alba a pierino

alba a pierino

mercoledì 4 agosto 2010

noi a Roma in cinquecento, e voi?

Giornata di preparativi. Ieri ho messo in moto la 500 della mia zia Luciana.
Ho meglio, l'ho messa in moto con l'aiuto del mio meccanico, perché, ferma da almeno un anno, non ne voleva sapere, avendo la batteria completamente scarica.
Così l'ho portata in officina, e gli hanno fatto tagliando e revisione.
Oggi ho pensato di farci un giro, per farci un po' di pratica.



Che bello! Ho portato la bimba con me, e si è divertita tantissimo.




A fine giro, abbiamo scoperto che la manovella del vetro girava a vuoto, e il vetro dal lato passeggero restava giù.
Quindi di corsa dal carrozziere. Purtroppo non è riuscito a finire il lavoro, gli serve una colla.
Appuntamento a domani mattina alle 8,00.
Dopo il carrozziere noi andremo a Roma in cinquecento, e voi?

martedì 3 agosto 2010

nuovo cinema pierino

Fatta esperienza con schermi e proiettore durante il Festival, c'è venuta l'idea di invitare degli amici al "Nuovo Cinema Pierino".
Abbiamo rimontato lo schermo, lo abbiamo messo appoggiato alla parete della casa, ed abbiamo sistemato la platea sul piazzalino.
Ci siamo visti "Alice in Wonderland".





Durante la proiezione, dall'altra parte del giardino, dove avevo messo in terra un piatto con del dolce da far mangiare ai gattini, ho visto che si era avvicinata una piccola volpe.
Tutti, quatti quatti, ci siamo messi a spiarla.
Lei ci ha visti e si messa ad osservarci, per un po'.
Purtroppo non sono riuscito a fotografarla.

lunedì 2 agosto 2010

il giorno dopo...

E' lunedì.
Come abbandonato dalla risacca, mi ritrovo sulla spiaggia di inizio settimana, dopo la "Magnifica Avventura" del Festival.
Dopo il passaggio a Bucciano, dove ho raccolto gli ultimi "pezzi", e ne ho approfittato per un bagno in piscina con la bimba, mi godo la serata rivedendo le immagini del festival.
Grazie all'amica fotografa Senia Ferrante, ho potuto riassaporare quei momenti, attraverso le sue immagini del backstage, che qui riporto in un estratto.

Viene costituita la segreteria del Festival.

Si allestisce lo schermo per le proiezioni.

Si installa il proiettore.

Si provano le proiezioni.

Si espongono le foto che vengono scattate durante il Festival, come un diario immediato continuo.

Le proiezioni serali.

Lo spettacolo musicale nel cortile.

L'escursione con l'amico Giovanni.

domenica 1 agosto 2010

estemporanea fotografica a Bucciano

Oggi diario immediato.

L'amico Giovanni Corrieri alle 9,00 era già in villa.
A poco a poco sono arrivati anche i fotografi che avevano dato l'adesione alla passeggiata nei dintorni di Bucciano, per raccogliere, nelle immagini, i luoghi e le sensazioni generate da come Giovanni ci avrebbe raccontato quei luoghi stessi.
Partenza alle ore 10,30, partecipanti 5, più Giovanni ed un accompagnatore.
Si scruta l'orizzonte. Davanti a noi, al centro, la chiesa di Agliati. A sinistra Palaia e a destra Usigliano.


Prima tappa alla fonte, con lavatoio. Giovanni ci racconta la storia di Isolina. Siamo ai tempi della Grande Guerra. Isolina si promette ad un ragazzo di Bucciano, quando egli parte per il fronte. Al suo ritorno, chiede ad Isolina di sposarlo. Ma lei gli dice che nel frattempo si era innamorata di un altro ragazzo del paese. L'uomo non la prese bene. Con il fucile in braccio andò a cercare il rivale, e, trovandolo proprio vicino alla fonte, gli sparò e lasciò per sempre Bucciano, riuscendo ad evitare così anche la legge. Isolina si trovò, qualche anno dopo, l'uomo della sua vita.


Proseguiamo, la nostra meta è la villa-fattoria della Casaccia.
Lungo la strada incontriamo, sulla pendice della collina, in posizione molto prossima alla sua sommità, un pozzo, pieno d'acqua.


Quindi arriviamo ad una colonica, vuota, abbandonata, subito dopo i primi lavori di recupero.





Siamo lungo una strada "importante", ci dice Giovanni, uno dei tanti diverticoli della "Francigena". La strada percorsa dai pellegrini nel medioevo, che dalla Francia ed il nord Europa, scendevano a Roma, non aveva un unico, fisso e definito tracciato. Lungo un asse principale, di diramavano e si intersecavano una copiosa rete di strade parallele o alternative, lungo le quali, comunque, i pellegrini potevano trovare ospitalità. E spesso venivano preferite alla via principale, perché meno affollate, permettendo più facilità di trovare alloggi e vitto, ma anche risultando più sicure, perché meno battute anche dai malfattori e dai banditi.





Lungo la strada: fossili, ossa ed altre presenze.




Il panorama si apre verso la valle della Chiecina. —Questo era un mondo. Tutto iniziava e finiva qui.—, ci racconta Giovanni, condendo il tutto di aneddoti e nomi. Soprattutto nomi di luoghi.


Passiamo vicini al luogo dove era edificata la Chiesa di Santa Barbara, antica pieve e podesteria lungo questo diverticolo della Francigena, ma di cui oggi non restano che frammenti di mattoni sparsi sul terreno. Non ci passiamo, ma ci dirigiamo subito verso il podere di Savigliano.
Il podere di Savigliano era sorto attorno ad una casa torre dell'XI secolo, appartenente al sistema di avvistamento e difesa del Castello di Bucciano.









Da Savigliano diamo un occhio alla pista del motocross, da cui sale il rumore delle moto.

E' quasi mezzogiorno, o torniamo indietro adesso, a piedi, oppure, se vogliamo arrivare fino alla Casaccia, ci dobbiamo far venire a prendere, se vogliamo pranzare ad un'ora decente. Per fortuna possiamo possiamo contare sulla seconda opzione, quindi proseguiamo.



Giovanni ci racconta la storia di MantoNero, cavaliere medioevale di questi luoghi. Mi chiedo cosa sia più affascinante, la storia o la narrazione gesticolata di Giovanni.





La Villa della Casaccia è in ristrutturazione. Ci possiamo entrare anche dentro.




Vicino ad essa c'è una grotta, che ha le forme di una tomba etrusca.


Francesco ed Elisabetta vengono a prenderci alla Casaccia, in circa 2 ore abbiamo percorso circa 4 km.