sabato 20 febbraio 2016
venerdì 19 febbraio 2016
fermarsi per un arcobaleno
Basta poco,
a volte basta trovare
il tempo di fermarsi
per qualche istante,
il tempo sufficiente
per raccogliere un'emozione.
giovedì 18 febbraio 2016
mercoledì 17 febbraio 2016
viaggiare con la pioggia
Eravamo abituati a giocare a fare finta,
immaginare di fare le cose più diverse.
Come costruire un razzo
per poter poi volare lontano.
Sognavo di andare nello spazio,
ma ora sono qui,
a guidare con la pioggia.
martedì 16 febbraio 2016
l'esondazione dell'Egola
Questa mattina, dopo una lunga notte di pioggia, la strada che collega La Serra a San Miniato è stata interrotta dall'esondazione del fiume Egola.
lunedì 15 febbraio 2016
il plastico San Giuliano, un'opera fantastica
Lo scorso 2 febbraio, sul treno per Milano, sul numero di gennaio della rivista delle Frecce, noto un'immagine a tutta pagina in cui si mostra un plastico di ferro-modellismo.
Un piccolo trafiletto parla di un plastico di 200 metri quadrati.
C'è un indirizzo web. Con il mio web-in-tasca vado a curiosare e scopro l'incredibile.
Poi, navigando ancora, trovo notizie sul Corriere Fiorentino.
Viene fuori una storia fantastica di passione ed amicizia, nata nel 2001.
Sul sito trovo il modo di contatti. Invio subito una mail.
Il giorno seguente mi rispondono già. Mi danno un numero di telefono, chiamo e fissiamo subito per una visita. Di fatto, il plastico non è ancora aperto al pubblico. Organizzano una visita al mese per un gruppo di 15 persone al massimo. La fortuna vuole che riesco ad entrare nel gruppo programmato per ieri mattina.
Il plastico è all'interno di una porzione di un capannone industriale alla periferia di Scandicci, a pochi chilometri dall'uscita di Lastra a Signa sulla FiPiLi.
L'impatto emotivo è forte, per quanto è impressionante l'estensione del plastico, che poi cresce ancora, man mano che inizia la visita e si intraprende il percorso che gira attorno ai quattro blocchi, collegati tra loro, in cui è diviso il plastico.
La storia ha inizio dal Dreoni, storico negozio fiorentino di giocattoli. Con due collezionisti che si contendono gli ultimi arrivi di modellismo ferroviario, che finalmente si incontrano e si conoscono. L'ufficiale della Marina in pensione Carlo Bandolini d'Adda e l'imprenditore della moda Giuseppe Paternò di San Giuliano, marito di Fiamma Ferragamo.
Il gruppo si allarga con Vito D'Amico, e decidono di costruire un plastico insieme, unendo materiale, possibilità e passione. Così Giuseppe Paternò di San Giuliano mette a disposizione uno dei suoi capannoni e in circa 4 anni costruiscono una serie di linee ferroviarie su di un piano rialzato da terra di circa 1,80 m, per poter lavorare comodamente sotto nella realizzazione degli impianti.
Ma presto si rendono conto che la cosa sta prendendo una forma che potenzialmente potrebbe diventare "galattica". E consci della necessità di affidarsi a degli esperti, il gruppo si allarga con l'ingresso di altri amici.
La cosa più impressionate è forse la cura con cui è stat realizzata la stazione ferroviaria, ma sparsi per tutto il plastico ci sono centinaia di personaggi in miniatura, in cui sono sicuro che si trova tutto il catalogo Noch.
Ogni centimetro quadrato è stato realizzato con una cura del dettaglio incredibile. Alla fine, i treni in movimento sembrano far da cornice al paesaggio e non viceversa.
domenica 14 febbraio 2016
il carnevale di San Gimignano
Domenica a San Gimignano, dove, tra piazza del Duomo e piazza della Cisterna, nel giorno di San Valentino, si festeggia ancora il Carnevale.
sabato 13 febbraio 2016
venerdì 12 febbraio 2016
bagliori all'alba
Le prime luci del giorno
rivelano i contorni della Val d'Egola.
Con i primi raggi del sole
che tagliano l'azzurro
e sembrano scontarsi, colpire,
una grossa nuvola,
ed un forte, bianco bagliore
esplode nel cielo.
giovedì 11 febbraio 2016
il Castello di Pergolato
Il Castello, che si trova a pochissimi minuti dall'uscita di Bargino sulla superstrada Firenze-Siena, fu costruito sulle fondamenta di un insediamento romano nel X secolo dalla famiglia Buondelmonti, che governò l'area circostante come Visdomini imperiale.
Tra il 1450 e il 1500 l'edifico da castello porticato fu trasformato in villa.
mercoledì 10 febbraio 2016
le storie e le verità
Una piccola edicola appoggiata in terra, con la base in pietra e la tettoia in metallo, ed è chiaro che è stata risistemata di recente. Dentro l'edicola un lapide di pietra, un marmo biancastro a forma di libro aperto, che porta una foto, un nome e due date. Tutt'attorno, in più vasi, fiori di plastica. E ad osservare intorno, la sensazione di essere in luogo dove è accaduta la Storia.
Il nome è Pietro Nuti, la data della morte il 25 ottobre 1943.
Sono i giorni che seguirono l'8 settembre, l'armistizio tra il Regno d'Italia, rappresentato dal Governo Badoglio in esilio a Brindisi, e le truppe Alleate, già sbarcate in Sicilia in luglio, e a Salerno proprio all'indomani dell'armistizio.
Il fronte è ancora lontano, ma tutto è già cambiato.
La prima cosa che penso è di essere difronte la luogo dove è stato ucciso un ragazzo di ventotto anni, forse perché renitente alla leva della Repubblica Sociale.
Chi ci accompagna mi smentisce. Mi racconta una storia diversa. Di cinque soldati, alcuni Americani altri Inglesi, nascosti nei poderi della zona. Gli chiedo cosa ci facevano, come c'erano arrivati fin qui, con il fronte ancora nell'estremo sud Italia.
Lui mi spiega che erano stati paracadutati.
Poi racconta che in questo podere tenevano nascosto un ufficiale americano, che doveva essere il capo della pattuglia.
— C'erano state delle spiate, e una squadra delle Brigate Nere rastrellava i poderi. L'americano stava col sonno leggero, stava sempre in allerta. Sentì la camionetta arrivare e scappò giù per il bosco. Il Nuti invece era assonnato. La sera prima era stato a fare all'amore dalla fidanzata, al Saragiolo. Sarà tornato dopo mezzanotte, che dal Saragiolo a qui, per il bosco, ci vuole più di un'ora.
I fascisti arrivarono all'alba. L'americano fece in tempo a scappare, ma il Nuti no, lo freddarono qui sotto - indicando un fossato che scende a valle.
L'americano si rifugiò in un altro podere, giù sul Fiora. Ma il giorno dopo il contadino l'ammazzò lui, e prima di darlo ai fascisti gli cavò i denti d'oro. —.
Si commenta la cosa, e si riflette.
In serata, scrivendo qui sul blog, cerco sul web di questa storia.
Trovo un piccolo trafiletto:
"25 OTTOBRE A Santa Fiora (zona) un reparto di militari della
RSI effettua un rastrellamento per catturare prigionieri australiani evasi.
Uccide un civile, Pietro Nuti, che sta fuggendo armato."
martedì 9 febbraio 2016
la cantina di Antinori a Bargino
Percorrendo la Superstrada Firenze-Siena, in prossimità dell'uscita di Bargino, si notano due incisioni, strette e lunghe, sulle pendici di una collina coltivata a vigneto
E’ questa la Cantina del Chianti Classico Marchesi Antinori, nuovo quartier generale della storica Casa fiorentina, inaugurata, dopo sei anni di lavori, nell'ottobre del 2012.
Progettata dall’architetto fiorentino Marco Casamonti, la struttura è completamente interrata nella collina, disposta su più piani per consentire la vinificazione “per gravità”, per una capacità produttiva di circa 2,5 milioni di bottiglie all'anno.
A partire da febbraio del 2013, la
Cantina è aperta al pubblico che,
attraverso visite guidate, ha modo di ammirare la particolare struttura e seguire i
lavori della produzione.
All'interno si trovano anche un ristorante, una bottega dei sapori, una libreria, un museo ed un auditorium
per 250 persone.
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