alba a pierino

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mercoledì 28 agosto 2013

vacanza a Barcellona - il giorno più lungo


Abbiamo già preso il ritmo di qua. Come si va a letto tardi, tardi ci si alza.
Comprendiamo che la cosa è influenzata anche da un fatto fisico, in realtà tra Spagna ed Italia ci sarebbe un fuso orario di differenza, in quanto geograficamente la Spagna si trova nell'area dell'UTC 0, con Barcellona che si trova quasi sul meridiano di Greenwich. Tra Bari e Siviglia ci sono circa 30°, cioè circa 2 ore di differenza.
Solo per convenzione in Italia ed in Spagna gli orologi segnano lo stesso orario.

Nonostante ciò, resta comunque difficile per quale motivo la partita di questa sera, la finale di SuperCoppa di Spagna, si giocherà a partire dalle ore 23,00. Un orario da Appassionati più che da partita di cartello.

Così mi accordo, nel realizzare questo post, che la prima foto che ho scattato oggi, porta l'orario delle 12,16.
La nostra visita della città riprende da dove avevamo lasciato ieri notte, dall'area dello stadio dove si sono svolte le Olimpiadi del 1992.


Entriamo dall'area monumentale, il piazzale-parco-viale che conduce allo Stadio Olimpico Lluis Companys, il Palau Sant Jordi, e le Piscines Bernat Picornell.
Linee che riportano agli ambienti classicheggianti dell'antica Olimpia, tra colonnati, porticati, giardini, vasche e fontane. Tutto ben tenuto, pulito, ma soprattutto vissuto non solo dai turisti ma soprattutto dagli abitanti della città, che ne fanno luogo di relax ma anche di lavoro, avendoci trovato il set di un fotografo di moda.




Il Palau Sant Jordi è chiuso, probabilmente dovranno ancora terminare il ripristino dell'area di gioco dopo che per i recentissimi mondiali di nuoto era stata allestita sopra al parquet una piscina di misure olimpioniche per le gare, ma lo stadio Olimpico è aperto gratuitamente per le visite.



La collina del Montjuic ospita molto altro. Dallo stadio si raggiunge in pochissimi minuti il Museo d'arte Contemporanea, dal cui piazzale d'ingresso di gode una bellissima vista sulla città.




Vicino alla stazione di partenza della cabinovia per la fortezza che sovrasta la collina del Montjuic, c'è la Piscina Municipale, che ha ospitato le gare di tuffi delle olimpiadi del '92 e dei recenti mondiali di nuoto. La tribuna consente una magnifica vista sia sulle vasche, che sulla città.
Indimenticabili le immagini dei tuffatori che si gettano in acqua avendo sullo sfondo le guglie in costruzione della Sagrada Familia.


A las cinco de la tarde, visita a "La Monumental", una delle plazas de toros più importanti di Spagna, inaugurata nel 1914.
Si trova molto vicina alla Sagrada Familia, a poche centinaia di metri, all'incrocio tra la Gran Via de les Corts Catalanes e la carrer de la Marina.



Al suo interno si trova il Museo Taurino di Barcellona, dove sono esposti gli abiti di famosi toreri, teste di tori celebri, documenti storici e altri oggetti relativi al mondo della tauromachia.





L'Arena Monumental, un edificio in mattoni il cui stile è un miscuglio di Mudéjar e di bizantino, è grande 10 mila metri quadri ed è di proprietà dell’allevatore taurino Pedro Balañá, con una capienza di 25 mila persone.
Il monumentale è la scena di eventi musicali o di circo.
Il 25 settembre del 2011 qui è andata in scena l’ultima corrida della Catalogna. Tre famosi toreri hanno sfidato sei imponenti tori davanti ai ventimila spettatori presenti, che commossi ed entusiasti hanno assistito all’atto finale del più antico spettacolo spagnolo.
Una legge del parlamento autonomo della Catalogna, a partire dal primo gennaio del 2012 vieta le corride nella regione.
Da allora qui si svolgono concerti e spettacoli circensi, ma molti si domandano del futuro di questa arena, situata al capo opposto della Gran Via dove l'altra plaza de toros della città, l'Arenas de Barcelona, è stata trasformata in un centro commerciale.



Sono le 18,30 quando dopo una lunga ma piuttosto veloce fila per fare il biglietto, entriamo alla Sagrada Familia, per visitarla.
Il primo passaggio è un plastico collocato davanti al portone d'ingresso, in cui è rappresentata la basilica. Di colore scuro sono le parti ad oggi, dopo oltre cento anni di lavori, quelle realizzate. In chiaro le parti ancora da realizzare.


Il comitato che preside alla realizzazione, auspica che l'opera potrebbe essere completata, nella migliore delle ipotesi, per il 2032, a 150 anni dalla posa della prima pietra, tuttavia il procedere dei lavori continua ad essere discontinuo e a dipendere in larga parte dall'afflusso delle donazioni.
Nonostante gli oltre tre milioni di visitatori che si contano ogni anno, portano nelle casse del comitato circa 40 milioni di euro.





Rispetto alla mia ultima visita al suo interno, avvenuta nel giugno dello scorso anno, l'interno della basilica è sempre più completato, e pienamente fruibile, grazie anche alla definitiva collocazione della porta principale.
Porta che chissà quando sarà mai utilizzata, visto che il progetto prevede, per la realizzazione del sagrato e delle scalinate d'accesso, si dovrà demolire l'isolato di edifici presenti a sud della basilica.



Questa volta è stata l'occasione per visitare il museo che è stato allestito al disotto della basilica, che raccoglie progetti e plastici serviti alla costruzione.


Alla fine siamo tra gli ultimissimi ad uscire dalla basilica, su insistente invito del personale di servizio.
Gustandoci il piacere di passeggiare per una basilica ormai completamente deserta.


Stamani ci sembrava lontanissimo arrivare all'ora della partita, ed invece ci siamo trovati a correre prima per la città, per passare in Hotel a cambiarci, e poi attorno allo stadio per cercare posto dove parcheggiare l'auto.


Varchiamo i cancelli dello stadio che sono le 22,30.



Il Camp Nou è già piuttosto pieno.
Noi abbiamo due posti al terzo anello, nel settore di fianco alla tribuna coperta.
Attorno a noi gente da tutta Europa, anche oltre.




Il primo tempo è avvicente, con il Barcellona che attacca insistentemente, e l'Atletico che resta chiuso, disposto su di un 4-4-2 che sembrano gli omini del biliardino, pronto a gettarsi in contropiede.



Nell'intervallo innaffiano il campo, ma il secondo tempo è più tattico, e Messi sbaglia anche un rigore.



Lo 0 a 0 finale è comunque sufficiente al Barcellona per aggiudicarsi la SuperCoppa di Spagna, grazie all'1 a 1 di Madrid della scorsa settimana.



martedì 27 agosto 2013

vacanze a Barcellona - operazione autografo blaugrana


Agnese ha un idolo sportivo, che si chiama Leo Messi, e una grande simpatia per la squadra del Barcellona. Così lo scopo principale di questa vacanza è farsi fare un autografo da Messi e dai suoi compagni di squadra, e vedere giocare il Barça al Camp Nou.


Di buon ora raggiungiamo la Ciutat Esportiva Joan Gamper, il centro sportivo sede degli allenamenti e dell'accademia del Barcellona. Si trova a Sant Joan Despí, un quartiere periferico a ovest della città, abbastanza vicino dall'Hesperia Tower Hotel dove siamo albergati al dodicesimo piano.


Contiamo di trovarci la prima squadra. Ma l'addetto alla guardiania ci dice che oggi Messi e compagni non verranno ad allenarsi qui, ma che si alleneranno nel pomeriggio al Camp Nou. Quindi ci dirigiamo lì.


L'ingresso al Museo del Barca costa 23 euro a testa. Cogliamo anche l'occasione per farci stampare il biglietto, già acquistato via web, per la partita di domani sera, la finale della SuperCoppa di Spagna, tra Barcellona e Atletico Madrid.



La rassegna dei trofei si apre con la prima coppa vinta dal Barcellona, nel 1901, e si chiude con le quattro coppe dei campioni. Il museo è composto di grandi sale in cui con teche, bacheche, ma soprattutto schermi, raccontano gli oltre cento anni di storia del club, con una particolare enfasi dell'ultimo quinquennio, l'era Messi.





La vista delle tribune con quasi centomila posti a sedere, e l'erba del campo, sono una bellissima emozione.





Come emozionante è percorrere il corridoio che dagli spogliatoi immette nel recinto delle panchine, e da lì in campo.




Risaliamo le tribune fino al terzo anello, alle cabine dei telecronisti, dove gli schermi trasmettono spezzoni di telecronache in diverse lingue del mondo.





Parliamo con degli addetti allo stadio per raccogliere informazioni sull'orario dell'arrivo dei giocatori. Ci dicono che alle 18 l'accesso al campo verrà chiuso perché i sarà la presentazione ufficiale dello sponsor, e che i giocatori dovrebbero arrivare allo stadio attorno alle 17.
Andiamo dagli addetti alla sicurezza, che ci indicano il cancello dal quale entreranno le auto con i giocatori. E li ci mettiamo appostati.



Alle 17 in punto arriva l'auto di Puyol, che, trovando il cancello chiuso, si ferma sul marciapiede. Ad aspettarlo ci siamo noi ed altri tre ragazzi. Agnese si porta di fianco all'auto e mostra a Puyol il suo foglietto per l'autografo. Lui tira giù il finestrino, prende il foglietto e la penna dalle mani di Agnese, ci scrive sopra il suo nome e glielo rende, richiude il finestrino ed entra dentro al cancello per poi infilarsi nella rampa che conduce al parcheggio sotterraneo.



In pochi minuti al cancello si assiepano decine di persone, tanto che gli addetti alla sicurezza mettono anche delle transenne. Messi è il secondo ad arrivare. Il cancello è aperto e lui neppure si sofferma.
La gente aumenta, adesso invade anche una parte della strada. E' già un'impresa riuscire a riconoscere i giocatori dietro i vetri scuri delle loro auto, figuriamoci poter pensare di raccogliere qualche altro autografo.
Alla fine Agnese sarà l'unica ad esserci riuscita tra tutti coloro che erano li presenti per lo stesso scopo.


Alle 19, finita la presentazione dello sponsor, Puyol se ne va, mentre gli altri giocatori sono in campo ad allenarsi.


Lasciamo lo stadio che è notte, con il cielo tuona e minaccia pioggia.


Per tornare all'Hotel faccio la strada più lunga immaginabile.
Percorriamo tutta l'Avinguda Diagonal, oltre Plaça de les Glòries Catalanes, superata la Torre Agbar, illuminata dei colori del Barça, prendiamo la Ronda del Mar fino alla rotonda, con semafori di Plaça Drassanes, per proseguire per l'Avinguda Paral·lel, e a Plaça de Espanya siamo saliti all'Anillo Olimpico del Montjuic.


Ammirato lo stadio Olimpico di notte, siamo scesi alla Gran Via in fondo alla quale, in direzione aeroporto, c'è la nostra camera all'Hesperia Tower Hotel.