alba a pierino

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lunedì 5 marzo 2012

l'affissione del "6x3" del BuccianoFotoDiarioFestival





Eccoci alla vigilia del grande evento organizzato assieme agli amici del Comitato Organizzatore del BuccianoFotoDiarioFestival.


Oggi il Comitato Organizzatore del BuccianoFotoDiarioFestival ha sostituito di nuovo il "6x3", la gigantografia che esponiamo sotto i Loggiati di San Domenico in San Miniato, con la quale proponiamo il nostro contributo agli eventi che animano la cittadina.
Durante le ultime feste natalizie, avevamo partecipato all'iniziativa, promossa dalla ProLoco, "presepi sulla collina", con il nostro presepe fotografico, che fu peraltro premiato da La Nazione.
A fine gennaio abbiamo affisso il nostro carnevale fotografico, in occasione del carnevale cittadino ed il carnevale dei bambini di San Miniato Basso.
Oggi abbiamo affisso la nostra terza gigantografia, sempre sei metri per tre, dedicata all'8 marzo, festa della donna. Come omaggio a tutte le donne, a tutta quella bellezza che trovano nell’essere piuttosto che nell’apparire.
Anche in questa occasione, il set fotografico è stato allestito in un luogo molto significativo, parte stessa del racconto che l'immagine traccia attorno al tema che l'ha generata.
Dopo la cappella della fattoria del Palagio, con i suoi particolari collegamenti storici con i luoghi della natività. In quanto realizzata dai discendenti di Pazzino de' Pazzi, il cavaliere che per primo salì sulle mura di Gerusalemme durante la prima Crociata.
Dopo la piazza del Castello di Montebicchieri, con le sue memorie legate ai giochi di bambini d'altri tempi. Per le feste che all'epoca della civiltà contadina si svolgevano davanti a questo piccolo castello della val d'Egola. Una sorta di paese dei balocchi del tempo.
Questa è la volta del soggiorno di un palazzo storico di San Miniato, abitato da una figura rappresentativa di quell'essere donna "che sa e che fa", l'architetto Anna Braschi.
Abbiamo raccolto quattro generazioni di donne sanminiatesi, che in questo soggiorno hanno dato vita ad un momento di magia femminile.
Il "meccanismo" sta diventando sempre più collaudato. Io ci metto l’idea, l’organizzazione, il coinvolgimento di luoghi e persone, Francesco Sgherri ci mette la sua professionalità nello scatto dell’immagine, Irene Campinoti ci mette tutta la sua creatività femminile per la grafica e la sintesi dei messaggi. Fabio Frangini ci mette tutto quello che manca.
Nelle altre due esperienze non avevamo mai fatto una presentazione ufficiale, limitandosi alla sola affissione della gigantografia, che da quasi tre mesi colora i loggiati di San Domenico, ed incuriosisce i passanti.

Questa volta, un po' perché il tema è molto particolare, un po' anche come momento ed occasione di crescita, nostra, abbiamo pensato di dare ufficialità all'evento.
Ma anche come occasione e pretesto per riattivare lo spazio del vecchio Frantoio di San Domenico.
Abbiamo realizzato una mostra fotografica che ripercorre un po’ tutti i passaggi principali che hanno portato alla realizzazione dell’opera. Dai primi sopralluoghi a Casa Braschi, all’allestimento del set fotografico con gli scatti del backstage, fino ai passaggi di post produzione e all’affissione sotto i loggiati.
Inoltre, per noi, è anche un modo per rendere omaggio a tutte le persone al difuori del nostro gruppo, che abbiano coinvolto fin dalla fase di elaborazione dell'idea.






Oggi pomeriggio, con l'aiuto di Ivo, l'attacchino di San Miniato, abbiamo affisso la gigantografia, il cui titolo è: “Bella la donna che sa e che fa. Dai pizzi alle Winx, ogni donna ha la sua magia da esprimere.”.


Dopo cena, fino a tarda notte, abbiamo sistemato i locali del Frantoio di San Domenico, allestendo lo schermo dove, domani sera, verranno proiettati i video del backstage di Irene Campinoti “Bella la donna che sa e che fa”, e “Se non ora quando”, realizzato dal gruppo "Se non ora quando" di San Miniato.
E davanti al quale Andrea Mancini e Lapo Ciari (TerritorioTeatro), accompagnati da Alessia Baldinotti, leggeranno “Sirene”.


Fabio e Francesco hanno montato la Mostra Fotografica dal titolo: “Il backStage del 6x3”.




La mostra fotografica resterà aperta fino a domenica 11 marzo.

domenica 4 marzo 2012

domenica a pranzo alla Locanda Cupelli


Metti un gruppo di amici, che ogni tanto sente il bisogno di radunarsi.
Così, semplicemente, perché vedersi un po' alla volta è bello, ma tutti insieme sa che ha un'altro sapore.


L'occasione è quella, per i più, di sperimentare la cucina a "filiera corta" della Locanda Cupelli.
32 a tavola.




L'antipasto con finocchiona, prosciutto crudo, rigatino e salame, accompagnato da crostini con i fegatini, salsiccia e stracchino, frittatine con le verdure, e poi ancora peperoni e melanzane sottolio.
Ravioli ripieni di ragù al coniglio, in burro e salvia, e penne alla amatriciana come primi.
Bistecca ai ferri e un fantastico coniglio fritto per secondi.
Verdure dell'orto, rigorosamente di stagione, broccoli e cavolo con le patate, come contorni.

sabato 3 marzo 2012

l'uomo del faro, al frantoio della Briccola


L'atrio del palazzo Del Campana Guazzesi fa da foyer-biglietteria dello spettacolo che gli amici di TerritorioTeatro, Lapo Ciari ed Andrea Mancini, mettono in scena nel Frantoio della Briccola, trasformato quest'anno in antro delle meraviglie.




L'attesa è interrotta da un’improbabile guida che ci invita, come si fa ad una comitiva di turisti, a visitare un vecchio faro.
La comitiva di turisti-spettatori si incammina lungo via Maioli, come fosse un sentiero sulla scogliera di Prodica, e viene condotta al faro-frantoio.




Qui, improvvisamente, mentre il pubblico si dispone, lo spettacolo inizia, e la struttura di scena prende forma e vita, pian piano che la storia prende corpo.





E' la storia di un uomo a strapiombo su se stesso. Perché dentro di ciascuno, quasi sempre c'è un'ombra che copre, nasconde, agli altri, come a se stessi, frammenti che non si vogliono ricordare, e che non si è riusciti a rimuovere.
Il figlio del vecchio guardiano del faro, ritorna nel luogo della sua giovinezza, rivive suo padre, la storia della sorella perduta, e resta in bilico tra paura, tanta, e la speranza, vaga.
L'intreccio di fili su cui ricostruisce il faro, è popolato di oggetti. Come segni, e pesi, di tante inestricate storie, di tante inestricate vicende, di tante inesplicate voci, che si accavallano, e confondono il tempo, di cui si perde il filo originale.









La trama dello spettacolo nasce da un articolo di cronaca apparso sui giornali, che denuncia lo stato di abbandono di un faro dell’isola di Procida.
Per poi prendere corpo nelle memorie del figlio del vecchio fanalista, che, tornato a visitarlo dopo tanti anni, colpito dallo stato di abbandono del luogo dell'infanzia, viene travolto nei sentimenti dal rivivere i ricordi del suo passato. I faro gli appare così trasformato, che quel passato acquista, ai suoi occhi nuovi, una dimensione tra sogno e realtà.








“L'uomo del faro”, nella sua semplicità scenica, dove l'azione scenica è tra il pubblico, con gli spettatori che assistono e si trovano partecipi a loro malgrado, tra gli oggetti in movimento, spesso da dover schivare, e la fisicità dei gesti dell'attore, è la sintesi del teatro che Mancini ha fatto in oltre quarantanni di lavoro.
Che trasmette grande forza poetica, la dove usa l'ironia per condire e dare sapore al dramma del vivere.




L'ambiente, le luci, la gestualità di Lapo, la storia, trovo tutto così coinvolgente che alla fine dello spettacolo mi ritrovo con più di 150 scatti fotografici, tra i quali, stasera, ho fatto molta fatica a scegliere una selezione da pubblicare qui sul mio blog.



venerdì 2 marzo 2012

tramonto su Cigoli


Le giornate sono già sensibilmente allungate.
Stasera, scendendo da San Miniato a La Catena, ho visto il sole gettarsi dietro la collina di Cigoli.
Mi è montata subito un'irrefrenabile voglia.
Mi scappava così forte di fotografare, che mi sono fermato.



giovedì 1 marzo 2012

caprioli nella nebbia


Stamani,
poco dopo l'alba,
nel fondo valle affogato nella nebbia,
una coppia di caprioli correva.