alba a pierino

alba a pierino

lunedì 10 ottobre 2011

sera fresca d'ottobre


Il cielo,
in questo tardo pomeriggio d'ottobre,
si tinge presto, e forte.


La brezza leggera
che pettina le prime foglie
che si vanno colorando,
abbassa la temperatura,
e sparge silenzio.


Il bosco appare ammutolito,
e si tinge man mano di nero,
degradando al rosato
verso l'orizzonte,
come le nuvole
che sfilano nel cielo.

domenica 9 ottobre 2011

il palio del papero di Balconevisi


Anche qui, in questo piccolo, disperso, microcosmo sistemato sull'orlo del mondo, arrivano i tentacoli dell'Impero.
E una festa di popolo, sacra e profana come ogni manifestazione che nasce anche nelle più piccole comunità, ha rischiato di essere cancellata.
L'Impero, così indaffarato nel trovare la soluzione ai mali del mondo, ha avuto il tempo ed il modo, giustamente, vista la proporzione e la risonanza di questa festa paesana, di organizzarsi per vederci chiaro. Per documentarsi ed intervenire per capire come si svolge il palio del papero di Balconevisi, paese di poco più di cento anime sui crinali a sud dell'Egola.
Nel marzo scorso, il ministro al Turismo, la signora Brambilla, ha pensato giusto di dire basta ai palii e alle feste popolari che comportino il maltrattamento degli animali. Giusto, magari, proprio ai fini di una maggiore promozione turistica dei piccoli centri.
Personalmente ritengo che ci sia una sostanziale differenza tra la tauromachia e le "corse" che coinvolgono animali. Che mettere sullo stesso piano lo spettacolo che si svolge in una corrida, e quello che avviene ad esempio in Piazza del Campo, è, per me, assolutamente strumentale. Usato da qualcuno esclusivamente per imporre personali convinzioni sull'ordine delle cose terrene.
In una corrida l'uccisione dell'animale, e quindi il suo maltrattamento, è scontato perché elemento, conclusivo, della corrida stessa. In una corsa di uomini che montano cavalli, il ferimento o la morte dell'animale è da considerarsi un'eventualità, più o meno remota, anche in relazione, se si vuole, alla eventuale pericolosità del campo di gara.
Si può discutere su quanto sia "etico" usare un'essere inconsapevole per il divertimento popolare?
Certo, che lo si può discutere, ma non senza aver prima conosciuto e considerato i motivi che sta dietro a ciascuna di queste manifestazioni.


Con oggi, sono ventinove anni che si svolge questa festa. Magari pochi, se si pensa che ci sono feste ultra centenarie.
Ma è bene conoscerne la storia.
Balconevisi era un piccolo borgo-fattoria, sul crinale di una collina, a cui si sale che una strada che termina li.,
All'inizio del secolo scorso contava circa 600 abitanti, e che ha perso 20 dei suoi ragazzi sul fronte della grande guerra.
Tra gli anni '50 e '60, con la fine della mezzadria e le concerie che si andavano diffondendo a Santa Croce sull'Arno e Ponte a Egola, il paese si è spopolato dei suoi giovani.
Alla fine degli anni '70, in paese erano rimaste solo poche decine di famiglie, per lo più solo di anziani.
All'inizio degli anni '80, con qualche famiglia che tornava ad abitarci, hanno pensato di ridare vita al paese organizzando una piccola sagra con i tartufi che si trovano su queste colline, e pochi anni dopo, legandola alla festa della parrocchia, hanno iniziato a disputare un palio tra i quattro rioni in cui è diviso il paese e il suo immediato vicinato.
Scelsero, per la disputa del palio, di rendere una gara, un gioco che tutti i bambini che abitavano in campagna facevano, quello di correre dietro le oche papaline attorno al cortile.
L'ho fatto anch'io.

L'Impero, questa limpida e tiepida domenica d'autunno ha pensato bene di convocare i suoi rappresentanti sul territorio, e inviarli quassù a capire se c'erano le condizioni per dire basta a questa festa popolare.

Carabinieri e rappresentanti del servizio veterinario dell'ASL si sono presentati per le loro verifiche, ed è iniziata una "trattativa" con i ragazzi del Comitato del Palio, con la mediazione del Sindaco.
Mentre, nel frattempo, la folla si andava assembrando all'ingresso del campo sportivo, dove si doveva disputare la corsa dei paperi.

Alla fine ha prevalso il buonsenso, e il palio si è disputato.










Ha vinto il rione Buecchio.
Il mio potrei dire, visto che abito a poche centinaia di metri di bosco proprio da quel vecchio gruppo di case.






Un pensiero mi è venuto, riconsiderando tutta la giornata.
Un aspetto positivo è senz'altro emerso.
C'è stata da parte di tutti, una maggiore attenzione al rispetto delle regole della gara, che vietano di spingere o percuotere l'oca se essa non vuol correre. Non ce n'è bisogno, perché la gara si svolge con il metodo della staffetta. Quando l'animale si ferma, può essere cambiato con un'altra oca. Ogni rione, infatti, partecipa con due oche.


sabato 8 ottobre 2011

cronache dall'orlo del mondo


Spesso, parlando con amici, che magari non conoscono San Miniato, o, tanto meno, La Serra e la Val d'Egola, descrivo i luoghi dove abito, come un microcosmo che si trova sull'orlo del mondo.
L'ufficio postale aperto qualche giorno alla settimana, una bottega di alimentari, una macelleria dove vengono a comprare la carne da fuori, un'agraria con quello che serve per l'orto, ma anche per la casa, e poi?
E poi una lunga cresta di colline ai lati. Verso nord San Miniato e la Valdarno, verso sud, una sequenza senza soluzione di continuità di colline coperte di boschi sterminati, fino a Volterra, e poi più giù fino all'Amiata, che a volte si scorge nelle giornate più terse.

E' come sentirsi davvero ai bordi della vita sociale che muove il mondo civile.
Guardi l'Appennino e le Apuane e vedi il riverbero delle luci delle città, delle auto in movimento, ti volti dall'altra parte e vedi l'immobilità delle stelle.

Erano diversi giorni che mi ripromettevo di fotografare un segno tangibile di questa condizione di bilico tra il mondo conosciuto e l'ignoto.
Come in ogni zona di trapasso, i segnali diventano disturbati, si distorgono, si modificano per diventare qualcos'altro, anche la lingua o le regole dell'altro mondo.
Stamani l'ho fotografato.

Giorni fa hanno ritinteggiato le strisce dell'incrocio. E credo che l'effetto distorsivo della situazione di trapasso, qui sull'orlo del mondo, abbia mescolato un po' i segnali tra qui e di là.


Per adesso lo hanno corretto secondo le leggi del mondo civile...

venerdì 7 ottobre 2011

piove e c'è il sole


Quella che doveva essere la pioggia che portava con se il freddo, ha tolto solo un po' di polvere, ma mi ha anche riportato alla memoria una vecchia cara filastrocca.


Piove e c'è il sole
la signora coglie un fiore;
e ne raccoglie un cestino
per donarlo al suo bambino.

Ma ne coglie uno di meno
perché poi venga il sereno;
e ne coglie una paniera
per lasciarli a primavera;
e ne coglie un panierino
per il suo dolce caro piccino.

giovedì 6 ottobre 2011

nuvole notturne


Notte di tempo che cambia,
di nuvole che viaggiano in un'aria tiepida.


Qui l'aria appare immobile,
ma su, nel buio notturno,
di stelle e di una luna crescente, bianca e lucente,
deve essercene di vento, e tanto.

Che spinge le nuvole a passar veloci.

Come in un trasloco frettoloso,
come in una grande operazione.


Su, presto!
C'è poco tempo!


Domani il cielo deve essere tutto ingombro,
pronto alla pioggia che tutti dicono deve cadere,
che tutti aspettano,
a titolo e copertina di un autunno
che è già un po' che molti vorrebbero veder arrivare.


Osservo, ammiro e fotografo, a mano libera...

mercoledì 5 ottobre 2011

prime nebbie d'autunno



Con le giornate che si fanno sempre più corte, anche l'alba avanza,
con il sole che sale pian piano, accompagnando le mie discese da Pierino.

Con l'avanzare dell'alba, anche l'umidità della notte di dissolve più tardi.
Avvolge con il suo sottile manto, contorni e cose.



Modifica i rumori, li ovatta, li allontana ancor di più.
Bagna l'erba e le foglie, ne cambia odore e colore.



Lava e ravviva i gialli, i verdi corposi, e comincia a rivelare i primi rossi.


Le prime nebbie, che non sono quelle fitte fitte dell'inverno,
ma soffici gocce d'acqua che sfuocano i contorni, fondono le immagini,
trasfigurano un vero che più tardi, un sole più caldo e alto svelerà.

In questi attimi, veloci e di transito tra la notte ed il giorno,
come il momento della sorpresa di un saluto inatteso,
si compie una magia, si accenna un arcobaleno.

Come il mago che alzando il suo foulard,
ti abbaglia con un lampo e ti fa apparire davanti agli occhi
un'immagine che va oltre la tua fantasia.

martedì 4 ottobre 2011

segnali d'autunno


Non sembra.
Ingannati da queste calde giornate, così strane ed estemporanee se si guarda il calendario.
Con giornate di inizio ottobre calde e limpide.
Ma anche a voler discutere e criticare un tempo che qualcuno si ostina a non voler riconoscere più, anche se mi ricordo di vendemmie ottobrine di quando ero ragazzo, che pranzavamo nella vigna e si coglieva l'uva con le maniche corte, i segnali ci sono già tutti.


Le notti si sono fatte più lunghe e umide, e i miei gatti hanno già cambiato abitudini.
Dormono tutti assieme, sul tappeto d'ingresso, addossati alla porta, in mucchio, per farsi caldo.

lunedì 3 ottobre 2011

il castello di Strozzavolpe


Qualche settimana fa, a metà settembre, sono salito su di una collina, nei dintorni di Poggibonsi, poco sopra la Cassia.


Una strada bianca, dritta e contornata di cipressi. Sulla sommità, dopo aver attraversato i manufatti di una vecchia fattoria, sopra ad uno sperone roccioso che emerge da un fitto bosco di lecci, le mura medioevali di un castello, con tanto di torre e ponte levatoio.
Un cartello indica che si tratta del Castello di Strozzavolpe, costruito nel 1154.


Terminato il tempo del motivo che mi aveva condotto fin lì, riparto, con questo nome che mi ronza tra i capelli.
Magari il ronzio si era già sopito, ma oggi qualcosa l'ha risvegliato.


Riordinando i contatti per delle prossime destinazioni, navigando nella rete in cerca di informazioni, entro in alcuni siti che raccontano di castelli, ed altri di storie di castelli, e poi di leggende d'amore, e fantasmi.
Una civetta nasconde appena un'immagine di mura merlate che trovo subito familiari.
Scopro che una leggenda di ignote presenze come anche di romantiche storie, avvolge il maniero.


Questa leggenda narra che questo, come ogni castello che si rispetti, possiede il suo fantasma ma, in questo caso, non di un uomo bensì di una volpe che si aggirerebbe nelle notti di luna piena attorno al castello.
La povera anima dell'animale vagherebbe nei terreni della fortezza a causa di un certo Bonifazio Duca e Marchese di Toscana, che si ostinò a far voler costruire questo edificio nonostante nei suoi paraggi, all'epoca, vi fosse una strana volpe che sembrava mettere in fuga anche i cavalieri più coraggiosi e indefessi, che assoldati dal nobile davano la caccia a questa volpe che ostacolava i lavori di costruzione del maniero.
Ma la caccia sembrava essere vana, visto che l'animale sembrava sfuggire ad ogni tipo di inseguimento prendendosi gioco anche dei più abili cacciatori. Fatto ancor più diabolico, come allora veniva narrato, è che la volpe sembrava tener lontano gli sprovveduti avventurieri spuntando loro contro fuoco e fiamme dalla bocca.
Il Duca, stufatosi dello scherno dell'animale, avrebbe così deciso di giocare d'astuzia, nascondendosi nel bosco e tendendole un agguato.
La trappola riuscì con il povero animale strozzato da un laccio.


La soddisfazione del nobile durò ben poco quando il suo mago gli predisse che il suo castello sarebbe durato tanto quanto il corpo dell'animale. Si provvedette così a farlo imbalsamare e al suo interno fu riversato tanto oro quanto lo stesso sarebbe stato in grado di contenerne. Il corpo così fu nascosto nelle fondamenta del castello, in un luogo tanto segreto che nessuno mai sarebbe riuscito a trovarlo.
Tre cavalieri furono messi a guardia del curioso 'talismano'. Secondo una più recente leggenda, sul finire dello scorso secolo un muratore riuscì a trovare un lauto bottino ma apprena presolo in mano sarebbe stato scacciato dagli spettri dei tre cavalieri anticamente messi a guarda del luogo.
Leggende o miti che siano ancora oggi la gente del posto racconta come, nelle notti di luna piena, si veda aggirarsi nella zona una grande volpe che sembra sempre nascondersi nel fossato del castello, oggi prosciugato

domenica 2 ottobre 2011

stelle nel cielo di Pierino


L'orologio segna le una e quarantacinque della notte, quando rientro e mi soffermo a guardare.


Aria tiepida e silenzio,
di sonni profondi
della natura tutt'attorno.

Con il cielo terso
e la morbida atmosfera
d'autunno,
nel cielo di Pierino
riluccicano le stelle,
belle come illusioni,
e stanno lassù,
stasera così vive e basse,
per addolcire la vita
di chi le guarda...

sabato 1 ottobre 2011

concorso ippico Pistoia


Primo ottobre, con luce e temperature estive.

Agnese torna dopo 4 anni e mezzo a gareggiare sul campo del suo primo concorso di salto ad ostacoli, quello del Pistoia Equestrian Center.



Oggi e domani qui a Groppoli si disputa anche la finale del campionato interprovinciale Pistoia e Prato.
Agnese prende parte alla gara di precisione, della categoria B100.

Nella ricognizione del campo di gara, Agnese è accompagnata da Giulia, la sua istruttrice del Circolo Ippico San Goro.




Scatto alcune foto durante il suo riscaldamento in campo prova.





Ma dopo il suo ingresso in campo, accendo la video camera, e filmo la sia gara.


Su 21 partecipanti, solo in 6 riescono a compiere il percorso netto, ed Agnese è una di questi.
Nel sorteggio tra coloro che si sono classificati al primo posto ex-quo, Agnese non viene estratta tra i primi tre classificati.