alba a pierino

alba a pierino

domenica 7 ottobre 2012

storia di un 6x3


La scorsa settimana, con Francesco ed Irene, gli amici del BuccianoFotoDiarioFestival, abbiamo rinnovato completamente il nostro cartellone che teniamo sotto i loggiati di San Domenico, in San Miniato.

Nata per gioco, la cosa sta diventando un evento continuo.
Dal primo 6x3, quello del presepe, affisso a metà dello scorso dicembre, abbiamo alternato ben 9 lavori, che stampati in grande formato, hanno animato osservatori e passanti, in discussioni, fotografie e commenti.


Così, il supporto in legno che io e Fabio avevamo costruito per ospitare quello che a suo tempo pensavamo fosse il primo ed unico "cartellone", dopo quasi 10 mesi di onorato servizio, non era certo capace di sopportare un altro inverno.



Con l'occasione di quest'ultimo lavoro, ispirato al 30° palio del papero di Balconevisi, che si disputerà la prossima domenica, abbiamo pensato di rinnovare anche il supporto.
Ci siamo fatti fare un preventivo dal fabbro de La Serra, il Posarelli, per un supporto in metallo, e ci siamo decisi a fare la spesa.




Michelangelo ha costruito il nuovo telaio, io l'ho verniciato, e lui l'ha terminato fissandoci le lamiere.
Venerdì, nel tardo pomeriggio, abbiamo sostituito il vecchio pannello di legno, che adesso si farà un po' di pensione in Valdegola, ai piedi di Balconevisi, ospitando anch'egli il 6x3 del papero.




Nel frattempo, il venerdì precedente, con Francesco ed Irene, con l'aiuto degli amici di Balconevisi, abbiamo realizzato lo scatto. Paperi e bambini che corrono per il paese, come la corsa dei tori, l'Encierro, di Pamplona.




Sabato, ieri, l'affissione del nuovo 6x3, la "corsa più papera del mondo", con l'insostituibile aiuto di Ivo.









sabato 6 ottobre 2012

la luna sulla val d'Egola



E' notte, inoltrata, di ritorno da un a cena a casa di amici, dove abbiamo festeggiato il compleanno della piccola Rebecca.
Stiamo risalendo la val d'Egola, quando, all'altezza di Canuto, ecco la luna, lassù sopra le luci appannate da una leggerissima foschia, di Mulino d'Egola e quelle di Cigoli appena intraviste.
Ci appare come un pendente legato al filo che unisce tre e più stelle, orizzontalmente allineate sopra di lei.
Mi fermo, apro il finestrino, e, a mano libera, con il gomito appoggiato allo sportello, faccio alcuni scatti.



Mi spingo fino ad uno scatto di oltre un secondo, purtroppo ancora troppo breve per attenuare sufficientemente il rumore del sensore, ma sufficiente per catturare un po' della poetica magia di quel momento.

Con il cavalletto sarebbe stata un'altra cosa.
Forse l'avevo in bauliera.
Ma quel momento, credo che andasse colto così.
Più con i sensi che con la tecnica...

venerdì 5 ottobre 2012

una sala conferenze dedicata a Dilvo Lotti


Ieri pomeriggio, giovedì, qui a San Miniato abbiamo vissuto momenti di spontanea, commossa, collettiva partecipazione, per un evento che segnerà, nel suo piccolo, la storia di una comunità.


Adesso la sala conferenze presente all'interno del complesso monumentale del Convento di San Francesco in San Miniato, porta il nome di Dilvo Lotti. Una figura che ha segnato la storia di San Miniato con il suo insegnamento scolastico, con la sua attività artistica che ne ha fatto uno dei principali esponenti della pittura contemporanea, con il suo impegno alla ricostruzione culturale e morale della città e delle sua istituzioni sociali e partecipative dopo gli eventi bellici dello scorso secolo.

Dilvo Lotti è scomparso nell'aprile di tre anni fa, a pochi mesi dal compimento del suo novantacinquesimo anno.

Io ho avuto la fortuna di frequentare la sua casa museo per alcune decine di anni.
Devo in gran parte a lui, avendo cercato di seguirne gli insegnamenti ed i consigli, questa mia passione nell'operare per l'arte e per San Miniato.
Purtroppo, a volte, accade, come è accaduto a me, che la vita frappone ostacoli che non ci è semplice superare. Così, come è accaduto a me, che, impegnati a superare questi ostacoli, ci succede di perdere di vista alcune persone.
Così io mi sono perso di vista con Dilvo e Giuseppina, proprio negli ultimissimi anni di vita di Dilvo.

La cosa mi dispiace profondamente, e ci penso molto spesso. Con rammarico, e pena.
Come se avessi mancato in qualcosa di importante.

Lunedì scorso mi sono commosso quando ho riconosciuto, subito, la voce di Giuseppina, al telefono.
Così commosso che quando ho realizzato che mi aveva telefonato per invitarmi personalmente alla cerimonia di intitolazione a Dilvo della sala conferenze del Convento di San Francesco, sono stato per alcuni attimi in silenzio, non riuscendo neppure a ringraziare.
Poi tutto si è sistemato, e ci siamo salutati.


Giuseppina, con il suo sorriso sereno, faceva gli onori di casa, in piazza, davanti all'ingresso del Convento.
E sempre con il suo sorriso sereno, si è stupita e commossa nello scoprire la targa con la dedica della sala, e per il taglio del nastro.




I posti della sala, in cui sono raccolte alcune opere di Dilvo Lotti, non sono stati sufficienti a contenere tutti i presenti.








Il padre guardiano, pur non avendo conosciuto Dilvo, era come se lo avesse avuto come amico, avendo rivissuto la sua vita dai racconti di Giuseppina che frequenta quotidianamente la sua chiesa. Il sindaco ha tralasciato il discorso che aveva preparato per ricordare aneddoti di momenti trascorsi assieme alla famiglia Lotti.
Chiara Rossi, giovane vicesindaco ed assessore, che spesso ci incontravamo nel frequentare casa Lotti, si è commossa nel raccontare proprio quelle frequentazioni.
Luca Macchi, suo allievo, ne ha ricordato lo spessore artistico.
Andrea Mancini ne ha letto degli scritti.
Monsignor Tardelli, vescovo della città, ha ricordato Dilvo uomo di fede.





Il padre guardiano, pur non avendo conosciuto Dilvo, era come se lo avesse avuto come amico, avendo rivissuto la sua vita dai racconti di Giuseppina che frequenta quotidianamente la sua chiesa. Il sindaco ha tralasciato il discorso che aveva preparato per ricordare aneddoti di momenti trascorsi assieme alla famiglia Lotti.
Chiara Rossi, giovane vicesindaco ed assessore, che spesso ci incontravamo nel frequentare casa Lotti, si è commossa nel raccontare proprio quelle frequentazioni.
Luca Macchi, suo allievo, ne ha ricordato lo spessore artistico.
Andrea Mancini ne ha letto degli scritti.
Monsignor Tardelli, vescovo della città, ha ricordato Dilvo uomo di fede.


giovedì 4 ottobre 2012

le chiocciole sono carnivore


E' vero. Lo dico con candore, ma ho scoperto da poco che le chiocciole, la Helix Pomatia, sono anche carnivore.
Fino a poco tempo fa avevo sempre creduto che le chiocciole fossero esclusivamente erbivore.
Che si cibassero solo d'erba, e dell'insalata e delle foglie delle piante di carciofo del mio orto.


Da un po' di tempo notavo che la scodella dove mangiano i gatti è sempre pulita e lustra. Va bene che sono dieci e sempre affamati, ma da lustrare la scodella mi sembrava troppo.
Poi, avendo l'abitudine di lasciare li barattolo dei bocconcini vicino alla scodella, per fargli leccare anche quello, vedevo che i barattoli erano perfettamente puliti, anche sul fondo.
Cosa difficile, visto che, crescendo, i gattini non potevano più infilare la testa dentro.

Da alcune sere ho scoperto come mai, scodella e fondi dei barattoli sono così puliti.



Come arriva la notte, un gruppo di chiocciole hanno preso a frequentare lo spazio davanti alla capannina, dove si trova la scodella per i gatti.


E tutte le notti passano in rassegna scodella e barattoli.
Ieri sera si sono dedicate anche ad un osso di bistecca!

mercoledì 3 ottobre 2012

in finale a FaceChef di Boccaccesca


Animando il gruppo di amici che si raccoglie sotto il nome di Comitato Organizzatore del BuccianoFotoDiarioFestival, ogni tanto divago tra le pagine di FaceBook, curiosando cosa fanno gli "amici".

Tra questi c'è anche Boccaccesca, la manifestazione EnoGastonomica che si svolge a Certaldo, la città natale di Giovanni Boccaccio.


A metà settembre leggo (su suggerimento) quest'annuncio:

Ma cosa aspetti? C’è tempo fino al 24 settembre per partecipare come “aspirante chef” a Boccaccesca. Il 13 ottobre alle 17 in Piazza SS Annunziata potresti essere il protagonista di “ CHEF PER UN’ORA!”. Dai spazio a fantasia e creatività e pubblica la tua ricetta. Unico requisito l’originalità. Uno chef e un giornalista enogastronomico valuteranno la ricetta più “ Boccaccesca” e il fortunato avventuriero del gusto avrà la possibilità di presentare “il piatto” di fronte al pubblico presente alla Kermesse. Attenzione! Il tempo di preparazione non deve superare i 30 minuti.

Figuriamoci, ci trovo subito due assonanze.
Primo, mi piace giocare e mettermi in gioco.
Secondo, mi piace cucinare.


Ne parlo con gli amici che frequentano la "mia" cucina di Pierino, e mi danno anche qualche consiglio.
Devi fare il pane con lardo e bietola!
Io intanto avevo pensato alla patata in crosta con fagioli ed erbe aromatiche.

Preparo la ricetta di questo "antipasto di Pierino", scrivo anche la preparazione e la invio.

Dopo qualche giorno leggo:

Giuria al lavoro per decretare il vincitore di FaceChef, il concorso attraverso facebook che premia la ricetta più “audace”, quella che “rinnova la tradizione” o propone “abbinamenti particolari”. Prima di svelare i finalisti Boccaccesca ringrazia tutti i partecipanti che hanno deciso di proporsi come talenti dei fornelli. Tutte le ricette saranno valutate da uno chef e un giornalista enogastronomico e quelle dei finalisti saranno pubblicate su facebook e sul sito www.boccaccesca.it. 
Sabato 13 ottobre alle ore 17 in Piazza SS Annunziata il vincitore, alla presenza del Direttore Artistico della manifestazione Claudia Palmieri, sarà chiamato a deliziare i palati del pubblico attento ed esigente di Boccaccesca…in bocca al lupo!

Martedì scorso ricevo una telefonata, dove mi informano che sono tra i tre finalisti di FaceChef, e mi invitano a partecipare alla conferenza stampa di presentazione di Boccaccesca, che si è tenuta oggi nella sala del consiglio provinciale, in palazzo Medici Riccardi, in Firenze.

Riesco a liberarmi e ad arrivare in tempo, grazie anche al ritardo con cui inizia la conferenza.


Qui conosco una delle altre due finaliste, Paola Ranfagni, di Firenze. Che scopro essere una brava e simpatica blogger, di cucina, naturalmente.


Presentano la manifestazione, e ci chiedono di presentarci.
E' stato molto divertente.


Sulla pagina FB di Boccaccesca adesso si legge:

I FINALISTI di FaceChef! 
L’organizzazione ringrazia tutti i partecipanti che hanno deciso di proporsi come talenti dei fornelli e rende note le ricette che entrano in finale: “Sandwich alla Boccaccesca” di Michela Renaldini Empoli (FI) “Antipasto di Pierino” di Aurelio Cupelli San Miniato ( PI) “Insalatina di bresaola con lamponi e vinagrette “ di Paola Ranfagni Firenze. Le ricette saranno pubblicate anche sul sito www.boccaccesca.it. 
Sabato 13 ottobre alle ore 17 in Piazza SS Annunziata il vincitore, alla presenza del Direttore Artistico della manifestazione Claudia Palmieri, sarà chiamato a deliziare ill pubblico esigente di Boccaccesca.

martedì 2 ottobre 2012

passaggio a Terni


E' la prima volta che mi trovo a passare in questa città.
Fino ad oggi avevo visto Terni scorrere dietro ad un vetro, o in auto lungo la Flaminia, o in treno lungo la ferrovia.
Vedevo questo enorme paesone che si mischiava con le ciminiere e i grossi complessi industriali che riempiono la conca ternana, il tutto però immerso in un verde rigoglioso ai piedi degli Appennini che circondano la valle del Nera.



Terni, città dell'Acciaio, deve il suo aspetto attuale ad una politica industriale iniziata con i decenni successivi all'Unità d'Italia, con la volontà di creare a pochi chilometri da Roma, in un'area defilata rispetto alle coste, potenzialmente sotto tiro delle navi da guerra, di un centro strategico per la produzione di acciaio per la cantieristica degli armamenti navali, e la produzione di armi e munizioni. Il grosso impulso a questa politica fu dato dallo scoppio della prima guerra mondiale.
Successivamente, il regime fascista rafforzò questo ruolo, anche attraverso lo sviluppo della nascente industria chimica.




Il secondo conflitto mondiale, che inizialmente dette un nuovo forte impulso produttivo, segnò un momento di passaggio molto importante.
Intanto, la strategicità della collocazione geografica, essendo mutate le tecnologie e le tecniche di guerra, con il massiccio uso degli aerei, capaci di sganciare bombe ovunque, non rappresentò più un elemento di sicurezza. E la città fu profondamente colpita dai bombardamenti Alleati, con molte vittime civili.


Durante il boom economico degli anni '60, del secolo scorso, nonostante l'industria bellica sia andata subito in declino, la popolazione della città è esplosa, sia per il boom demografico sia per l'immigrazione dovuta allo spopolamento delle montagne circostanti. L'aumento della popolazione sarà costante fino agli anni '80, con il raddoppio degli abitanti rispetto al periodo immediatamente successivo al secondo conflitto mondiale, arrivando a superare i 100.000 abitanti.
Con la fine degli anni '80 anche l'industria chimica entra in crisi, e l'area prende, lentamente ma inesorabilmente, a deindustrializzarsi.

Oggi le acciaierie occupano solo poche migliaia di operai.



Omaggio alla "civiltà dell'acciaio" l'enorme pressa messa in mostra come un monumento alla storia della città, davanti alla stazione ferroviaria.



Curiosando con il mio web-in-tasca, scopro di un progetto che porta il nome di "Vivere a Terni", nato con l'intento di invogliare i romani a trasferirsi a Terni, nell'ottica di un'elevazione della qualità della vita, in un ambiente più tranquillo e vivibile rispetto alla Capitale, accanto a un netto risparmio, sia dal punto di vista del costo della vita, sia peri prezzi di abitazioni in vendita o in affitto.
Interessante.

lunedì 1 ottobre 2012

arcobaleno all'alba


Mentre Pierino, e i colli attorno, erano avvolti da una nebbia alta e in veloce dissoluzione, in valdegola, il cielo era segnato da un doppio arcobaleno.


A San Miniato Basso, sopra i tetti della scuola di Agnese, si levava un arcobaleno ancor più nitido.


Un arcobaleno all'alba. Chissà che giornata sarà?—, mi sono chiesto.


Tornando a casa, trovo Bucciano ancora avvolta nella nebbia.


Che giornata è stata oggi?
Intensa, e lunga, potrei rispondere adesso, a fine giornata, vista l'ora in cui mi ritrovo a trascrivere queste emozioni...