come certe isole.


Balconevisi è ancora una "comunità".
Piccole cose, piccole storie, ma tanto belle e importanti.


Questa mattina mi hanno chiamato perché stavano ancora aspettando me per smontare il presepe in chiesa.
Aspettavano che lo documentassi, che scattassi una foto, che fissassi un momento della loro vita.
Mi ha fatto molto piacere che mi abbiamo cercato, ma soprattutto mi ha fatto piacere essermi fatto trovare "pronto" (vivo).


Passo da Onelia, la signora che tiene le chiavi della chiesa, indaffarata a sistemare il piccolo orto-giardino. Mi accompagna ed apre la chiesa.



Poco dopo arriva Franco l'autore del presepe, che si mette in posa davanti alla sua opera.



Da domani Franco toglierà il presepe, sistemando tutti i pezzi in capanna, fino al prossimo dicembre.

sabato 11 gennaio 2014

fiori al sole d'inverno



Oggi a Pierino più che inverno sembra una delle prime giornate di sole d'inizio primavera.
L'aria è tiepida e profumata di bosco, il cielo e l'orizzonte sono limpidi.



Sul prato le margherite hanno aperto i propri petali, e si godono il sole.
Qualche altro fiorellino mostra i suoi colori.


Faccio prendere un po' di luce anche al mio grano, quello seminato alla fine dell'anno.
Continua a crescere, che bello!


Lungo la frana, vicino a Buecchio, è in corso una battuta al cinghiale.
Si odono grida e latrati di cani in cerca.


Entro nel bosco, mi energico sulla frana, mi avvicino e scatto qualche foto.


giovedì 9 gennaio 2014

la libreria Piccolomini, Cattedrale di Siena


Collocata all’interno del Duomo di Siena, la Libreria Piccolomini,  sorprende per la ricchezza dell’apparato decorativo. La decorazione della sala fu commissionata nel 1502 dal cardinale Francesco Tedeschini Piccolomini, nipote del papa umanista Pio II, Enea Silvio Piccolomini, nato nel 1405 nel piccolo borgo della val d'Orcia, allora chiamato Corsignano, che egli stesso ribattezzo in Pienza nel 1462, trasformandone l'impianto urbanistico, facendone il prototipo della città ideale rinascimentale.


La decorazione dell'intera biblioteca, che si trova lungo il fianco sinistro della cattedrale, dove prima sorgevano i locali della vecchia canonica, fu affidata al pittore umbro Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio, allo scopo di contenere il cospicuo patrimonio librario del pontefice, con l’aggiunta di codici appartenuti a Francesco Todeschini Piccolomini, anch’egli eletto papa con il nome di Pio III, ma per un pontificato che durerà solo 24 giorni, e a suo fratello Giacomo.

Gli affreschi furono realizzati da Pinturicchio e la sua bottegaia dal 1503 al 1508. Alla morte del Tedeschini, il 18 ottobre 1503, spettò agli eredi, i fratelli Andrea e Giacomo, l’incarico di portare a compimento le pitture, ed è probabile che, alla morte del papa, i fratelli, in memoria, facessero dipingere subito all’esterno della Libreria il grande affresco con l’Incoronazione di Pio III.


La magnifica volta decorata a grottesche, mostra una serie di figure allegoriche, scene di vita pastorale, di baccanale, di thiasos marino e, nei riquadri più grandi, due scene mitologiche.

Al centro si staglia lo stemma del cardinale Tedeschini Piccolomini, con cinque mezzelune, sormontato dal galero rosso. Su tre pareti della Libreria, essendo uno dei lati occupato dalle finestre, si snodano, con una serie di fatti in rigorosa successione storica, scene della vita di Enea Silvio Piccolomini.

Le quattro scene della parete sud-ovest delineano il percorso biografico in qualità di papa, dall’incoronazione al suo arrivo ad Ancona dove sarà colto dalla morte.

La quinta scena del ciclo è una delle più note del ciclo: raffigura l’incontro, favoreggiato dal pontefice, tra l’imperatore Federico III ed Eleonora d’Aragona, avvenuto il 24 febbraio 1452, nei pressi di Porta Camollia, con, sullo sfondo, una vista della città e della cattedrale.


Nella scena con la Canonizzazione di santa Caterina da Siena, tra il pubblico degli ordini religiosi, in basso a sinistra, spiccano le due figure in cui da tempo si riconoscono il giovane Raffaello, raffigurato con delle calze rosse, che avrebbe collaborato con Bernardino di Betto alla esecuzione degli affreschi della Libreria, e il Pinturicchio stesso, raffigurato con un berretto rosso.


Al centro della biblioteca si ammira il marmoreo gruppo delle Tre Grazie, che Francesco Tedeschini acquisisce a Roma dal cardinale Prospero Colonna. Il pavimento ottocentesco è formato da ambrogette romboidali realizzate dalla manifattura Ginori, che sostituiscono quelle originali di forma triangolare e dimensioni minori, in parte conservate nei Depositi del Museo dell’Opera, in parte disperse in vari musei.

Intorno, sotto gli affreschi, nelle vetrine disposte alle pareti, si conservano magnifici codici, Graduali e Antifonari. Si tratta di una collezione assai rappresentativa per la storia della miniatura italiana del XV secolo.

mercoledì 8 gennaio 2014

la partita vista al bar


Ci sono momenti che a volte appaiono così banali, nel momento in cui si vivono, perché visti in maniera assolutamente consueta. Come una cosa che può essere piacevole in quel momento, ma così abitudinaria.

Però, con un minimo di disabitudine, ecco che la cosa diventa degna di attenzione, se non straordinaria.


Mi capita di rado di andare al circolo della Casa Culturale di San Miniato Basso, alla sera, in settimana.
Ma quella attenta platea davanti alla tv, a veder giocare al Fiorentina contro il Chievo, era davvero splendida, e meritava proprio una foto.

martedì 7 gennaio 2014

giorno 7, tramonto visto da San Baronto



Oggi, nel tardo pomeriggio, percorrendo la strada che sale al Montalbano, ad una curva girando gli occhi verso il basso, ho perso il fiato.
Portatomi via dallo splendore di incredibili colori.
I vapori che vanno a condensarsi in nebbia, alle pendici, e più in là, i riflessi degli specchi d'acqua del padule di Fucecchio.

Ho inchiodato lì, in curva, e sono sceso al volo per scattare questa foto.

lunedì 6 gennaio 2014

ho sognato un luogo, l'altra notte



L'altra notte ho sognato un luogo, 
pensando di non conoscerlo.


Lo vedevo da lontano, 
come da una terrazza.
Era panorama e luci, 
né giorno né notte.


C'era una musica, 
un canto, 
ma forse il suono della pioggia 
che batteva sul lucernario.


E un vento caldo, 
come d'estate, 
che arrivava a folate, 
come parole di una conversazione.


E poi un soffio sul collo, 
più caldo, 
come di un bacio, 
dolcissimo.


Oggi ho fatto una passeggiata a Siena, finendo in cima al "facciatone"dell'incompiuto Duomo Nuovo.


E da lì si vedeva panorama e luci, al momento del tramonto.
La città era in festa, con la befana dei pompieri che stava per scendere in Piazza del Campo.


Prima di scendere è arrivato anche un po' di vento, ed ho avuto la possibilità di scoprire se quel soffio sul collo fosse il vento, o un bacio.



sabato 4 gennaio 2014

tra il giorno e la notte



Certi giorni, 
senza il tramonto del sole, 
il giorno diventa notte, 
così, 
con del semplice tempo.

giovedì 2 gennaio 2014

piove


Piove, 
su queste immagini, 
su questa nebbia tenue
e il bosco d'inverno.


Folate veloci 
corrono 
e muovono i rami.

Guardo
e attendo che passi qualcosa,
portato da quel vento.

Che arrivi da un altro paese, 
da un posto mai visto,
un accento straniero.

Ma ricordo un vestito,
forse nero,
e una coccarda rossa.

Nessuna giacca,
né borsa e cappello,
ma un foulard sì. 

E ricordo di cosa parlavi,
anche le frasi a metà
e i racconti che narravi.

E poi ricordo un sorriso,
e cosa pensavo,
e come ti guardavo.


mercoledì 1 gennaio 2014

a Palazzo Blu per Andy Warhol



Inizio d'anno sui lungarni pisani, con il sole che va affogando su di una coltre di nubi che va compattandosi proprio sull'ora del tramonto, apprestandosi a coprire la città dopo aver già cominciato a premere sulle Apuane.


Aperta il 12 ottobre dello scorso anno, e proseguirà fino, salvo proroghe, a cui in verità ci hanno abituato, fino al 2 febbraio 2014, Palazzo Blu ospita la mostra dedicata a Andy Warhol, una storia americana.


In mostra ci sono oltre centocinquanta opere, tra cui 20 fotografie Polaroid, provenienti dall’Andy Warhol Museum di Pittsburgh, e da numerose collezioni americane ed europee. Percorrendo le sale si può seguire il percorso creativo dell’artista che tanto ha rivoluzionato l’arte del XX secolo.
Infatti nessun artista è stato capace di incarnare le contraddizioni degli Stati Uniti come Andy Warhol. Si forma al Carnegie Institute of Technology in Pennsylvania e fonda il laboratorio creativo della Factory. Cresce nell’America conservatrice degli anni Quaranta e anticipa la liberazione dei costumi degli anni Sessanta, per poi attraversare le tensioni del decennio successivo fino allo scioglimento della Guerra fredda.


Andy Warhol è conosciuto come il rappresentante più tipico della pop art e della cultura nord-americana, soprattutto per la sua voluta ignoranza di qualsiasi esperienza artistica maturata in Europa. Rifiuta per intero la storia dell’arte, con tutta la sua stratificazione di significati e concettualizzazioni. L’arte di Warhol si muove unicamente nelle coordinate delle immagini prodotte dalla cultura di massa americana.

La sua arte prende spunto dal cinema, dai fumetti, dalla pubblicità, senza alcuna scelta estetica, ma come puro istante di registrazione delle immagini più note e simboliche. E l’opera intera di Warhol appare quasi un catalogo delle immagini-simbolo della cultura di massa americana: si va dal volto di Marilyn Monroe alle inconfondibili bottigliette di Coca Cola, dal simbolo del dollaro ai detersivi in scatola, e così via.


In queste sue opere non vi è alcuna scelta estetica, ma neppure alcuna intenzione polemica nei confronti della società di massa: unicamente esse ci documentano quale è divenuto l’universo visivo in cui si muove quella che noi definiamo la «società dell’immagine» odierna. Ogni altra considerazione è solo consequenziale ed interpretativa, specie da parte della critica europea, che in queste operazioni vede una presa di coscienza nei confronti del kitsch che dilaga nella nostra società, anche se ciò, a detta dello stesso Warhol, sembra del tutto estraneo alle sue intenzioni. Il percorso artistico di Warhol si è mosso tutto nella cultura newyorkese, nel momento in cui New York divenne la capitale mondiale della cultura. Warhol fu in questo ambiente uno dei personaggi più noti, legandosi al mondo della musica, del teatro del cinema.


Nella presentazione della sala dedicata alla "factory", la citazione di una frese di Warhol spiega molto del suo rapporto con la sua arte, che sento vicina...

"Porto con me la macchina fotografica ovunque vada. 
Avere un nuovo rullino da sviluppare mi da una buona ragione per svegliarmi la mattina"