alba a pierino

alba a pierino

sabato 24 settembre 2011

l'autunno è arrivato oggi



Con un giorno di ritardo sul calendario, l'autunno qui a Pierino, sembra essere arrivato oggi.
Su dalla valle, proprio da dove ieri saliva una languida corrente d'aria tiepida, che invitava a far colazione fuori,
stamani saliva una nuvola di nebbia, postandosi dietro una brezza lieve ed umida.

venerdì 23 settembre 2011

equinozio d'autunno


Sta facendo giorno, apro la porta, e sento che dalla valle sale un'aria tiepida, come un languido abbraccio.
Dietro gli alberi il sole sbircia tra le foglie, con i suoi primi raggi rasati.


Decido di apparecchiare fuori per la colazione.
Guardo il calendario, oggi è il primo giorno d'autunno, e questa è l'alba dell'equinozio si settembre.
Penso:
Oggi, o ieri, la durata del giorno eguaglia quella della notte. Così dicevano gli antichi astronomi.—.

Invece scopro che si definiscono equinozi i due istanti nel corso dell'anno in cui il Sole si trova perpendicolare all'equatore e la separazione tra zona illuminata e zona in ombra della Terra passa per i poli.
Oggi, questo allineamento è avvenuto alle ore 9,04.

Nel giorno dell'equinozio, indipendentemente che sia quello di primavera, che questo d'autunno, il Sole sorge quasi esattamente ad est e tramonta quasi esattamente ad ovest.


Intanto mi accorgo che la luna è ancora alta nel cielo, verso sud-est.
Ad ovest, mentre preparo la colazione, la campagna si illumina, velocemente....



giovedì 22 settembre 2011

la tela del ragno



Eccolo,
che,
dopo aver tramato,
con concentrica geometria,
e magistrale pazienza
la sua tela,
adesso sta lì,
al centro della sua mortale trappola,
immobile,
in attesa.


mercoledì 21 settembre 2011

la Fiera di Casalguidi


Si è conclusa ieri sera, con lo spettacolo pirotecnico, la 126a Fiera di Casalguidi.









martedì 20 settembre 2011

la finestra del Sindaco di Castell'Azzara


Castell'Azzara è un comune di 1.640 abitanti, sulle pendici meridionali del Monte Amiata, sopra il cuore matto e bollente di questo antico vulcano, che ha regalato un suolo ricco di minerali per i chimici agli albori della civiltà industriale.




Castell'Azzara dista da Grosseto, il capoluogo, circa 80 km, e con i suoi 815 m s.l.m. di altitudine, risulta la sede municipale più elevata di tutta la provincia.
E stamani si sente.




In questo ultimo giorno d'estate, un vento fresco ed insistente porta con se nuvole basse che si impigliano sulla vetta della montagna e sulla rocca di Radicofani.
Il termometro dell'automobile, alle 10,00 del mattino, qui in piazza martiri della Niccioleta, segna 12 gradi.



Alla fine del XIII ° secolo, seguendo le vicende dei Conti Aldobrandeschi, fu inclusa nella Contea di Santa Fiora. Per tutto il 1300 fu contesa tra potenti famiglie orvietane, Filippeschi e Monaldeschi, i senesi, gli Orsini e i Baschi, senza che nessuno riuscì definitivamente ad impadronirsene. Nel 1430 alla morte dell'ultimo esponente della casata, il Conte Guido, la Contea di Santa Fiora passò per via matrimoniale alla Famiglia Sforza.
Nel 1600 fu ceduta ai Medici per confluire poi nel Gran Ducato di Toscana.

All'inizio del '900, il territorio di Castell'Azzara vive un forte sviluppo economico generato dalle miniere ci cinabro, che porteranno alla costituzione del Comune di Castell'Azzara che diviene autonomo rispetto alla comunità di Santa Fiora, nel 1915.
Come ricorda il decreto regio affisso nella stanza del Sindaco.

Il municipio è una palazzina che molto probabilmente, visto lo stile e l'ubicazione, su a quel tempo costruita appositamente per ospitare la sede comunale.
E di lì a poco, fu aggiunta la piccola loggia che copre l'ingresso, a memoria dei caduti di Castell'Azzara, nella Grande Guerra, con il solito, inquietante, lungo elenco di ragazzi morti sul fronte.
Sotto il portico c'è anche una lapide con l'elenco dei minatori locali che lavoravano nella Miniera di Niccioleta, a Massa Marittima, uccisi tra il 13 ed il 14 giugno del 1944 da reparti fascisti e nazisti.

lunedì 19 settembre 2011

il progetto di ristrutturazione dello stadio


Il progetto su cui ci siamo basati per la realizzazione dei pezzi per ristrutturare il mio vecchio stadio di legno, che si vede in questa foto, sul banco sega,


è questo:



Anche 30 anni fa, mi ricordo di aver disegnato un progetto, su di un foglio di carta millimetrata.
In quell'occasione calcolai anche le misure della pista di atletica, il cui sviluppo misura 80 cm, su quattro corsie.
Ma solo oggi ho capito perché la giunzione tra l'elemento di curva e quello rettilineo non mi erano tornati precisi.

Io avevo pensato che il motivo stava nella mia poca precisione nell'usare la sega (a mano).
Invece avevo sbagliato a calcolare l'angolo dei singoli settori. Considerando che i settori di curva erano 10, ho diviso i gradi del cerchio, 360, per i settori. Di cui, i 36 gradi di cerchio di ogni settore, dovevano essere suddivisi a metà tra i due lati, 18 per parte. Ritenendo che la tribuna rettilinea fosse un semplice elemento di giunzione.

Invece dovevo considerarli come elementi di un ellisse, e quindi i 360 gradi del cerchio, dovevano essere suddivisi su 12 elementi, le curve più i rettilinei. Dovendo quindi realizzare elementi di 30 gradi di cerchio, da suddividere a metà tra i due lati, 15 per parte.

Avercela avuta a dodici anni questa intuizione.....

Per ottimizzare la struttura del secondo anello, non potendo usare la soluzione corretta, della divisione in 12 angoli uguali, per rispettare le proporzioni del vecchio stadio su cui si sovrappone, ho diviso l'ampiezza dell'angolo del settore che si congiunge con la gradinata rettilinea a metà. Ho ridotto da 18 a 9 gradi l'angolo del settore di curva, ed ho portato da 0 a 9 gradi quello della gradinata rettilinea.
Ha funzionato.

domenica 18 settembre 2011

il mio vecchio stadio di legno


Quindici giorni fa, circa, di sabato mattina, sono andato, con la bimba, nella mia vecchia casa di San Miniato Basso, e siamo saliti in soffitta.
Lassù, nella mansarda abitabile, ci sono, in quella che era la mia biblioteca, tutti giochi di quando Agnese era piccola.
Mentre nel sottotetto, in mezzo a quarant'anni e forse più di storia, c'era ancora qualche vecchio gioco di quando ero piccolo io.
Tra questi giochi, sapevo che c'erano alcuni vecchi modellini il legno di stadi, in cui giocavo con i sassolini.
Ne abbiamo trovato uno solo integro, due smontati, ed uno distrutto.
Quello integro, al cui interno c'erano ancora i sassolini da me colorati con i quali giocavo, Agnese ha voluto portarlo via, e ha voluto che le raccontassi come e quando lo avevo costruito, e che le spiegassi come ci giocavo.

Raccontando, ho fatto due conti, e ne è venuto fuori che questo stadio dovrei averlo realizzato nel '78 o nel '79.
Quindi più di 30 anni fa, ma soprattutto quando avevo la stessa età di Agnese adesso.

Quel pomeriggio lo pulimmo dalla polvere, e le mostrai come ci giocavo, raccontando motivi e storia di quel gioco.
Lo avevo costruito, insieme agli altri tre, per giocare il mio campionato del mondo di mini calcio, così chiamavo quello che oggi è conosciuto come calcio a 5, nato in Italia nel 1983 (così dice wikipedia).
Erano gli anni del mondiale in Argentina, e mi ricordo che mi rammaricavo che, per il mio campionato del mondo, non riuscivo a disegnare una mascotte simile al "gauchito".
Il campo di gioco misurava cm 10x20, mentre il calcio ad 11 lo giocavo su campi che misuravano 22x40.



Quel pomeriggio la bimba restaurò, con le sue tempere, qualche squadra, e dopo cena si mise a riempire le tribune con gli spettatori/sassolini.
Lo avevo costruito per contenerne 1.100, ce ne abbiamo sistemati 900 (contati).



Ne abbiamo parlato per una settimana intera, ed abbiamo deciso di restaurare lo stadio, adeguandolo ai tempi.
Il progetto avrebbe dovuto prevedere la realizzazione di un secondo anello di tribune, la copertura e l'illuminazione.

Oggi, anche qui a Pierino, è arrivata la pioggia, anche se non era proprio autunnale.
Forse più un lungo temporale di fine estate, e neppure tanto intenso.
Che ci ha permesso di stare sotto la capanna degli attrezzi, a "giocare" con il legno.



Dopo aver tagliato delle strisce di masonite, le abbiamo incollate ed inchiodate tra loro per formare la gradinata. Poi abbiamo tagliato la gradinata in settori con angoli per formare, incollandoli, le curve. Ed abbiamo preparato i pezzi per ampliare la base su cui era costruito il vecchio stadio.

Dopo cena, abbiamo iniziato i lavori di ampliamento del vecchio vecchio stadio.
Prima abbiamo applicato delle strisce di legno alla vecchia base per ampliarla, visto che, soprattutto in larghezza, era appena sufficiente per contenere il vecchio stadio.



Quindi abbiamo applicato, con la colla, i fianchi alle vecchie tribune, così da consolidarle.


Poi abbiamo incollato i sostegni su cui appoggiare il secondo anello.




E sopra il secondo anello abbiamo incollato i sostegni su cui appoggiare la copertura, sulla quale avevo montato l'impianto di illuminazione.



L'impianto di illuminazione è costituito da due strisce di Led, parallele al lato lungo del campo.
Ed abbiamo acceso l'interruttore.


Magnifico!



Avercela avuta 30 anni fa tutta questa tecnologia...

sabato 17 settembre 2011

il Resto della Ciurma, a La Serra


Era nei programmi della serata, andare ad ascoltare il concerto de "il Resto della Ciurma", la band musicale di Santa Croce sull'Arno, che stasera si esibiva al "tendone delle feste" a La Serra.
Nel buio della notte, ai bordi della profonda provincia.
Con il palco sistemato di fianco al tendone con i tavoli del ristorante, dove a quest'ora c'era ancora chi mangiava le pappardelle alla lepre. A pochi passi dal castello gonfiabile dove i bimbi facevano tuffi e capitomboli.
Dove mi sono fermato con l'auto a pochi metri, come in un drive inn campestre.




La loro è una Vasco Rossi Tribute Band, ed il loro spettacolo rispecchia la struttura dei classici concerti del rocker di Zocca.




Ma la reinterpretazione delle cover è originale, e se il ricreare le stesse atmosfere musicali dei successi di Vasco resta l'obiettivo della Band, a Claudio Pinori non serve fare il "verso" al Blasco per emozionare gli spettatori.
Non usa caricare il suo timbro vocale, già comunque diverso da quello di Vasco, ma neppure giocare con i ritornelli delle canzoni più famose.
Si affida alla musica, ai tempi della chitarra di Jimmi Ciacchini Taylor e degli altri musicisti del gruppo, duetta con il pubblico, ma soprattutto, canta con passione e bravura i testi di Vasco.





E spettacolo, nello spettacolo, le oltre 300 persone ad assistere alla loro esibizione.